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LO SCONTRO FINALE TRA CRISTO E SATANA

LECTIO MAGISTRALIS DI SUA EMINENZA IL CARDINALE CARLO CAFFARRA


http://www.iltimone.org/36393,News.html



COMUNICAZIONE IN MERITO ALLA RIPRESA DELLE ATTIVITA' SUL SITO DELL'ARESC

Autunno 2017

Cari soci e cari amici dell'Associazione di Riparazione Eucaristica del Sacro Cuore,

vi comunichiamo che, per sopraggiunti seri impegni (non preoccupatevi: nulla di grave), non riprenderemo a scrivere su questo sito dal 21 settembre (come precedentemente segnalato su questa homepage) bensì  in seguito, in data tuttora da definire.

 

Ci teniamo però a precisare che:

1) se appena ci sarà possibile, nel mese di ottobre terremo un incontro di preghiera riparatrice, presso la sede, a Gorla Maggiore (VA);

2) la Colletta per i nostri fratelli poveri prosegue come di consueto.

 

Pace e bene a voi tutti!

 

Il Consiglio direttivo dell'ARESC



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Tutte le ragioni del professor Seifert, licenziato per troppa fedeltà alla Chiesa:

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/



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A papa Francesco - In morte di Sua Eminenza, il Cardinale Carlo Caffarra

 

6 settembre 2017, notte

 

Papa Francesco,

Le porgo il mio saluto con animo rispettoso.

Le scrivo, apertamente, poiché stasera ho appreso da questo video https://www.facebook.com/caffarra/?hc_ref=ARQIHW3Uatc9F2TToa2Gm9sBiqXH-k_0_LvTF5dXlhz9Q-seP9mBB6O7l0BSIZAxfhY&fref=nf (visibile agli utenti di facebook)

che Lei, in tempi recenti, ha rivolto (per il tramite di mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna) parole di affetto al Cardinale - che oggi Dio ha richiamato a Sé - Carlo Caffarra.

Precisamente Lei aveva pronunciato queste parole: "Devi dire al Cardinal Caffarra che gli voglio molto bene".

 

Con il dovuto rispetto, papa Francesco, e con evangelica schiettezza, Le dico che Lei, delle volte, ha uno strano modo di esprimere affetto. Difatti, la vera carità, come ci insegna l'Apostolo Paolo, non manca di rispetto (1Corinzi 13,5).

Ora, mi scusi: che rispetto è quello da Lei espresso nei confronti dei quattro Cardinali dei dubia?

Che amore è quello che non risponde a domande - alquanto fondate ed estremamente serie - poste a Lei, rispettosamente, da quattro confratelli nell'episcopato?

 

Purtroppo, anche in questo giorno, segnato dalla morte corporale del Cardinale Carlo Caffarra, mi vedo costretta a permanere nella convinzione - fondata ormai su molti fatti - che Lei non è una persona affidabile: spesso dice tutto e il contrario di tutto.

 

Con umiltà - che è verità - e profondo dolore dell'animo, per i danni gravissimi -  tra cui i sacrilegi eucaristici (ossia: Santa Comunione, grazie alla Sua Amoris laetitia, concessa agli adulteri) - che Lei, con il Suo operato, volutamente ambiguo e di tendenza luterana, sta causando alla Sposa di Cristo: la Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana - continuo ogni giorno a pregare Dio per Lei: affinché finalmente adempia la missione per cui il Cristo L'ha voluta sommo pontefice: confermare i fratelli nella Fede Cattolica.

 

Sabrina Luraschi Corbetta

 

 

2016-10-20 Implorazione a papa Francesco 


Lectio magistralis del Cardinale Carlo Caffarra: http://www.iltimone.org/36393,News.html


http://www.lanuovabq.it/it/articoli-seifert-un-altra-vittima-del-misericordismo-di-al-20958.htm




LA SANTA PUREZZA, VIRTU' PREZIOSISSIMA

"NESSUN FORNICATORE, O IMPURO, O AVARO AVRA' PARTE AL REGNO DI CRISTO E DI DIO."


Dalla Lettera agli Efesini (capitolo 5):

1 Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, 2 e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.
3 Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; 4 lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! 5 Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio.
6 Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. 7 Non abbiate quindi niente in comune con loro. 8 Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; 9 il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. 10 Cercate ciò che è gradito al Signore, 11 e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, 12 poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. 13 Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. 14 Per questo sta scritto:


«
Svègliati, o tu che dormi,
déstati dai morti
e Cristo ti illuminerà
».


15 Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; 16 profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. 17 Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio. 18 E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito, 19 intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, 20 rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.


***


Dalla Lettera ai Galati (capitolo 5):


16 Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; 17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
18 Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. 19 Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, 20 idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21 invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. 22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23
 contro queste cose non c'è legge.
24 Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25 Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. 26 Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.


***

Illibata trascorra la nostra vita,

o Dio, che infondi lo Spirito della Tua Santità

nell'umile nostra argilla.

 

(Antifona al Magnificat - Liturgia vigiliare vespertina della I Domenica dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore - Rito Ambrosiano)




Piccoli pensieri...




LA VERA SAPIENZA


Dio disse all'uomo:


«Ecco, temere Dio, questo è sapienza
e schivare il male, questo è intelligenza».


(Giobbe 28,28)



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 La Felicità è Dio solo.


Sabrina



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Pensieri scritti per amore: 2017-08 : "Nessuno mi ama."




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Preghiere a Maria Santissima e a San Michele Arcangelo, in questi tempi difficili


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Amore, adorazione, riparazione e lode perenne a Gesù, Dio e Uomo, Realmente Presente nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen.


(Giaculatoria dettata dal Sacro Cuore nel Messaggio del 4 marzo 2017 - Vedi la homepage del Sito www.messaggidelsacrocuore.it )


PREGHIERE DETTATE DAL SACRO CUORE DI GESU' 



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AGOSTO 2017: MESE IN ONORE DI DIO PADRE


Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la Vita eterna.

(Giovanni 3,16)

Sant'Alfonso Maria de' Liguori

1 agosto 2017

 

Dio sia lodato!

 

Cari fratelli e sorelle!

Facciamo oggi una eccezione alla nostra pausa estiva,  poiché ci è caro sottolineare che agosto è il prezioso mese dedicato a Dio: il Padre di Gesù Cristo e, per il Dono stupendo della Redenzione da Lui operata, anche il dolce Padre nostro.


Carissimi, con la Divina Grazia sposata alla nostra buona volontà, cerchiamo sempre più, giorno dopo giorno, di vivere in modo conforme alla sublime vocazione di figli Suoi diletti.


Se amiamo Dio, osserviamo con umile amore i Suoi Comandamenti.


Tenendo compagnia a Gesù Cristo - il Figlio dell'Eterna Carità e della Vergine Madre - realmente presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, preghiamo e offriamo umile e fervente riparazione al Padre Celeste, al Verbo Incarnato e allo Spirito, Persona Amore: per tutti i gravi peccati, e in modo particolare per i molti oltraggi, sacrilegi e profanazioni che si commettono (per certi aspetti, d'estate più che mai) nelle chiese.


E' triste dover constatare, molto spesso, che non poche persone (con quale consapevolezza lo giudichi Dio, che solo vede nel segreto dei cuori) varcano la porta della casa del Signore con abbigliamenti scandalosi, assolutamente indegni del luogo sacro e che denotano scarsità (o persino assenza?) di sacra riverenza e del santo timor di Dio: l'Emmanuele che rimane giorno e notte con noi nel Santo Tabernacolo.


Da' sofferenza all'anima constatare che questi mali comportamenti sono tenuti, delle volte, non solo da quelle persone che di rado varcano la porta della chiesa, ma anche da donne e uomini che, al contrario, ne sono assidui frequentatori.


Inoltre, quante volte la chiesa diviene un mercato di chiacchiere ... in cui è impossibile pregare.


Cari cristiani, facciamo attenzione: vegliamo costantemente, meditiamo ogni giorno la Parola del Signore e preghiamo con il cuore, poiché, immersi come siamo (nostro malgrado) in questo mondo sempre più anticristico, possiamo ritrovarci come dei luterani - non più cattolici - senza neppure accorgercene. E questo emerge, come dicevamo poc'anzi, anche dal contegno - inadeguato o persino scandaloso, a seconda dei casi - che certe sorelle e certi fratelli tengono in chiesa.


Dio sia consolato!


 

Angelo e Sabrina



DALL'OMELIA DI SUA SANTITA' PIO XII PER LA CANONIZZAZIONE DI SANTA MARIA GORETTI, VERGINE E MARTIRE DI CRISTO

Come tutti sanno, questa vergine inerme dovette sostenere un'asprissima lotta: improvvisamente contro di lei si scatenò una torbida e cieca bufera, che cercò di macchiare e violare il suo angelico candore. Impegnata in tanta battaglia avrebbe potuto ripetere al Redentore Divino le parole dell'aureo libro dell'Imitazione di Cristo: "Se sarò tentata e tormentata da molte tribolazioni, non temerò finché sarà con me la tua Grazia. Essa è la mia forza; essa mi dona consiglio e aiuto. E' più forte di tutti i nemici".

Così sostenuta dalla Grazia Divina, a cui corrispondeva generosamente, donò la sua vita, ma non perse la gloria della verginità.

In questa vita di umile fanciulla, che brevemente abbiamo tratteggiato, possiamo ammirare non solo uno spettacolo degno del Cielo, ma ancora degno di essere considerato e ammirato in questo nostro secolo. Imparino i padri e le madri come bisogna educare rettamente, santamente e fortemente i figli affidati loro da Dio e come bisogna conformarli ai precetti della Religione Cattolica, in modo che, quando la loro virtù si troverà in pericolo, possano, con l'aiuto della Grazia, uscirne vittoriosi, integri, incontaminati.

Impari la spensierata fanciullezza, la balda giovinezza a non tendere miseramente ai fugaci piaceri del senso, non agli affascinanti allettamenti dei vizi, ma piuttosto impari ad aspirare, anche tra le difficoltà, a quella cristiana perfezione che tutti possiamo raggiungere con la volontà decisa, sostenuta dalla Grazia soprannaturale, con lo sforzo, la preghiera. Non tutti certamente siamo chiamati a subire il martirio, ma tutti siamo chiamati a raggiungere la virtù cristiana.

La virtù richiede forza, ché, se non arriva al grado eroico di questa fanciulla, non di meno richiede un'attenzione diuturna, diligente da non tralasciarsi mai fino alla fine della vita. Perciò può chiamarsi quasi un lento e continuato martirio, a consumare il quale ci ammonisce la Divina Parola di Gesù Cristo: "Il Regno dei Cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono" (Matteo 11,12).

A questo, dunque, tendiamo tutti, sostenuti dalla Celeste Grazia: a questo ci inviti la Santa vergine e martire Maria Goretti. Dal Cielo, dove gode una beatitudine eterna, ottenga dal Divin Redentore con le sue preghiere che tutti noi, secondo la nostra condizione, seguiamo il suo luminoso esempio con volontà forte e la condotta coerente.




Solennità del Corpus Domini

Giovedì 15 giugno 2017

 

Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il Mio Corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di Me". Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la Nuova Alleanza nel Mio Sangue, che viene versato per voi".

 

(Vangelo secondo San Luca, cap. 22, 19-20)


 

Sommo Bene amabile più di ogni altro bene, Ti amo e nell'amarTi unisco il mio piccolo cuore a tutti i cuori dei Serafini, lo unisco al Cuore di Maria, al Cuore di Gesù. Ti amo con tutto me stesso, voglio amare solo Te e solo Te voglio amare sempre.

 

(Dalla Visita XXXI  -  "Visite al Santissimo Sacramento e a Maria Santissima" di Sant'Alfonso Maria De' Liguori - Editrice Ancilla)


 

 

IL SANTO VANGELO DI GESU' CRISTO, FIGLIO DI DIO

- PENSIERI SEMPLICI, SCRITTI PER AMORE ALLA SANTISSIMA TRINITA' E ALLE ANIME IMMORTALI, CHE CRISTO HA RISCATTATO COL SANGUE -

 

Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della Parola, così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. (Luca 1, 1-4)

 

Gli Apostoli - autentici ministri della Parola, in quanto chiamati a questo da Dio stesso e in quanto testimoni della Risurrezione del Signore Gesù - ci hanno trasmesso per iscritto i solidi e veri Insegnamenti di Gesù Cristo, il Dio fatto Uomo - in tutto simile a noi, tranne che nel peccato - per nostro amore e per la nostra salvezza.

Dinanzi ad ogni creatura umana stanno il bene e il male, la luce e le tenebre, l'amore e l'egoismo.

Ognuno di noi riceve in dono dal Sommo Creatore e Padre Buono, un tempo - più o meno lungo: Dio ne sa il perché, le ragioni profonde e provvidenti - per la realizzazione del proprio essere. Ma come fare? Quale via percorrere?

Di fatto l'uomo (e anche l'uomo credente), che pure sperimenta che i beni transeunti non possono estinguere compiutamente quella sete di Amore e Felicità che sente - e spesso urge - in cuor suo, per le conseguenze del peccato originale, fatica a scegliere con perseveranza di vivere nel bene: rivolto a Dio e amando Colui che è il Sommo Bene, e volendo bene al suo prossimo come a se stesso.

Ancor più: dopo la caduta dei progenitori, l'uomo è come uno quasi cieco, il quale - appunto perché ci vede poco e male - non di rado chiama il male bene e il bene male.

Con facilità l'essere umano si pone ad inseguire, anche con smodata passione, traguardi che sono mondani, e dimentica di essere un pellegrino sulla terra in cammino verso il Cielo: figlia/figlio amatissima/o, di cui è atteso, con incommensurabile Divino Amore, il ritorno Lassù, nella Casa del Padre.

In questa drammatica situazione esistenziale di tenebre e sbandamento dell'anima, la Fede in Gesù Cristo - l'Eterno Verbo che, per la nostra liberazione della schiavitù del demonio, nella pienezza dei tempi si è fatto Carne nel seno della Semprevergine Maria - si rivela come la mirabile LUCE che, se ci apriamo ad essa mediante il nostro - il mio - "sì" quotidiano al Signore - il Quale ci invita alla Sua amorosa sequela, esortandoci alla conversione -, illumina realmente il cammino, non di rado aspro, della vita terrena.

Sentiamo molte voci: chi dice una cosa, chi un'altra; chi combatte per un ideale e chi per il suo opposto. Ma, per grazia dello Spirito Santo, comprendiamo  chiaramente nell'intimo del cuore che il mondo, con tutte le sue vanità, è un grande inganno.

Lasciamoci dunque condurre da Gesù, la Parola: Colui che da sempre e per sempre ci  ama - mi ama - e ci parla, nell'oggi della salvezza, nelle pagine immortali del Santo Vangelo.


Sabrina


(Scritto del febbraio 2017)




"Chi non è con Me, è contro di Me, e chi non raccoglie con Me, disperde."(Matteo 12,30)


- DECIDERSI PER DIO -

 

28 febbraio 2017, martedì

 

Dio sia amato!

 

Cari amici,

domani, Mercoledì delle Ceneri, un'altra volta in vita, a Dio piacendo, avremo la grande grazia di entrare nella Santa Quaresima: tempo forte di spirituale cammino verso la Vittoria del Signore Gesù, unico Redentore dell'uomo, sul peccato e sulla morte.

I tempi difficili che stiamo attraversando, quest'anno in modo particolare, costituiscono per ciascuno di noi, credenti nel Signore Gesù, un precipuo appello ad entrare nel mistico deserto della Santa Quaresima, rientrando in noi stessi per decidere a chi vogliamo appartenere e chi desideriamo servire: Cristo o satana.

 

Cari fratelli e sorelle, non facciamoci illusioni: i tempi si inaspriranno sempre più per quelli tra i cattolici che vorranno rimanere autenticamente  tali.

E' quindi adesso, prima delle grandi prove che ci attendono, che ognuno di noi è esortato a chiedersi seriamente da che parte vuole stare: se con Dio, ad ogni costo; oppure se intende accodarsi vilmente, con cuore pusillanime, a coloro che stanno cercando, ogni giorno sempre più, di ridurre la Chiesa di Gesù Cristo ad una misera setta protestante.

 

E' tempo di rientrare in noi stessi e, in limpida sincerità e schietta umiltà di cuore, vedere quanto amiamo e adoriamo il Signore Gesù e quanto invece amiamo e seguiamo il mondo con le sue effimere, ingannevoli vanità.

 

E' questo il salutare tempo in cui chiederci se davvero crediamo nella Risurrezione di Gesù Cristo dai morti o se invece diciamo "a parole" di crederci, ma poi, in realtà, più che anelare alla Vita eterna che Gesù, Salvatore piissimo, ci ha acquistato a prezzo di tutto il Suo Immacolato Sangue, con le scelte, piccole e grandi, di ogni giorno mostriamo di amare la gloria fugace del mondo più di quanto amiamo Cristo, Dio vero e Fratello nostro Misericordiosissimo.

 

Quanti gravi peccati feriscono, ogni giorno e ogni notte, il Cuore Sacratissimo del nostro amabile Gesù! E quanti devastanti sacrilegi e orrende profanazioni si commettono contro il Mirabile Sacramento del supremo Amor Divino, la Santissima Eucaristia!

Questi quaranta giorni siano perciò santificati e avvalorati dalla sosta, assidua e amorevole - per chi può, persino quotidiana - di ciascuno di noi, cristiani cattolici, dinanzi a Gesù Vivo nell'Ostia consacrata, nelle nostre chiese.

 

Exsurge, Domine, et judica causam Tuam!

 

Sabrina di Gesù

 

 

 

LA SPIRITUALE BATTAGLIA IN ATTO NELLA CHIESA CATTOLICA TRA LA LUCE DELLA VERITA' E LE TENEBRE DEL MISERICORDISMO

E APPELLO AI PAVIDI MINISTRI DI CRISTO SIGNORE

 

Santa Scolastica, vergine

Venerdì 10 febbraio 2017

 

Dio sia amato!

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù, Redentore Piissimo,

vi scrivo oggi col cuore in mano, per invitarvi ad offrire, con umile e ferma perseveranza - mossi da devoto amore alla Beatissima Trinità e da viva carità alle anime immortali: anime che Cristo, l'Uomo Dio, ha riscattato sulla Croce insanguinata, tra tormenti che definire atroci è ancora poco - preghiere riparatrici e invocazioni di ardente supplica, affinché lo Spirito Santo e la Sua Immacolata Sposa Maria Santissima, presto intervengano ad estirpare dalla Chiesa Cattolica il veleno - altamente mortifero, spiritualmente parlando - del soggettivismo etico e del lassismo morale; questo veleno che sta dilagando ad opera di prelati e di laici che cattolici lo sono solamente di nome; mentre, nel loro intimo, sono nemici della Croce di Cristo e alleati del mondo peccatore, di cui condividono e avallano le perverse massime.

Mai mi stancherò di ripeterlo: non è lecito ai pubblici peccatori - tra cui sono i divorziati civilmente risposati - ricevere il Santissimo Corpo dell'Immacolato Agnello, nella Santa Comunione Eucaristica. E' un sacrilegio!

Per amore a Dio, Infinito Amore ed Eterna Verità, e per il bene che nutro per tutte le anime immortali, non ho timore di parlar chiaro: neanche papa Francesco ha la potestà di cambiare la Legge Divina. Cristo afferma, senza mezzi termini (Matteo 5):

 

31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; 32 ma Io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

E, a proposito del vescovo di Roma, con pacatezza mista a profondo dolore dell'animo, vi dico: cari fratelli e sorelle, pregate senza sosta per Francesco, affinché Dio, Misericordioso e Giusto, si degni presto intervenire a porre un argine, anzi meglio, un potente rimedio ai gravissimi danni prodotti dal suo ambiguo pontificato.

In modo particolare, mi appare bello e significativo, in questo anno prezioso del primo centenario delle apparizioni di Nostra Signora del Santo Rosario a Fatima, elevare a Dio le orazioni che sono state donate alla Chiesa, Sposa di Cristo, proprio per il tramite di tale evento di immensa grazia celeste. A tal riguardo, vi invito, cari amici, a leggere qui: http://www.fatima.pt/it (nello specifico, sotto la voce "CONOSCERE", "Narrativa delle Apparizioni").

Inoltre: il Messaggio di preghiera e penitenza che la Madonna Santissima ci ha consegnato - grazie alla coraggiosa testimonianza dei tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco - alla Cova da Iria, mi sospinge oggi ad invitarvi anche alla lettura, attenta e meditativa, della Lettera Apostolica Salvifici doloris del Papa San Giovanni Paolo II: https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1984/documents/hf_jp-ii_apl_11021984_salvifici-doloris.html . Questo perché, sempre, ma specialmente in questi anni difficili, è fondamentale che noi, credenti nel Signore Gesù, non lasciamo passare invano e non sprechiamo (con la ribellione o l'impazienza) le sofferenze che la vita terrena ci presenta, ogni giorno; al contrario, il Sacro Cuore - Colui che misticamente e più di tutti sta soffrendo per la triste e lacerante situazione in cui la Chiesa Cattolica versa al presente - ci esorta fortemente ad unire - con amore e per amore - i nostri dolori ai Suoi, per la gloria di Dio Padre e per la conversione delle anime che giacciono nelle tenebre e nell'ombra mortale del peccato grave; specie poi se protratto nel tempo, con piena avvertenza: questo può condurre all'indurimento del cuore, con il conseguente gravissimo rischio di giungere alla impenitenza finale e al fallimento totale del proprio essere, nelle tenebre eterne dell'Inferno.

O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'Inferno, porta in Cielo tutte le anime, e soccorri specialmente le più bisognose della Tua Misericordia!

 

AI SACERDOTI CATTOLICI PAUROSI

 

Reverendi ministri di Cristo Signore,

col cuore in mano, per il bene che, nel Cuore Sacratissimo di Gesù, sinceramente vi porto, desidero oggi dirvi che capisco la pressione psicologica che può assalirvi, specie nel santo confessionale, quando un divorziato civilmente risposato (o un altro pubblico peccatore impenitente: che non intende cioè attivamente convertirsi) pretende da voi la Santa Assoluzione, e questo facendo leva sul fatto che "è il papa che l'ha detto".

Non altrettanto posso però comprendere che certi tra voi presbiteri siate confusi, dopo l'uscita, nell'aprile 2016, dell'esortazione post-sinodale Amoris laetitia. Confusi da che? mi chiedo. Difatti, tale confusione non ha alcuna ragione d'essere, dal momento che nella Familiaris consortio, San Giovanni Paolo II, nel ribadire la consolidata prassi della Chiesa Cattolica di non ammettere i divorziati civilmente risposati alla Santa Comunione Eucaristica, afferma espressamente che tale prassi è fondata sulla Sacra Scrittura:

La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all'Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio.

La riconciliazione nel sacramento della penitenza - che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico - può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l'indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l'uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l'educazione dei figli - non possono soddisfare l'obbligo della separazione, «assumono l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Giovanni Paolo PP. II, Omelia per la chiusura del VI Sinodo dei Vescovi, 7 [25 Ottobre 1980]: AAS 72 [1980] 1082).

Non credo proprio che papa Bergoglio abbia la potestà di cambiare la Sacra Scrittura (e se, per caso, qualcuno la pensa così, è semplicemente delirante).

Quindi, reverendi e cari sacerdoti della Chiesa Cattolica, cerchiamo di non lasciarci così facilmente sviare e confondere da idee moderniste, peregrine e, soprattutto, anti-cattoliche: come sono quelle propinateci - sotto falso pretesto di bontà, accoglienza, discernimento e misericordia - al capitolo ottavo della Amoris laetitia.

Reverendi padri, quella che è in atto nella Chiesa Cattolica è una battaglia mistica, che siamo chiamati - spiritualmente uniti: ministri ordinati, anime consacrate e fedeli laici - ad affrontare con le benefiche armi del Signore: anzitutto, vivendo costantemente in Grazia di Dio; pregando ogni giorno per la Santa Madre Chiesa, per il papa e per tutti i vescovi; mantenendoci integri e saldi nel vero Magistero della Chiesa Cattolica; e anche testimoniando a parole - con pacata fermezza - che è nostro chiaro intendimento rimanere fedeli al Santo Vangelo di Gesù Cristo e alla vera Dottrina Cattolica. Ad ogni costo.

 

Cari sacerdoti: non abbiate paura!

Il Signore Gesù ha vinto il mondo!

Le striscianti ambiguità e i gravi errori insiti nella Amoris laetitia portano a commettere sacrilegi Eucaristici, ad ingannare le anime dei poveri peccatori sulla loro reale situazione dinanzi a Dio e - cosa di gravità inaudita - alla rovina eterna delle anime!

E' per questo che "chi sa" e, ciò nonostante - per il proprio comodo e per paura di ciò a cui potrebbe andare incontro affermando l'immutabile Verità di Cristo - tace, pecca gravemente di omissione. Come pure quei sacerdoti che assolvono i divorziati conviventi more uxorio, abusano del prezioso Sangue di Cristo Redentore.

 

Cari padri, il dono che il Signore Gesù vi ha elargito, chiamandovi al sacerdozio ministeriale, è grande; grande è pure la responsabilità che vi è conferita, come sacri ministri della Parola e dei Santi Sacramenti.

Fate, dunque, che in questi tempi oscuri, il Sacro Cuore di Gesù, Eterno Sacerdote e Divina Vittima d'Amore, possa mirarvi, lampade fulgide e ardenti della Sua Verità e testimoni della Sua autentica Misericordia: quella che chiama l'anima peccatrice al sincero pentimento e alla personale, operosa conversione.

Per questo prego; per questo, nel mio piccolo, al Dio Vero e Santo mi offro.

Nel Cuore Sacerdotale del Verbo Incarnato,

 

Sabrina

 

P.S. Preciso, una volta ancora, che non sono nemica di papa Francesco: per lui e per il suo vero bene, ogni giorno umilmente prego. Io non sono nemica della sua persona, bensì dei suoi errori: gravi errori mediante i quali egli (certo, non da solo ...) sta deformando l'identità cattolica della Santa Chiesa, riducendola ad una misera setta protestante.