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PREGHIAMO UMILMENTE E CON VIVO FERVORE PER LA SANTA CHIESA DI DIO


Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

8 dicembre 2016, giovedì

Cari amici, vi invitiamo alla lettura di questi due articoli:


http://www.corrispondenzaromana.it/fondazione-lepanto-uniti-nel-credo-cardinali-vescovi-e-sacerdoti/


http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/?refresh_ce


Preghiamo molto e di vero cuore per la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Maria,  Torre d'avorio, Casa d'oro,Vincitrice di tutte le eresie, prega per il gregge, pellegrinante in terra, del Tuo Figlio Gesù! Amen.


Angelo e Sabrina



ACCOSTIAMOCI CON SINCERO PENTIMENTO AL SANTO SACRAMENTO DELLA DIVINA MISERICORDIA

 

6 dicembre 2016

 

Cari fratelli e sorelle,

in questi preziosi giorni di Avvento, accostiamoci con cuore contrito al Sacramento della Penitenza.

Come l'acqua - umile e casta (San Francesco di Assisi, nel Suo mirabile "Cantico delle creature") - deterge le impurità del corpo, così lasciamo che il Sangue Prezioso di Cristo Redentore lavi le brutture dei nostri peccati.

 

Sabrina di Gesù



 

L'ARIANESIMO E L'ERESIA KASPERIANA IN AMORIS LAETITIA

L'AMORIS LAETITIA NON E' UN ATTO DI AUTENTICO MAGISTERO

 

29 novembre 2016


Cari fratelli e sorelle,

riteniamo particolarmente significativo e limpidamente chiaro questo saggio, scritto dal dottor Claudio Pierantoni:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351423 sulla esortazione post-sinodale Amoris laetitia di papa Francesco.

Il capitolo VIII dell'Amoris laetitia, in special modo, si pone in evidente discontinuità con il precedente Magistero ecclesiastico - vedi, in modo particolare, la Veritatis splendor e la Familiaris consortio del Papa San Giovanni Paolo II -.

Ne consegue che noi non consideriamo l'Amoris laetitia come un atto dell'autentico Magistero della Chiesa.

Infatti, il Signore Gesù, Maestro Divino, nel Santo Vangelo, ci insegna: "Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno." (Matteo 5,37). Il capitolo VIII della succitata esortazione è un nebuloso condensato di ambiguità, sinuosità, tortuosità che - pacatamente, ma con fortezza, lo ripetiamo - non può essere considerato autentico Magistero di Santa Romana Chiesa; esso è piuttosto una gravissima deviazione verso la deriva eretica del protestantesimo.

Umilmente mossi dall'amore alla Verità - l'Uomo Dio, Cristo Gesù - e alla vera Divina Misericordia.

 

Angelo e Sabrina

 

 


IMPLORAZIONE A PAPA FRANCESCO

DI UNA PICCOLA FIGLIA DELLA CHIESA

 Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo

Domenica 20 novembre 2016

 

Papa Francesco,

umilmente mi rivolgo a Lei in questo travagliato tempo della storia umana - un tempo segnato da molte tenebre, e nel quale è più che mai necessario far risplendere innanzi alle creature umane la vera Luce che è solo Cristo -; e in questo momento, che reputo essere cruciale in modo particolare per la Santa Chiesa di Gesù Cristo, in cammino sulla terra verso la Patria del Cielo.

Alcuni cardinali - i quali si sono fatti voce di altri prelati e sacerdoti cattolici, oltre che di molti fedeli - si sono di recente rivolti a Lei esponendoLe alcuni dubia in merito al capitolo VIII dell'esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia.

Trascorso un certo tempo senza ottenere da Lei alcuna risposta, essi hanno deciso di portare a conoscenza di tutti i figli della Chiesa il contenuto del rispettoso appello che Le avevano rivolto: a Lei, papa Francesco, in quanto essi La riconoscono supremo maestro della fede chiamato dal Risorto a confermare i suoi fratelli nella fede.

Rispettosamente Le chiedo: perché non ha loro risposto? E' consapevole delle gravissime conseguenze che questo suo silenzio avrà nel prosieguo della storia della Chiesa?

Si rende conto che l'enorme confusione che imperversa nella Chiesa stessa, a seguito della pubblicazione dell'Amoris laetitia, non è - non può essere - un dono dello Spirito Santo; ma piuttosto è segno chiaro del fatto che il fumo di satana - omicida, menzognero e venditore ciarlatano di felicità a buon mercato; ma il vero Maestro, il Risorto nostro Salvatore, ci ricorda che stretta è la Via che conduce alla Vita (Matteo 7,14) - è entrato in questo documento e - attraverso tale esortazione e mediante l'opera, premeditata e nefasta, di certi falsi pastori deviati nella Dottrina - viene messa gravemente a repentaglio la salvezza eterna di molte anime.

E' per questo - per la gloria della Santissima Trinità e per amore alle anime immortali, che l'Agnello Immolato ha riscattato sul Trono della Croce, effondendo con tanto Fuoco d'Amore tutto il Suo Prezioso Sangue - papa Francesco, che io La imploro oggi a voler dare risposta ai Suoi confratelli nell'episcopato, che Le hanno chiesto - con giustizia di carità - di adempiere a quello che, in quanto papa validamente eletto, è il Suo primario dovere di amore nella sequela, umile e devota, del Buon Pastore: confermare i fratelli nella vera Fede.

Papa Francesco, umilmente La prego: afferri il timone della mistica barca di Pietro e la guidi secondo i desideri e sentimenti del Cuore di Cristo: nella Misericordia e nella Giustizia, nella Verità e nella Grazia, nell'Umiltà e nella Pace, verso la Meta dell'eterna e vera Gioia dell'Amor Divino.

Le assicuro il costante ricordo nella preghiera.

 

Sabrina


 

***


Pensieri scritti per amore - di Sabrina - 2016-11 : LA SACRA FAMIGLIA: SCUOLA VIVENTE DI ECCELSE VIRTU'




Messaggi del Sacro Cuore di Gesù: www.messaggidelsacrocuore.it



QUATTRO CARDINALI SCRIVONO AL PAPA

14 novembre 2016

Cari amici!

Vi segnaliamo  quest'oggi la lettera inviata a papa Francesco da parte di quattro cardinali, qui: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-amoris-laetitia-troppa-confusionequattro-cardinali-scrivono-al-papa-fare-chiarezza-18028.htm e anche qui: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351414

Ci permettiamo invitarvi a leggerla con molta attenzione, poiché in essa, questi prelati di Santa Romana Chiesa, espongono in modo molto chiaro, significativo e pertinente, i principali problemi - dottrinali e, di conseguenza, pastorali - sollevati dal (a dir poco, ambiguo) capitolo ottavo di Amoris laetitia.


Il Consiglio direttivo dell'Associazione Riparazione Eucaristica Sacro Cuore



LA DITTATURA DEL MISERICORDISMO

SPIETATA CON CHI NON SI CONFORMA AL "PENSIERO UNICO"

7 novembre 2016

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

preghiamo Dio che si degni presto di liberare la Sua Chiesa in terra dalla dittatura del misericordismo - di stampo luterano, rahneriano e, al presente, purtroppo, anche bergogliano -: dittatura secondo la quale tutti sono ampiamente assolti e giustificati nei loro peccati, tranne coloro che intendono rimanere fedeli alla sana Dottrina Cattolica.


Sabrina


P.S. Cari amici, a Dio piacendo, prossimamente approfondirò tale discorso, ora solo abbozzato con l'intento di invitarvi alla supplica, umile e fervente, alla Santissima Trinità, sì che satana non riesca in uno dei suoi principali piani del tempo presente: trasformare la Chiesa Cattolica - la vera Chiesa di Gesù Cristo - in una misera setta protestantica.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi misericordia di noi, dei pastori della Chiesa e del mondo lontano dal Tuo Santo Cuore!




Pace, sì: ma nella Verità

 

"Non veni pacem mittere sed glaudium."

 

"Non sono venuto a portare pace, ma una spada." (Vangelo di San Matteo 10,34)


Gesù Cristo



"IL PROTESTANTESIMO E' LA SOMMA DI TUTTE LE ERESIE": PAROLE DI SAN PIO X, PAPA.

E ALLORA PAPA FRANCESCO COSA VA A FESTEGGIARE IL 31 OTTOBRE A LUND, IN SVEZIA?


EXSURGE, DOMINE, ET JUDICA CAUSAM TUAM!

 


DAL CATECHISMO MAGGIORE DI SAN PIO X, PAPA

Le eresie ed i concili.

125. Mentre usciva vittoriosa della guerra esterna del paganesimo, e vinceva la prova delle sue feroci persecuzioni, la Chiesa di Gesù Cristo, assalita da nemici interni, già combatteva una guerra intestina ben più terribile. Guerra lunga e dolorosa che, ingaggiata e tenuta accesa da cattivi cristiani, suoi figli degeneri, non ha veduto ancora il suo termine; ma dalla quale la Chiesa uscirà trionfante secondo la infallibile parola del suo Divin Fondatore al primo suo Vicario in terra, l'apostolo Pietro: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non prevarranno contro di lei. (S. Matteo XVI, 18.).

126. Già dai tempi apostolici erano sorti uomini perversi, che per lucro e per ambizione turbavano e corrompevano nel popolo la purità della fede con turpi errori. A questi si opposero gli Apostoli colla predicazione, cogli scritti, e colle infallibili sentenze del primo concilio che essi celebrarono in Gerusalemme.

127. D'allora in poi, lo spirito delle tenebre non cessò da' suoi velenosi attacchi contro la Chiesa e contro le divine verità delle quali ella è custode indefettibile; e suscitandole contro sempre nuove eresie, attentò man mano a tutti i dogmi della cristiana religione.

128. Fra le altre, vanno tristamente famose le eresie: di Sabellio, che impugnò il dogma della Santissima Trinità; di Manete, che negò l'Unità di Dio, ed ammise nell'uomo due anime; di Ario, che non volle riconoscere la Divinità di Nostro Signore  Gesù Cristo; di Nestorio, che negò a Maria Santissima la sua eccelsa qualità di Madre di Dio, e distinse in Gesù Cristo due persone; di Eutiche, il quale in Gesù Cristo non ammise che una sola natura; di Macedonio, che combatté la divinità dello Spirito Santo; di Pelagio, che intaccò il dogma del peccato originale e della necessità della grazia; degli Iconoclasti, che ripudiarono il culto delle Sacre Imagini e delle Reliquie dei Santi; di Berengario, che disdisse la presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento; di Giovanni Hus, che negò il primato di San Pietro e del Romano Pontefice; e finalmente la grande eresia del Protestantesimo (sec. XVI), prodotta e divulgata principalmente da Lutero e da Calvino. Questi novatori, col respingere la Tradizione divina riducendo tutta la rivelazione alla Sacra  Scrittura, e col sottrarre la Sacra Scrittura medesima al legittimo magistero della Chiesa, per darla insensatamente alla libera interpretazione dello spirito privato di ciascheduno, demolirono tutti i fondamenti della fede, esposero i Libri Santi alla profanazione della presunzione e dell'ignoranza, ed aprirono l'adito a tutti gli errori.

129. Il protestantesimo o religione riformata, come orgogliosamente la chiamarono i suoi fondatori, è la somma di tutte le eresie, che furono prima di esso, che sono state dopo, e che potranno nascere ancora a fare strage delle anime.

130. Con una lotta, che dura senza tregua da 20 secoli, la Chiesa cattolica non cessò di difendere il sacro deposito della verità che Iddio le ha affidato, e di proteggere i fedeli contro il veleno delle eretiche dottrine.

131. Ad imitazione degli Apostoli, ogni volta che lo ha richiesto il pubblico bisogno, la Chiesa radunata in concilio ecumenico o generale, ha definito con limpida chiarezza la verità cattolica; l'ha proposta qual domma di fede ai suoi figli; ed ha respinto dal suo seno gli eretici, colpendoli di scomunica e condannandone gli errori.

Il concilio ecumenico o generale, è un augusto consesso a cui sono, dal Romano Pontefice, chiamati tutti i Vescovi dell'universo, ed altri prelati della Chiesa, e che è presieduto dal Papa medesimo, ora in persona, ora per mezzo dei suoi Legati. A tale consesso, che rappresenta tutta la Chiesa docente, è promessa l'assistenza dello Spirito Santo; e le sue decisioni in materia di fede e di costumi, dopo la conferma del Sommo Pontefice, sono sicure ed infallibili come la parola di Dio.

132. Il concilio che condannò il protestantesimo è stato il Sacro Concilio di Trento, così denominato dalla città, dove tenne sua sede.

133. Colpito da questa condanna il protestantesimo vide svilupparsi i germi di dissoluzione che portava nel suo viziato organismo: le dissenzioni lo lacerarono, si moltiplicarono le sétte, che dividendosi e suddividendosi lo ridussero in frammenti. Al presente il nome di protestantesimo non significa più una credenza uniforme e diffusa, ma nasconde la più mostruosa congerie di errori privati ed individuali, raccoglie tutte le eresie, e rappresenta tutte le forme di ribellione contro la santa Chiesa cattolica.

134. Lo spirito protestante tuttavia, cioè lo spirito di sconfinata libertà e di opposizione ad ogni autorità, non lasciò di diffondersi; e molti uomini sorsero che gonfiati da una scienza vana e superba, ovvero dominati dall'ambizione e dall'interesse non dubitarono di creare o dar favore a teorie sovvertitrici della fede, della morale, e di ogni autorità divina ed umana.

135. Il Sommo Pontefice Pio IX, dopo di avere in un Sillabo, condannato molte delle più essenziali proposizioni di questi temerari cristiani, per portare la scure alla radice del male aveva convocato in Roma un nuovo concilio ecumenico. Questo aveva felicemente incominciato l'opera sua illustre e benefica nelle prime sessioni tenute nella basilica di San Pietro in Vaticano (onde ebbe il nome di Concilio Vaticano), quando nel 1870 per le vicende dei tempi dovette sospendere le sue sedute.

136. Giova sperare che, quietata la burrasca la quale agita momentaneamente la Chiesa, il Romano Pontefice potrà ripigliare e condurre a termine l'opera provvidenziale del santo concilio; e che sconfitti gli errori, i quali ora travagliano 1a Chiesa e la società civile, sarà dato presto di vedere la verità cattolica brillare di nuova luce ed illuminare il mondo de' suoi eterni splendori.


Domenica 23 ottobre 2016

Care sorelle e cari fratelli nel Signore,

è ormai così grande il divario esistente tra il Magistero espresso dai Papi santi che lo hanno preceduto e la falsa misericordia predicata da colui - Jorge Mario Bergoglio - che attualmente è assiso sul trono di San Pietro, che - con santo amore e con immenso dolore dell'animo - oggi vi dico: preghiamo intensamente affinché Francesco, o si ravveda quanto prima, o si dimetta.

Altrimenti la Santa Chiesa Cattolica andrà di male in peggio.

Ti supplico, Signore: Sorgi, Dio, difendi la Tua causa! (Salmo 74,22)

 

Sabrina di Gesù




LA FONDAMENTALE IMPORTANZA DELLA SANTA MESSA FESTIVA PER UN VERO CRISTIANO

IL TERZO COMANDAMENTO DELLA LEGGE DEL SIGNORE

 

Sant'Ignazio di Antiochia, Vescovo e martire

17 ottobre 2016

 

Care sorelle e cari fratelli, Gesù eucaristico sia amato!

La ragione per cui ci accingiamo oggi a parlarvi in merito alla fondamentale importanza - per un cristiano cattolico - di partecipare, con devozione e amore, alla Santa Messa domenicale e negli altri giorni festivi di precetto, è che ci siamo sempre più, e con profondo dolore dell'animo, resi conto del fatto che non pochi cristiani - e purtroppo anche donne e uomini che sono molto attivi in ambito parrocchiale - non conferiscono al Terzo Comandamento della Santa Legge del Signore - Ricordati di santificare le feste. - la rilevanza che Esso merita.

Detto in termini più semplici: per la propria - oggettivamente parlando, grave - omissione della partecipazione al Divino Sacrificio festivo, spesso si portano giustificazioni e scuse che non stanno in piedi: piccoli malesseri corporali; difficoltà di deambulazione (questo perlopiù da parte di persone anziane; ma poi, se per caso si tratta di doversi recare in banca o in posta per questioni monetarie di proprio interesse, ecco che questi "paralitici della Messa festiva" camminano...); assoluta mancanza di tempo: è vero che non di rado, nei nostri tempi postmoderni, la giornata è stressante e ricca di impegni (proprio tutti necessari?); ma che una persona non riesca a riservare neppure un'ora libera alla Domenica per presentarsi al cospetto di Dio nella Sua casa, per la Santa Messa - tranne casi rari e giustificati: ad esempio, quello di una donna che abbia da poco tempo dato alla luce un figlio - è una cosa che non possiamo ammettere come giusta e valida.

Diciamo piuttosto - con fraterna schiettezza, per amore di Cristo e delle anime immortali - che la Santa Messa festiva non è una vera priorità - non è così importante! - per questi fratelli e sorelle che con tanta leggerezza la trascurano. Diciamo la verità: il Signore Gesù non è ancora al primo posto nella vita di queste persone che, delle volte,  pur si dicono credenti e praticanti.

 

Cari amici, rientriamo in noi stessi, nel silenzio e nella preghiera del cuore. Ricordiamoci che Amore con amor si paga: se veramente crediamo che Gesù Cristo - il Figlio eterno di Dio incarnato per nostro amore - nella Santa Messa rinnova sull'altare, in modo incruento ma reale, il Suo Sacrificio del Calvario, come possiamo, con tanta superficialità e tiepidezza, omettere la nostra personale e devota presenza alla Messa festiva? Cosa c'è - per un vero credente - di più importante di questo?

 

La Santa Messa è la massima glorificazione della Santissima Trinità; la Santa Messa è la più alta forma di preghiera; la Santa Messa è adorazione, supplica, ringraziamento, lode sublime in unione con la Chiesa celeste e sollievo fortissimo delle anime del Purgatorio; la Santa Messa - partecipata avendo l'anima in Grazia e comunicando al Sacratissimo Corpo e Sangue del Signore, nella Santa Comunione Eucaristica - è partecipazione reale all'Immacolato  Sacrificio della Vittima Divina.

I grandi Santi ci ricordano che val più una Santa Messa, devotamente celebrata o partecipata, che un anno (o fosse pure molti anni) di austeri digiuni e flagellazioni a sangue: queste, infatti, sono opere umane (pur buone e sante, se compiute con retta intenzione e con sincera umiltà: senza vanamente compiacersi di se stessi); la Santa Messa, invece, è l'Opera di Dio.

 

Cari amici, vi invitiamo a leggere con attenzione quanto autorevolmente ci viene insegnato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, su tale argomento: http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c1a3_it.htm

 

E infine: facciamo attenzione, cari amici, che il frequente accorrere in chiesa,  i Rosari, i pellegrinaggi, le elemosine, le statue e le immagini sacre che teniamo in casa, e altre cose inerenti l'espressione della propria religiosità personale ... non siano primariamente - in luogo di amore e autentica devozione verso Dio - una subdola ricerca di noi stessi.

Un sereno e attento esame di coscienza in merito ci appare, di questi tempi in modo particolare, necessario; anche per evitare di lavorare invano - o, comunque, con scarso frutto - e di far crescere storto l'albero della nostra vita spirituale, su cui il Sacro Cuore di Gesù si attende di raccogliere buoni e santi, duraturi frutti (Matteo 7,15-20).

 

Il Signore ci aiuti a crescere sempre più nell'umile e sapiente  discernimento - "Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la Volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto." (Romani 12,2) - affinché Cristo Signore sia realmente - e non soltanto in uno sterile, e protestantico, sentimentalismo - il Re d'Amore dei nostri cuori e della nostra vita.

 

Angelo e Sabrina

 

P.S. Cari amici, se nel cammino spirituale non siamo ancora giunti all'osservanza, costante e amorevole, dei Dieci Comandamenti, quale "riparazione" pensiamo di poter offrire al nostro Dio e Signore?

In modo particolare, le persone che si sono associate all'ARESC - e più in generale coloro che si dicono "anime riparatrici", o addirittura "anime vittime" - sono esortate a rispondere, nel dialogo orante con il Signore, a questa fondamentale domanda; e se scoprono delle incongruenze si impegnino - con l'aiuto della Divina Grazia unita alla buona volontà - a rimuovere quei seri ostacoli che tuttora impediscono loro di essere tutti di Cristo, tutti di Dio Padre e dello Spirito Amore.

Sorelle e fratelli carissimi, non illudiamoci: al di sotto dell'osservanza amorevole e umile dei Dieci Comandamenti, siamo ancora in Egitto: schiavi del demonio, della sensualità e del mondo.





amoreagesueucaristia@gmail.com