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Il Simbolo degli Apostoli

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente,

creatore del cielo e della terra;

e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,


(tutti si inchinano)


il quale fu concepito di Spirito Santo,

nacque da Maria Vergine,

patì sotto Ponzio Pilato,

fu crocifisso, morì e fu sepolto;

discese agli inferi;

il terzo giorno risuscitò da morte;

salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;

di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,

la santa Chiesa cattolica,

la comunione dei santi,

la remissione dei peccati,

la risurrezione della carne,

la vita eterna. Amen.



CONFRONTO TRA IL N° 51 DELLA GAUDIUM ET SPES E LA NOTA 329 DI AMORIS LAETITIA

(Fonte: www.vatican.va)

DALLA COSTITUZIONE PASTORALE GAUDIUM  ET SPES:

51. Accordo dell'amore coniugale col rispetto della vita

Il Concilio sa che spesso i coniugi (nota: cioè gli sposi legittimi), che vogliono condurre armoniosamente la loro vita coniugale, sono ostacolati da alcune condizioni della vita di oggi, e possono trovare circostanze nelle quali non si può aumentare, almeno per un certo tempo, il numero dei figli; non senza difficoltà allora si può conservare la pratica di un amore fedele e la piena comunità di vita. Là dove, infatti, è interrotta l'intimità della vita coniugale, non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli: allora corrono pericolo anche l'educazione dei figli e il coraggio di accettarne altri.

DALLA ESORTAZIONE POST-SINODALE AMORIS LAETITIA - NOTA 329:

[329] Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio (22 novembre 1981), 84: AAS 74 (1982), 186. In queste situazioni (nota: qui il papa sta parlando non di sposi legittimi uniti in Cristo, ma dei divorziati civilmente risposati), molti, conoscendo e accettando la possibilità di convivere “come fratello e sorella” che la Chiesa offre loro, rilevano che, se mancano alcune espressioni di intimità, «non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 51).

 

Santi Thomas More e John Fisher

22 giugno 2016

 

Cari fratelli e sorelle, come chiaramente si legge, papa Francesco, nella nota 329 di Amoris laetitia, si preoccupa che non venga meno, a motivo della mancanza di intimità sessuale tra due adulteri - intimità che agli occhi di Dio è gravemente peccaminosa - la relazione che sussiste tra due queste persone.

Inoltre, poco prima, sempre nella esortazione Amoris laetitia, egli ci aveva avvertiti che:

298. I divorziati che vivono una nuova unione, per esempio, possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale. Una cosa è una seconda unione consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell’irregolarità della propria situazione e grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe. La Chiesa riconosce situazioni in cui «l’uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l’educazione dei figli - non possono soddisfare l’obbligo della separazione».[329] C’è anche il caso di quanti hanno fatto grandi sforzi per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o quello di «coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell’educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido».[330] Altra cosa invece è una nuova unione che viene da un recente divorzio, con tutte le conseguenze di sofferenza e di confusione che colpiscono i figli e famiglie intere, o la situazione di qualcuno che ripetutamente ha mancato ai suoi impegni familiari.

Ne consegue che, secondo Francesco, il tempo è medico, poiché appare proprio dalle sue affermazioni che ciò che distinguerebbe la bontà o la malizia di una relazione adultera pubblica e permanente - qual è appunto quella dei divorziati civilmente risposati - sarebbe il passare del tempo.

Inoltre, cari amici, notate che egli chiama "provata fedeltà" l'ostinazione nel peccato dei divorziati civilmente risposati.

EPILOGO

Cari amici! A questo punto: altri scrivano, altri si affatichino intorno alle affermazioni inaudite (purtroppo non rare) dell'attuale pontefice. E se lo fanno con sincero e umile amore a Cristo e alla Sua Chiesa, il Signore li ricompensi ampiamente, come Lui solo sa e può fare.

Per parte nostra, abbiamo deciso che ora è meglio tacere e pregare: supplicare il Sacro Cuore per la conversione di papa Francesco e perché Dio Misericordioso si degni porre presto rimedio ai gravi danni che questo papa ha fatto e continua a fare alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, predicando il misericordismo e una morale che, per certi aspetti, è in palese discontinuità col Magistero espresso dai suoi venerati predecessori.

Cari amici, in questi mesi estivi, rimaniamo spiritualmente uniti nell'adorazione al Santissimo e nella preghiera riparatrice.

Pace e bene!

Angelo e Sabrina

 

 

PAROLE INCONCEPIBILI PRONUNCIATE DA PAPA FRANCESCO

22 giugno 2016

DAL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO ALL'APERTURA DEL CONVEGNO ECCLESIALE DELLA DIOCESI DI ROMA

(16 giugno 2016 - www.vatican.va)

"Pensiamo alla scena dell’adultera (cfr Gv 8,1-11). Sta scritto: dev’essere lapidata. E’ la morale. E’ chiara. E non rigida, questa non è rigida, è una morale chiara. Dev’essere lapidata. Perché? Per la sacralità del matrimonio, la fedeltà. Gesù in questo è chiaro. La parola è adulterio. E’ chiaro. E Gesù si fa un po’ il finto tonto (nota: in realtà il papa ha detto: "si fa un po' lo scemo", come si può ascoltare nel video https://www.youtube.com/watch?v=mmNOvTyDGBs - h. 1.04.40), lascia passare il tempo, scrive per terra… E poi dice: “Incominciate: il primo di voi che non abbia peccato, scagli la prima pietra”. Ha mancato verso la legge, Gesù, in quel caso. Se ne sono andati via, incominciando dai più vecchi. “Donna, nessuno ti ha condannato? Neppure io”. La morale qual è? Era di lapidarla. Ma Gesù manca, ha mancato verso la morale. Questo ci fa pensare che non si può parlare della “rigidità”, della “sicurezza”, di essere matematico nella morale, come la morale del Vangelo."

La frase che il papa ha usato per definire il comportamento del Signore Gesù, mentre scrive per terra, è alquanto disdicevole ed è una interpretazione volgare, che non si addice per nulla alla Sapienza Incarnata del Padre. Con molto dolore, l'unica cosa che ci sentiamo di rispondere a questa blasfemia è il "Dio sia benedetto" in riparazione.

Inoltre, papa Francesco ci dice che il Signore Gesù "ha mancato verso la morale"(?!).

 

2) "Eppure davvero dico che ho visto tanta fedeltà in queste convivenze, tanta fedeltà; e sono sicuro che questo è un matrimonio vero, hanno la grazia del matrimonio, proprio per la fedeltà che hanno."

Dunque, per papa Francesco le convivenze more uxorio sono "un matrimonio vero" e "hanno la grazia del matrimonio"(?!).

 

3) "Una volta – ci sono tanti preti, qui, ma scusatemi – il mio predecessore, no, l’altro, il Cardinale Aramburu, che è morto dopo il mio predecessore, quando io sono stato nominato arcivescovo mi ha dato un consiglio: “Quando tu vedi che un sacerdote vacilla un po’, scivola, tu chiamalo e digli: ‘Parliamo un po’, mi hanno detto che tu sei in questa situazione, quasi di doppia vita, non so…’; e tu vedrai che quel sacerdote incomincia a dire: ‘No, non è vero, no…’; tu interrompilo e digli: ‘Ascoltami: vai a casa, pensaci, e torna tra quindici giorni, e ne riparliamo’; e in quei quindici giorni quel sacerdote – così mi diceva lui – aveva il tempo di pensare, ripensare davanti a Gesù e tornare: ‘Sì, è vero. Aiutami!’”. Sempre ci vuole tempo. “Ma, Padre, quel prete ha vissuto, e ha celebrato la Messa, in peccato mortale in quei quindici giorni, così dice la morale, e Lei cosa dice?”. Cosa è meglio? Cosa è stato meglio? Che il vescovo abbia avuto quella generosità di dargli quindici giorni per ripensarci, con il rischio di celebrare la Messa in peccato mortale, è meglio questo o l’altro, la morale rigida? E a proposito della morale rigida, vi dirò un fatto a cui ho assistito io stesso. Quando noi eravamo in teologia, l’esame per ascoltare le Confessioni – “ad audiendas”, si chiamava – si faceva al terzo anno, ma noi, quelli del secondo, avevamo il permesso di andare ad assistere per prepararci; e una volta, a un nostro compagno, è stato proposto un caso, di una persona che va a confessarsi, ma un caso così intricato, riguardo al settimo comandamento, “de justitia et jure”; ma era proprio un caso talmente irreale...; e questo compagno, che era una persona normale, disse al professore: “Ma, padre, questo nella vita non si trova” – “Sì, ma c’è nei libri!”. Questo l’ho visto io."

Sinceramente, dopo aver letto queste inconcepibili affermazioni, ci chiediamo - con dolore dell'animo - se papa Francesco creda alla Presenza Reale di Nostro Signore Gesù Cristo nell'Ostia Consacrata; poiché dal suo discorso è evidente che la risposta che egli non dice apertamente - e questo modo di procedere è già di per se stesso brutto e non accettabile, e tanto più quando ad adottarlo è un sommo pontefice - è che è meglio la morale "generosa" a quella "rigida". Come chiaramente si constata nel caso da lui citato, questa morale "generosa" non tiene in nessun conto la Santissima Eucaristia e il fatto che quel sacerdote abbia celebrato in stato di peccato per quindici giorni.

Santi Tommaso More e Giovanni Fisher,  Martiri, pregate per lui.

( http://www.santiebeati.it/dettaglio/27900 )


 Angelo e Sabrina

 


PENSIERI SCRITTI PER AMORE:

"O santa purità del cuore! O soave e rara virtù! O dolce e casto bell'amore!"

- L'INSIDIA MORTALE DEL DOLORE RESPINTO -

 

San Luigi Gonzaga, religioso

21 giugno 2016

 

Cari amici!

Sono lieta di scrivervi oggi, all'inizio della stagione estiva, dal sito della nostra amata Associazione di Riparazione Eucaristica, così come il cuore m'ispira.

L'estate è chiamata per antonomasia "la bella stagione". E in effetti - come ogni cosa creata dal Signore Dio nostro, Padre Provvidente e Buono - essa racchiude in sé molte cose belle: il sole splende, tante sono le ore di luce del giorno, i fiori abbelliscono i giardini e i prati, gli uccellini cantano armoniosi e lieti: a loro modo, anch'essi danno lode al dolce Creatore; e sostare in mezzo alla natura ci dona una pausa salutare allo stress in cui spesso trascorrono le giornate di molti.

Dunque, l'estate è bella. Però per fede sappiamo che, nell'antico Giardino, quello dell'Eden, fra tante immacolate meraviglie, apparve in un certo momento il Serpente, a tentare Eva, la prima donna.

Con ciò, cari fratelli e sorelle, desidero ricordare a me stessa e a voi che, purtroppo, l'incontaminata purezza del paradiso terrestre più non c'è. E così ecco che l'estate, stagione ricolma di soave e intensa bellezza, può divenire (e di fatto, non di rado, diviene) tempo particolarmente insidioso per l'anima. E' pur vero che in ogni tempo e in ogni luogo, quaggiù nel faticoso esilio, la persona umana può essere tentata; ma è doveroso aggiungere che per la gravissima decadenza dei tempi attuali - nei quali in molte donne (e pure uomini) pare pressoché estinto qualsiasi pur minimo senso del pudore e della santa modestia - d'estate si moltiplicano le occasioni di tentazione e seduzione del maligno, che in quest'opera satanica è validamente coadiuvato da troppe persone, che (più o meno consapevolmente) divengono strumento nelle sue mani per cercare di indurre - ad esempio mediante abiti gravemente scandalosi - altre creature al male.

Di conseguenza, cari amici, se amiamo i Sacri Cuori di Gesù e di Maria e a Loro desideriamo serbarci fedeli, siamo chiamati, in modo speciale durante il tempo estivo, a pregare e vigilare. Che non accada che noi ci comportiamo da stolti e imprudenti, facendo come Esaù, che vendette la primogenitura per un piatto di lenticchie (Genesi 25,29-34): cioè non lasciamo che il demonio entri nei nostri cuori, asservendoli a sé mediante il consenso personale alle mondane vanità e alle ingannevoli ed effimere sensualità. Cari amici, non lasciamoci ingannare: il peccato non ha mai reso felice nessuno. Soprattutto vegliamo e preghiamo quando il dolore - spirituale, morale, fisico - ci attanaglia, poiché satana attende proprio quelle ore della nostra umana debolezza per attaccarci e sconfiggerci, provocando la morte della nostra anima, mediante il peccato detto, appunto, mortale. Ricordiamoci allora, più che mai, che cosa ha sofferto Nostro Signore Gesù per ridonarci la santa libertà e l'alta dignità di figli di Dio: tutta la Sua atroce Passione e tutto quel Suo Sangue, Immacolato e Divino, versato sul penosissimo altare della Santa Croce. Non disprezziamo tanto Amore!

 

1 Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. (Lettera ai Galati, capitolo 5)

 

In questa santa battaglia, ci occorrono delle armi pacifiche e spirituali: la ricezione frequente - in Grazia di Dio - del Santissimo Corpo e Sangue del Signore, nella Comunione eucaristica; la costante, confidente e umile preghiera di ogni giorno, e soprattutto una filiale e tenera devozione alla Madre Immacolata di Dio, Maria Santissima, con il Suo santo Rosario. Il digiuno e le mortificazioni volontarie ci aiuteranno a temprare l'anima, sì che ella possa poi più agevolmente respingere le seducenti e rovinose proposte del demonio, del mondo e della carne. Pregando spesso - e soprattutto nell'ora della prova e della tentazione - e col cuore, l'Atto di Fede, l'Atto di Speranza e l'Atto di Carità, ci eleveremo dalle bassezze e turpitudini di questo povero mondo, dilatando il cuore agli ampi e pacificanti orizzonti spirituali della nostra mirabile Fede Cristiana Cattolica.

Quando però accadesse, purtroppo, di peccare:

 

1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. 2 Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. (Prima Lettera di San Giovanni, capitolo 2)

 

Cari amici, poiché vi voglio sinceramente bene nel Signore, vi dico: non permanete in stato di peccato mortale; accostatevi prima possibile con sincero pentimento al Sacramento della Divina Misericordia, la Santa Confessione.

Non dimentichiamo le sante parole che Gesù Cristo Amore rivolse ai quelli dei Suoi sacerdoti che sono caduti nelle insidie carnali, ma che possono valere per ogni povera anima peccatrice. Infatti, il Mercoledì delle Ceneri, 6 febbraio 2008, Egli mi disse:

 

"Figlio, figliolo Mio caro, non credere al demonio, non lasciarti confondere da lui – quell’essere infame e malvagio, vero bastardo che non merita d’essere ascoltato ed accolto. CREDI IN ME, FIGLIO AMATO: LA MIA GRAZIA DIVINA PUO’ PORRE RIMEDIO A TUTTO. AMEN. Se lo vuoi anche tu, figlio. Amen."

 

http://www.messaggidelsacrocuore.it/messaggi-del-sacro-cuore-per-i-sacerdoti-fascicolo-dell-anno-di-grazia-2008/2008-02-06

 

Cari amici! Notiamo infine (ma non certo perché ciò sia di poca importanza) come la dolce Madre Chiesa, nostra Maestra di vita santa, proprio al principio dell'estate ci presenti la figura luminosa e sapiente di San Luigi Gonzaga, giglio vivente, e ora glorioso in Cielo, di ardente amore a Gesù Cristo, il Fiore purissimo nato dalla Sempre Vergine Maria. Sia lode e gloria a Lui, oggi e nei secoli eterni!

 

Sabrina di Gesù




LA VERITATIS SPLENDOR E L'AMORIS LAETITIA: IMPORTANTI DISSONANZE



DALLA ESORTAZIONE APOSTOLICA EVANGELII GAUDIUM  DI PAPA FRANCESCO


44. D’altra parte, tanto i Pastori come tutti i fedeli che accompagnano i loro fratelli nella fede o in un cammino di apertura a Dio, non possono dimenticare ciò che con tanta chiarezza insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica: «L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali».[49]

Pertanto, senza sminuire il valore dell’ideale evangelico, bisogna accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone che si vanno costruendo giorno per giorno.[50] Ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore che ci stimola a fare il bene possibile. Un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, può essere più gradito a Dio della vita esteriormente corretta di chi trascorre i suoi giorni senza fronteggiare importanti difficoltà. A tutti deve giungere la consolazione e lo stimolo dell’amore salvifico di Dio, che opera misteriosamente in ogni persona, al di là dei suoi difetti e delle sue cadute.

45. Vediamo così che l’impegno evangelizzatore si muove tra i limiti del linguaggio e delle circostanze. Esso cerca sempre di comunicare meglio la verità del Vangelo in un contesto determinato, senza rinunciare alla verità, al bene e alla luce che può apportare quando la perfezione non è possibile. Un cuore missionario è consapevole di questi limiti e si fa «debole con i deboli […] tutto per tutti» (1 Cor 9,22). Mai si chiude, mai si ripiega sulle proprie sicurezze, mai opta per la rigidità autodifensiva. Sa che egli stesso deve crescere nella comprensione del Vangelo e nel discernimento dei sentieri dello Spirito, e allora non rinuncia al bene possibile, benché corra il rischio di sporcarsi con il fango della strada.


DAL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO AI MISSIONARI DELLA MISERICORDIA

Un altro aspetto importante è quello di saper guardare al desiderio di perdono presente nel cuore del penitente. È un desiderio frutto della grazia e della sua azione nella vita delle persone, che permette di sentire la nostalgia di Dio, del suo amore e della sua casa. Non dimentichiamo che c’è proprio questo desiderio all’inizio della conversione. Il cuore si rivolge a Dio riconoscendo il male compiuto, ma con la speranza di ottenere il perdono. E questo desiderio si rafforza quando si decide nel proprio cuore di cambiare vita e di non voler peccare più. È il momento in cui ci si affida alla misericordia di Dio, e si ha piena fiducia di essere da Lui compresi, perdonati e sostenuti. Diamo grande spazio a questo desiderio di Dio e del suo perdono; facciamolo emergere come vera espressione della grazia dello Spirito che provoca alla conversione del cuore. E qui mi raccomando di capire non solo il linguaggio della parola, ma anche quello dei gesti. Se qualcuno viene da te e sente che deve togliersi qualcosa, ma forse non riesce a dirlo, ma tu capisci… e sta bene, lo dice così, col gesto di venire. Prima condizione. Seconda, è pentito. Se qualcuno viene da te è perché vorrebbe non cadere in queste situazioni, ma non osa dirlo, ha paura di dirlo e poi non poterlo fare. Ma se non lo può fare, ad impossibilia nemo tenetur. E il Signore capisce queste cose, il linguaggio dei gesti. Le braccia aperte, per capire cosa c’è dentro quel cuore che non può venire detto o detto così… un po’ è la vergogna… mi capite. Voi ricevete tutti con il linguaggio con cui possono parlare.

(Questo discorso è stato esposto da papa Francesco il 9 febbraio 2016)


 

DALLA LETTERA ENCICLICA VERITATIS SPLENDOR DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II


Grazia e obbedienza alla legge di Dio

102. Anche nelle situazioni più difficili l'uomo deve osservare la norma morale per essere obbediente al santo comandamento di Dio e coerente con la propria dignità personale. Certamente l'armonia tra libertà e verità domanda, alcune volte, sacrifici non comuni e va conquistata ad alto prezzo: può comportare anche il martirio. Ma, come l'esperienza universale e quotidiana mostra, l'uomo è tentato di rompere tale armonia: «Non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto... Io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (Rm 7, 15.19).

Donde deriva, ultimamente, questa scissione interiore dell'uomo? Egli incomincia la sua storia di peccato quando non riconosce più il Signore come suo Creatore, e vuole essere lui stesso a decidere, in totale indipendenza, ciò che è bene e ciò che è male. «Voi diventerete come Dio, conoscendo il bene e il male» (Gn 3,5): questa è la prima tentazione, a cui fanno eco tutte le altre tentazioni, alle quali l'uomo è più facilmente inclinato a cedere per le ferite della caduta originale.

Ma le tentazioni si possono vincere, i peccati si possono evitare, perché con i comandamenti il Signore ci dona la possibilità di osservarli: «I suoi occhi su coloro che lo temono, egli conosce ogni azione degli uomini. Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare» (Sir 15,19-20). L'osservanza della legge di Dio, in determinate situazioni, può essere difficile, difficilissima: non è mai però impossibile. È questo un insegnamento costante della tradizione della Chiesa, così espresso dal Concilio di Trento: «Nessuno poi, benché giustificato, deve ritenersi libero dall'osservanza dei comandamenti; nessuno deve far propria quell'espressione temeraria e condannata con la scomunica dei Padri, secondo la quale è impossibile all'uomo giustificato osservare i comandamenti di Dio. Dio infatti non comanda ciò che è impossibile, ma nel comandare ti esorta a fare tutto quello che puoi, a chiedere ciò che non puoi e ti aiuta perché tu possa; infatti "i comandamenti di Dio non sono gravosi" (cf 1 Gv 5,3) e "il suo giogo è soave e il suo peso è leggero" (cf Mt 11,30)».162


18 giugno 2016, sabato


Dio sia amato!



Cari fratelli e sorelle nel Signore,

mediante i testi sopra riportati (tratti dal sito www.vatican.va) procediamo nel sottolineare (nota: i grassetti sono nostri) - con animo pacato e desideroso di venire in aiuto, in modo particolare, a quelle persone che in questi mesi ci hanno espressamente chiesto un intervento scritto al fine di comprendere meglio la situazione attuale, che si è configurata nella Chiesa in seguito alla pubblicazione dell'esortazione apostolica Amoris laetitia - alcune divergenze di rilievo che, senza forzatura alcuna, si riscontrano tra il magistero di papa Francesco e quello espresso dai suoi predecessori.


"Ad impossibilia nemo tenetur" significa: "Nessuno è tenuto a fare cose impossibili". Questo brocardo latino è probabilmente un precetto sorto già alle origini della civiltà giuridica di Roma antica, quale parte del primo insieme di leggi minime nate per regolare la convivenza civile. Ora, citare un principio della legge umana applicandolo alla Legge Divina - come papa Francesco ha fatto - significa dire che il Legislatore Divino non è tale, poiché deve essere suffragato dall'intelligenza umana; come a dire: nella Legge di Dio c'è incompiutezza.

Questo è, a quanto appare, ciò che il papa attuale afferma:


 

DALLA ESORTAZIONE APOSTOLICA AMORIS LAETITIA DI PAPA FRANCESCO


Le norme e il discernimento

304. È meschino soffermarsi a considerare solo se l’agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell’esistenza concreta di un essere umano. Prego caldamente che ricordiamo sempre ciò che insegna san Tommaso d’Aquino e che impariamo ad assimilarlo nel discernimento pastorale: «Sebbene nelle cose generali vi sia una certa necessità, quanto più si scende alle cose particolari, tanto più si trova indeterminazione. […] In campo pratico non è uguale per tutti la verità o norma pratica rispetto al particolare, ma soltanto rispetto a ciò che è generale; e anche presso quelli che accettano nei casi particolari una stessa norma pratica, questa non è ugualmente conosciuta da tutti. […] E tanto più aumenta l’indeterminazione quanto più si scende nel particolare».[347] È vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere né trascurare, ma nella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari. Nello stesso tempo occorre dire che, proprio per questa ragione, ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti ad una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma. Questo non solo darebbe luogo a una casuistica insopportabile, ma metterebbe a rischio i valori che si devono custodire con speciale attenzione.[348]


Quando Francesco parla di "norme generali" che "presentano un bene che non si deve mai disattendere né trascurare" si riferisce ai Dieci Comandamenti, e in particolare a quelli che proibiscono atti intrinsecamente cattivi (vedi la Veritatis splendor ai numeri 79-83). Egli aggiunge che "nella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari".

San Giovanni Paolo II è di altro avviso:


 

DALLA VERITATIS SPLENDOR


«Ma da principio non fu così» (Mt 19,8)


51. Il presunto conflitto tra la libertà e la natura si ripercuote anche sull'interpretazione di alcuni aspetti specifici della legge naturale, soprattutto sulla sua universalità e immutabilità. «Dove dunque sono iscritte queste regole — si chiedeva sant'Agostino — se non nel libro di quella luce che si chiama verità? Di qui, dunque, è dettata ogni legge giusta e si trasferisce retta nel cuore dell'uomo che opera la giustizia, non emigrando in lui, ma quasi imprimendosi in lui, come l'immagine passa dall'anello nella cera, ma senza abbandonare l'anello».92

Proprio grazie a questa «verità» la legge naturale implica l'universalità. Essa, in quanto iscritta nella natura razionale della persona, si impone ad ogni essere dotato di ragione e vivente nella storia. Per perfezionarsi nel suo ordine specifico, la persona deve compiere il bene ed evitare il male, vegliare alla trasmissione e alla conservazione della vita, affinare e sviluppare le ricchezze del mondo sensibile, coltivare la vita sociale, cercare il vero, praticare il bene, contemplare la bellezza.93

La scissione posta da alcuni tra la libertà degli individui e la natura comune a tutti, come emerge da alcune teorie filosofiche di grande risonanza nella cultura contemporanea, oscura la percezione dell'universalità della legge morale da parte della ragione. Ma, in quanto esprime la dignità della persona umana e pone la base dei suoi diritti e doveri fondamentali, la legge naturale è universale nei suoi precetti e la sua autorità si estende a tutti gli uomini. Questa universalità non prescinde dalla singolarità degli esseri umani, né si oppone all'unicità e all'irripetibilità di ciascuna persona: al contrario, essa abbraccia in radice ciascuno dei suoi atti liberi, che devono attestare l'universalità del vero bene. Sottomettendosi alla legge comune, i nostri atti edificano la vera comunione delle persone e, con la grazia di Dio, esercitano la carità, «vincolo della perfezione» (Col 3,14). Quando invece misconoscono o anche solo ignorano la legge, in maniera imputabile o no, i nostri atti feriscono la comunione delle persone, con pregiudizio di ciascuno.

52. È giusto e buono, sempre e per tutti, servire Dio, rendergli il culto dovuto ed onorare secondo verità i genitori. Simili precetti positivi, che prescrivono di compiere talune azioni e di coltivare certi atteggiamenti, obbligano universalmente; essi sono immutabili; 94 uniscono nel medesimo bene comune tutti gli uomini di ogni epoca della storia, creati per «la stessa vocazione e lo stesso destino divino».95 Queste leggi universali e permanenti corrispondono a conoscenze della ragione pratica e vengono applicate agli atti particolari mediante il giudizio della coscienza. Il soggetto che agisce assimila personalmente la verità contenuta nella legge: egli si appropria, fa sua questa verità del suo essere mediante gli atti e le relative virtù. I precetti negativi della legge naturale sono universalmente validi: essi obbligano tutti e ciascuno, sempre e in ogni circostanza. Si tratta infatti di proibizioni che vietano una determinata azione semper et pro semper, senza eccezioni, perché la scelta di un tale comportamento non è in nessun caso compatibile con la bontà della volontà della persona che agisce, con la sua vocazione alla vita con Dio e alla comunione col prossimo. È proibito ad ognuno e sempre di infrangere precetti che vincolano, tutti e a qualunque costo, a non offendere in alcuno e, prima di tutto, in se stessi la dignità personale e comune a tutti.


Ed infine, sempre nella Veritatis splendor, leggiamo:


103. All'uomo è sempre aperto lo spazio spirituale della speranza, con l'aiuto della grazia divina e con la collaborazione della libertà umana.

È nella Croce salvifica di Gesù, nel dono dello Spirito Santo, nei Sacramenti che scaturiscono dal costato trafitto del Redentore (cf Gv 19, 34), che il credente trova la grazia e la forza per osservare sempre la legge santa di Dio, anche in mezzo alle difficoltà più gravi. Come dice sant'Andrea di Creta, la legge stessa «fu vivificata dalla grazia e fu posta al suo servizio in una composizione armonica e feconda. Ognuna delle due conservò le sue caratteristiche senza alterazioni e confusioni. Tuttavia la legge, che prima costituiva un onere gravoso e una tirannia, diventò per opera di Dio peso leggero e fonte di libertà».163

Solo nel mistero della Redenzione di Cristo stanno le «concrete» possibilità dell'uomo. «Sarebbe un errore gravissimo concludere... che la norma insegnata dalla Chiesa è in se stessa solo un "ideale" che deve poi essere adattato, proporzionato, graduato alle, si dice, concrete possibilità dell'uomo: secondo un "bilanciamento dei vari beni in questione". Ma quali sono le "concrete possibilità dell'uomo"? E di quale uomo si parla? Dell'uomo dominato dalla concupiscenza o dell'uomo redento da Cristo? Poiché è di questo che si tratta: della realtà della redenzione di Cristo. Cristo ci ha redenti! Ciò significa: Egli ci ha donato la possibilità di realizzare l'intera verità del nostro essere; Egli ha liberato la nostra libertà dal dominio della concupiscenza. E se l'uomo redento ancora pecca, ciò non è dovuto all'imperfezione dell'atto redentore di Cristo, ma alla volontà dell'uomo di sottrarsi alla grazia che sgorga da quell'atto. Il comandamento di Dio è certamente proporzionato alle capacità dell'uomo: ma alle capacità dell'uomo a cui è donato lo Spirito Santo; dell'uomo che, se caduto nel peccato, può sempre ottenere il perdono e godere della presenza dello Spirito».164


Cari amici! Ancora una volta, col cuore in mano, vi invitiamo ad unirvi spiritualmente a noi nella preghiera per papa Francesco e per tutti i pastori della Chiesa Cattolica; inoltre, carissimi, preghiamo costantemente per ogni persona - vescovo, presbitero, teologo, "voce" del Signore - che si sta impegnando con amore e con lealtà, in questo difficile frangente storico, affinché l'immutabile, eterna Verità di Cristo Signore trionfi, per l'autentico bene delle anime immortali.

Gloria e lode a Dio!


Angelo e Sabrina




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Pensieri scritti per amore: 2016-6 :


AI MIEI FRATELLI E SORELLE DIVORZIATI E CIVILMENTE RISPOSATI


CARMINE MARIA RANIERI: VERO OLOCAUSTO DI ESPIAZIONE PER L'AUTENTICA UNITA' DELLA CHIESA



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Papa Francesco: una persona per cui pregare, ma che non merita più la nostra fiducia

 

15 giugno 2016

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

dopo aver preso atto dei gravi errori contenuti nell'esortazione apostolica Amoris laetitia - errori che hanno e avranno un dilagante effetto a cascata, sotto diversi aspetti, per quanto concerne la teologia morale e la conseguente pastorale; e non soltanto per ciò che riguarda i divorziati civilmente risposati e il loro possibile accesso alla Santa Comunione Eucaristica: cosa, questa, che per noi è già di una gravità inaudita - e dopo aver inoltre letto, con molto dolore e con profonda delusione, quanto monsignor Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto e segretario speciale del Sinodo sulla famiglia, ha affermato durante un recente incontro pubblico presso il teatro Rossetti di Vasto:

 

"- Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati - ha riportato Mons. Forte riferendo una battuta di Papa Francesco - questi non sai che casino ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fa' in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io -. Dopo aver riportato questa battuta lo stesso Forte ha scherzato dicendo: - Tipico di un gesuita -".

 

(Parole riportate in Zonalocale.it , ed. di Vasto, 3-5-2016, http://tinyurl.com/gitkbhh )

 

riteniamo che papa Francesco sia una persona per  la quale elevare fervide preghiere a Dio - per intercessione di Maria, Madre della Sapienza Incarnata, Gesù Cristo - implorando il suo ravvedimento; ma, d'altro canto, non lo consideriamo più punto sicuro di riferimento per la nostra fede. Dio abbia misericordia di lui!

 

Angelo e Sabrina


 


PREGHIAMO PER LA CHIESA E PER PAPA FRANCESCO

- UN VERO CATTOLICO NON HA NIENTE DA FESTEGGIARE NELL'ANNIVERSARIO DELLA RIFORMA PROTESTANTE, FAUTRICE DI UNO SCISMA SPAVENTOSO -

 

San Barnaba, apostolo

11 giugno 2016

 

O Dio, che hai scelto san Barnaba, pieno di fede e di Spirito Santo, per convertire i popoli pagani, fa' che sia sempre annunziato fedelmente, con la parola e con le opere, il Vangelo di Cristo, che egli testimoniò con coraggio apostolico.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

(Orazione nella memoria liturgica odierna, secondo il Rito Romano)

 

Cari amici,

vi invitiamo a leggere qui:

 

http://ilsismografo.blogspot.it/2016/06/vaticano-comunicato-congiunto-della_1.html

In tale comunicato si parla di "doni della Riforma" (?!).

Sarebbero quelli descritti in questo significativo articolo?

 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-liberta-deviatache-ha-animatolutero-16449.htm


Cari fratelli e sorelle nel Signore,

per amore al Signore Gesù e alla Sua Chiesa - Cattolica, Apostolica e Romana - vi esortiamo, col cuore in mano: in questi tempi di crescente confusione, nei quali non è più neppure possibile accostare con serena fiducia quanto presentatoci da Francesco - nei documenti firmati da lui e nelle sue omelie, poiché non scevri da deviazioni dalla retta Dottrina cattolica - è necessario pregare e vigilare, al fine di non essere travolti nel vorticoso torrente, quanto mai dilagante e di facile percorrenza, del misericordismo di matrice protestante, proposto dal papa attuale. La Via indicataci dal Salvatore nostro Gesù Cristo nel Santo Vangelo va nella direzione opposta: "Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!" (Matteo 7,13-14).

Jorge Mario Bergoglio occupa la Cattedra di San Pietro come papa, e la sua elezione canonica è certamente valida; purtroppo però al presente, dopo aver constatato (con acuta sofferenza dell'animo) i gravi errori - leggi: abbandono della morale oggettiva, chiaramente ribadita dal Santo Papa Giovanni Paolo II nella Lettera Enciclica Veritatis splendor - contenuti nella esortazione post-sinodale Amoris laetitia, e anche in base a quanto affermato dal Sacro Cuore nel seguente dettato:

 

Messaggio del Sacro Cuore per i cristiani cattolici

 

 "O Sabrina, Mia aralda, ascoltaMi. Io sono il Cristo."

 

"Ti vedo sofferente, cara, in questi giorni, in questo periodo, per la Mia Chiesa in terra e, purtroppo, ne hai ben motivo.

Cara Mia, scrivi stamani per i Miei amati figli - i cristiani cattolici - che Io stesso voglio, oggi stesso, mettere in guardia contro un immenso inganno che satana sta tramando di mettere in opera."

 

"Cari figli e figlie amate, Io - l'Uomo Dio Gesù Cristo - vi avviso oggi che se Papa Francesco dovesse permettere l'accesso ai Sacramenti, di Eucaristia e Confessione, ai divorziati risposati civilmente - in quella situazione peccaminosa nella quale essi si trovano al presente di fronte a Me, Cristo Dio - con ciò stesso egli mostrerebbe di aver rinnegato la vera Fede Cattolica e, di conseguenza, non sarebbe più da considerarsi, al Mio Cospetto Santo e Divino, l'autentico custode di Essa."

 

"Se così fosse, allora la benedizione che Io gli diedi all'inizio del suo pontificato, sarebbe divenuta vana ed inefficace."

 

"Per ora va' in pace, Sabrina, e col cuore, un po' come il Mio, spaccato dal dolore. Amen".

 

 Locuzioni interiori ricevute il 2 novembre 2015, dopo la Santa Messa, in chiesa.

 

riteniamo che egli non possa più essere considerato a pieno titolo il Vicario di Gesù Cristo: sta infatti operando, e non da un giorno - insieme ai suoi collaboratori: Walter Kasper, Bruno Forte, Antonio Spadaro, Victor Manuel Fernandez, eccetera - nella direzione qui chiaramente descritta dal Divino Maestro:

 "Sabrina, vengo quest'oggi a te - in questo giorno solenne in onore di Me, Sacro Cuore Amore - perché voglio supplicare le anime di Me amanti e a Me devote, di pregare molto per la Santa Mia Chiesa Romana, affinché satana non ottenga un, pur effimero, trionfo, riducendo la maggior parte di Essa come se fosse ormai una sorta di setta protestante. Amen."

(Estratto dal "Messaggio del Sacro Cuore nel primo Venerdì del mese, 6 maggio 2016" - www.messaggidelsacrocuore.it )

E' per noi tristissimo dirlo, ma il papa attuale non sta più guidando la Chiesa, in modo integro e completo, secondo il Santo Vangelo di Gesù Cristo:

"O Sabrina! Oggi - Domenica di Me, Buon Pastore Santo - Io, nella Mia sconfinata, abissale umiltà - per la quale Io sono l'Umiltà fatta Persona, amen - supplico ed imploro le Mie care anime, dei cristiani cattolici, di non abbandonare per alcun motivo - anche se Francesco ormai va predicando un altro vangelo (riferimento a Galati 1,8) - di non abbandonare, adunque, la via certa della purezza, della castità - vissuta in modo suo proprio anche nel Sacramento del Matrimonio - e del vero amore; il quale vero amore è donazione, e non erotismo: il quale - così detto - è deformazione dell'eros e del vero amore: anche quello carnale che Io stesso - Dio Eterno, Vivo e Santo - ho costituito fra gli sposi, coniugati in Me, come fonte di reciproca santificazione, sorgente di sincera e profonda unità - delle anime e dei corpi - e scaturigine nobile della vita umana. Amen."

 

(Estratto dal "Messaggio del Sacro Cuore: ancora a seguito dell'esortazione Amoris laetitia" di domenica 17 aprile 2016)

 

E questo con la collaborazione di "grandi teologi illuminati", secondo Francesco; ma il Sacro Cuore di Gesù si esprime diversamente:

"Francesco, Io ti avevo tanto benedetto!

Non essere tu - te ne supplico Io stesso, oggi - a trascinare la Santa Chiesa, Mia Sposa mistica e reale, nel gorgo infernale dell'aperta eresia, e ciò concedendo i Sacramenti di Eucaristia - che Io sono - e di Santa Confessione - che è il Mio Sangue versato per voi e su voi, che, se pentiti, vi assolve - ai pubblici peccatori!"

 

(pausa)

 

"O Francesco! perché ti stai lasciando ingannare e sviare? perché segui quelle margherite, fradice e marce, che stanno abusivamente nel giardino della Mia Santa Chiesa in terra? Perché ascolti Kasper? Quello è mosso e ispirato dal demonio, Francesco! altro che "grande teologo"."

 

(Estratto dal "Messaggio del Sacro Cuore al Suo Vicario, Papa Francesco" del 17 novembre 2015; questo santo dettato, attualmente leggibile sulla homepage del Sito www.messaggidelsacrocuore.it, merita di essere letto per intero)

 

In conclusione, cari amici: accogliamo l'accorato invito che il Signore Gesù ci ha rivolto nel santo dettato del 3 giugno 2016:

 

"Sabrina; ma che Chiesa è questa? Cioè: che sposa è, nei Miei confronti? Una sposa, troppo spesso, infedele, adultera e falsa meretrice. Ahimè! che dolore atroce!... chi Mi consolerà?"

 

"Sabrina, chiama le anime di Me amanti - le anime oranti, sacerdotali e non - affinché in questo mese solennissimo, edifichino una stupenda e mistica corona, che circondi il Mio Sacratissimo e Divino Cuore, con le loro preghiere, digiuni e penitenze. Amen."

 

"A tal proposito, fratelli e figli Miei amati, desidero oggi aggiungere e precisare questo: la testimonianza, anche a parole (rifrazione interiore: la quale è gradita a Dio nella misura della coerenza delle opere, nella vita del cristiano), è necessaria, poiché Io stesso ho stabilito di chiamare a salvezza e alla santità le anime mediante la stoltezza - sublime stoltezza - della predicazione (riferimento a 1Corinzi 1,21). Amen.

Però, di questi tempi, che sono così cattivi e decaduti, è molto più necessario PREGARE e SACRIFICARSI."

 

e preghiamo costantemente e di vero cuore per papa Francesco, affinché si ravveda:

 

L'unità della Chiesa: un bene da custodire; non però calpestando l'Amore e la Verità di Gesù Redentore

 

Nella Santa Comunione eucaristica, odo nel mio cuore:

 

"Sabrina, devi dire alle anime di pregare per il ravvedimento di Francesco; altrimenti la Mia Chiesa andrà di male in peggio. Amen."

 

In altra occasione, e precisamente nel santo dettato di domenica 13 settembre 2015, il Divino Maestro ebbe a dire:

 

 "Infine, Sabrina - infine per ora, o figlia - dico chiaramente che sono stanco e disgustato a motivo di alcuni personaggi di fama, nel mondo giornalistico e dell'editoria, che non perdono occasione per farsi beffe e per denigrare il Mio attuale Vicario in terra, Francesco.

E, inoltre, Mi fanno soffrire quei giornalisti che, in mala fede, distorcono le notizie riguardanti la vita della Mia Chiesa, aumentando a dismisura la confusione, e il conseguente smarrimento, nelle menti dei semplici. Ad esempio, a riguardo di quello che qualcuno - che non nomino espressamente qui - molto di recente ha affermato a riguardo della dichiarazione di nullità del vincolo matrimoniale - sigillato in Me, in chiesa - definendo la semplificazione della stessa "divorzio cattolico"."

 

"Questo discorso è pur complesso e Io, Sabrina, non intendo ora approfondirlo con te. Ma ciò che Mi fa soffrire - questo voglio dire (nota: "questo voglio dire", affermato con intensa virilità) - è il pregiudizio e sono i continui attacchi strumentali contro Papa Francesco.

Figli, figli e figlie, rispondete con amore al suo continuo appello: quando vi chiede per favore di non dimenticarvi di pregare per lui, poiché il suo pontificato è e sarà drammatico."

 

(pausa)

 

"Per ora, Sabrina, tu puoi andare in pace, perché per oggi non ho altro da dirti, in questo modo. Va' dunque in pace. Io ti benedico.

Io sono il Cristo, il Figlio del Dio Vero e il Capo Supremo della Mia Chiesa: in Cielo, in terra e nel Purgatorio. Amen".

 

 Locuzioni interiori ricevute durante l'adorazione silenziosa al Santissimo Sacramento, dopo la Santa Messa festiva, nella chiesa di un monastero.

 

 

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale abbi misericordia di noi, della Tua Chiesa e del mondo intero!

 

Angelo e Sabrina

 

 

 

PASTORI DIVENUTI LUPI

PENSIERI SCRITTI PER AMORE DI CRISTO E DELLA CHIESA

6 giugno 2016

Cari fratelli e sorelle nel Signore, Dio sia amato!

Vi invitiamo a leggere  questo articolo, pubblicato oggi sul sito de La nuova bussola quotidiana:

 

http://sinodo2015.lanuovabq.it/enzo-bianchi-la-sessualita-e-cambiata-includere-divorziati-e-omosessuali/

 

Cari amici,

offriamo riparazione a Dio, il Quale è troppo offeso, in special modo da coloro che da pastori si sono mutati in lupi rapaci.

Preghiamo di vero cuore per il sollecito ravvedimento di questi falsi padri, i quali stanno, di fatto, ogni giorno di più operando per la demolizione della vera Fede cattolica e della sana Dottrina; e questo fanno proponendoci una visione falsa e fuorviante della Divina Misericordia: sulla scia della Amoris laetitia di Francesco, ormai - secondo loro - in nome della coscienza personale (leggi meglio:  multisoggettivismo pseudo-gesuitico), ogni comportamento, fino ai più aberranti e indegni dell'uomo redento da Cristo, può essere giustificato, ed anzi viene approvato, avallato e sostenuto. E, in tal modo, essi ingannano le persone, favorendo la confusione e un crescente lassismo morale; e, ciò che è peggio, aiutando le anime nel percorrere la via larga della perdizione (Matteo 7,13-14).

Inoltre, essi ci dicono che in noi - poveri idioti creduloni, succubi dell'arcigno  e dispotico Magistero della Chiesa; beninteso: Magistero espresso fino a Papa Benedetto XVI - la coscienza personale sarebbe stata terribilmente conculcata dai predecessori di Francesco; Papi come San Pio X, il Servo di Dio Pio XII, il Beato Paolo VI e San Giovanni Paolo II.

Veniamo pure informati che il mondo è cambiato e che dunque ne consegue che anche l'antropologia e la sessualità sono cambiate.

Cari amici: "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!" (Ebrei 13,8). Attenzione a questi ecclesiastici - che delle volte sono pure vestiti di viola o di rosso - che ci propongono un vangelo che non è più quello del Signore Gesù; un vangelo non più conforme all'autentica Tradizione Apostolica, bensì modellato dallo spirito mondano, che è  anticristico: "Non sapete che amare il mondo è odiare Dio?" (Giacomo 4,4).

I tempi che stiamo attraversando sono cattivi al punto che noi credenti dobbiamo vigilare persino su ciò che ci viene proposto nelle omelie: il misericordismo bergogliano miete molte vittime anche in tale ambito, e (come abbiamo constatato di persona) purtroppo anche in sacerdoti che stimavamo persone di carattere.

 

Cari amici, con la grazia di Dio, ancora una volta stiamo vivendo il mese di giugno in onore del Cuore Sacratissimo di Gesù: rimaniamo uniti spiritualmente nell'adorazione riparatrice al Santissimo Sacramento dell'altare e nella umile supplica per tutti i pastori della Chiesa Cattolica.

Un consiglio: riteniamo importante la lettura costante del Catechismo della Chiesa Cattolica, secondo la proposta che San Giovanni Paolo II fa nella Sua Enciclica Veritatis splendor:

 

Se questa Enciclica, da tanto tempo attesa, viene pubblicata solo ora, lo è anche perché è apparso conveniente farla precedere dal Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale contiene un'esposizione completa e sistematica della dottrina morale cristiana. Il Catechismo presenta la vita morale dei credenti nei suoi fondamenti e nei suoi molteplici contenuti come vita dei «figli di Dio»: «Riconoscendo nella fede la loro nuova dignità, i cristiani sono chiamati a comportarsi ormai "da cittadini degni del Vangelo" (Fil 1,27). Mediante i sacramenti e la preghiera, essi ricevono la grazia di Cristo e i doni del suo Spirito, che li rendono capaci di questa vita nuova».10 Nel rimandare pertanto al Catechismo «come testo di riferimento sicuro ed autorevole per l'insegnamento della dottrina cattolica», 11 l'Enciclica si limiterà ad affrontare alcune questioni fondamentali dell'insegnamento morale della Chiesa, sotto forma di un necessario discernimento su problemi controversi tra gli studiosi dell'etica e della teologia morale. È questo l'oggetto specifico della presente Enciclica, che intende esporre, sui problemi discussi, le ragioni di un insegnamento morale fondato nella Sacra Scrittura e nella viva Tradizione apostolica 12 mettendo in luce, nello stesso tempo, i presupposti e le conseguenze delle contestazioni di cui tale insegnamento è fatto segno. (www.vatican.va)

 

 

Angelo e Sabrina 

 




SOLENNITA' DEL CUORE SACRATISSIMO DI GESU' CRISTO
VERO DIO E FRATELLO NOSTRO AMABILE

- Venerdì 3 giugno 2016 -

Amore, adorazione, lode perenne a quel Cuore Divino
che ha tanto amato gli uomini da morire sulla Croce per tutti.
Ma ... l'Amore non è amato! L'Amore non è amato!

Carissimi fratelli e sorelle, consoliamo Gesù!
Con il preziosissimo sostegno della Divina Grazia,
affrontiamo da forti la buona battaglia della fede,
sì da poter offrire a Gesù, Supremo Sposo,
in questo mondo sporcato da mille impurità,
il fiore olezzante di un'anima casta.
Amen.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch'io T'ami sempre più.
Dolce Cuore di Maria, sii la salvezza dell'anima mia.

Sabrina di Gesù

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Messaggi del Sacro Cuore di Gesù

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Preghiera di offerta durante l’adorazione

al Santissimo Sacramento dell’altare


- dettata dal Sacro Cuore di Gesù –

 

 

 

O Divinissimo Cuore di Gesù, nostro Dio e Maestro, che Sacramentato te ne stai giorno e notte ad aspettare la consolazione dei Tuoi figli, ecco che io quest’oggi sono qui innanzi a Te prostrato, con veri e forti sentimenti di fede, di speranza e di carità: per Te, con Te ed in Te.

Ti offro questa adorazione per riparare le bestemmie, ingiurie, ingratitudini, abomini e scandali che da ogni parte vengono a ferire il Tuo Sacratissimo Cuore.

Te l’offro, inoltre, per le sante anime del Purgatorio, affinché esse, specialmente quelle più abbandonate e senza suffragi, vengano presto in Cielo da Te per gioire in eterno.

Io, da parte mia, prometto solennemente di fuggire le occasioni prossime di peccato e di impegnarmi attivamente in un’autentica e santa vita cristiana.

Tutto ciò che sono e posseggo lo pongo, con sentimenti di profonda fiducia e gratitudine, nel Tuo Tenerissimo Cuore.

Giacché, Buon Gesù, io prometto di occuparmi delle cose Tue e della Tua maggior gloria, Tu, te ne supplico, curati di me e dei miei affetti.

Cura in modo speciale la mia anima macchiata dal peccato: purificala e rendila degna di stare a Te dinanzi per i secoli eterni.

Amen.   


 

"MOLTE ANIME VANNO ALL'INFERNO..."

13 maggio 2016, venerdì

 

Durante l'apparizione del 19 agosto 1917, la Madonna Santissima, con tono doloroso, disse ai  pastorelli di Fatima:

"Pregate, pregate molto e fate dei sacrifici per i peccatori! Vi sono molte anime che vanno all’Inferno, perché non c’è nessuno che si sacrifichi e preghi per loro."

Cari amici!

E' trascorso quasi un secolo da quel mirabile evento di grazia che sono le apparizioni di Nostra Signora del Rosario, a Fatima. E questo Suo accorato e mesto appello è, ora più che mai, urgente e attuale.

Abbiamo a cuore, carissimi, di rispondere con schietta generosità, con umile fervore, con sincera carità, all'intenso invito della nostra amatissima Mamma del Cielo.

Tante sono le buone intenzioni per cui è necessario costantemente pregare, ma, come Gesù Misericordioso disse alla Sua eletta sposa, Suor Maria Faustina Kowalska:

 

"La preghiera per la conversione dei peccatori Mi è la più gradita. La esaudisco sempre."  (Dal "Diario")

 

Bellezza, ricchezza, onori, fatiche, dolori, delusioni ... tutto passa.

Alla fine: Dio e l'anima.

 

Amiamo, dunque, la nostra anima custodendola sempre nella preziosissima amicizia con Dio, nella Grazia santificante; e consoliamo i Cuori Santissimi di Gesù e di Maria, pregando e offrendo sacrifici con amore per la conversione di tutti coloro che - in luogo di adorare e servire il vero Dio - vivono schiavi del demonio, del mondo e della carne.

Che il Signore possa avere presto l'immensa gioia di stringere sul Suo Cuore Adorabile, questi Suoi figli e figlie che, pentiti, tornano a Lui. Amen.

 

Santo Dio, Santo Forte, Santo Pietoso, abbi pietà di noi e del mondo intero!

 

Sabrina di Gesù

 

 

MARTIN LUTERO: E' SALVO?

 

11 maggio 2016

 

Cari fratelli e sorelle, Dio sia amato!

Considerato il clima buonista e gravemente fuorviante che delle volte si respira, purtroppo, persino in chiesa - infatti, siamo giunti ad un tal punto che gli scritti dell'eretico Lutero sono citati, con palese apprezzamento, nell'omelia della Santa Messa - vi invitiamo a leggere la visione mistica che Dio concesse alla Sua eletta sposa, la Beata Suor Maria Serafina Micheli, fondatrice:

 

 http://muniatintrantes.blogspot.it/2013/11/martin-lutero-allinferno.html

 

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi misericordia di noi e del mondo intero!

 

Angelo e Sabrina




SANTE E VERE TESTIMONI DELLA SACRALITA' DEL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

 

Santa Caterina da Siena, 29 aprile 2016

 

Cari amici, Dio sia consolato, notte e giorno, nel Santissimo Sacramento dell'altare!

Oggi vi invitiamo ad approfondire la conoscenza di due Beate della Chiesa Cattolica, che hanno reso a Cristo Sposo, ognuna nella propria specifica vocazione, una mirabile testimonianza d'amore e di verità, esaltando e difendendo l'autentica bellezza e la casta santità del Matrimonio cristiano: la sposa e madre Elisabetta Canori Mora e la giovane Laura Vicuna.

Della prima è possibile leggere, con molto frutto spirituale, il libro "LA MIA VITA NEL CUORE DELLA TRINITA' - DIARIO DELLA BEATA ELISABETTA CANORI MORA - SPOSA E MADRE" (Libreria Editrice Vaticana), mentre potete attingere dei cenni biografici sulla Beata Laura cliccando qui: http://www.santiebeati.it/dettaglio/38450

In questo giorno di Festa - illuminato dalla sublime celeste vittoria della sapiente vergine senese, arsa dall'Amore per il Sommo Bene - imploriamo l'intercessione della Serva e sposa di Cristo Caterina Benincasa: per la Chiesa Cattolica Romana, per l'Italia e per il mondo intero. Dal Trono eccelso e luminoso della Trinità Santissima scendano su ciascuno di noi, amati fratelli e sorelle, le grazie - spirituali e concrete - di cui abbiamo maggiore necessità in questi travagliati tempi.

 

Sabrina e Angelo

 

N.B. Cari amici, preghiamo ogni giorno di vero cuore per i nostri fratelli e sorelle cristiani perseguitati. Lo Spirito Santo li consoli, conforti e confermi sino alla fine fedeli a Cristo Gesù, Vero Dio e Vero Uomo, Supremo Sposo, Capo e Pastore. Amen.



Amoris laetitia: una terribile lancia trafigge il Cuore di Cristo

15 aprile 2016

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

vi invitiamo fortemente ad offrire a Dio - il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo - umile e amorevole riparazione per tutti i sacrilegi eucaristici  che sono e saranno commessi nel mondo intero, conseguentemente all'esortazione post-sinodale Amoris laetitia.

Il capitolo ottavo di tale documento - Accompagnare, discernere e integrare la fragilità - è fuorviante, ambiguo e si pone in discontinuità con l'autentico Magistero della Chiesa Cattolica.


Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi misericordia di noi e del mondo intero!

 

Angelo e Sabrina

 




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amoreagesueucaristia@gmail.com