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Pace, sì: ma nella Verità

 

"Non veni pacem mittere sed gladium."

 

"Non sono venuto a portare pace, ma una spada."


(Vangelo di San Matteo 10,34)

 

Gesù Cristo


IN MERITO ALL'ESORTAZIONE POST-SINODALE AMORIS LAETITIA

Piango per voi che non piangete, arrossisco per voi che non arrossite


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CRISTO SIGNORE E' RISORTO!

RENDIAMO GRAZIE A DIO!

ALLELUIA! ALLELUIA! ALLELUIA!

 

Santa Pasqua di Risurrezione

Domenica 16 aprile 2017

 

Cari fratelli e sorelle,

di cuore, vi porgiamo cristiani auguri di felice e serena Santa Pasqua.

La Luce, la Gioia e la Pace di Cristo Gesù, Vincitore del peccato e della morte, regnino oggi e sempre nei vostri cuori!

Amore, gloria e lode perenne al Signore Gesù che, con la Sua Morte e Risurrezione, ci ha riaperto la porta alla Vita eterna!

 

Angelo e Sabrina




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Ardente giaculatoria al Santissimo Sacramento

 

Amore, adorazione, riparazione e lode perenne a Gesù, Dio e Uomo, Realmente Presente nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen.

Love, adoration, reparation and perennial praise to Jesus, God and Man, Really Present in the Most Holy Sacrament of the altar. Amen.

Amour, adoration, rèparation et louange èternelle à Jèsus, Dieu et Homme, Rèellement Present dans le Très-Saint Sacrement de l’autel. Amen.

Liebe, Anbetung, Suehnung und ewige Lob zu Jesus, Gott und das Mensch, Wirklich Anwesend in das Heiligsten Sakrament des Altares. Amen.

Amor, adoración, reparación y perenne alabanza a Jesús, Dios y Hombre, Realmente Presente en el Santísimo Sacramento del altar. Amén.

Amor, adoração, reparação e  Louvor perene a Jesus, Deus e Homem, Realmente Presente no Santíssimo Sacramento do altar. Amém.

Liefde, aanbidding, reparatie en eeuwig lof aan Jezus, God en Mens, Echt Aanwezig in het Allerheiligste Sacrament van het altaar. Amen.

 
Per questa ardente preghiera vedi la homepage del Sito del Sacro Cuore: www.messaggidelsacrocuore.it


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"Chi non è con Me, è contro di Me, e chi non raccoglie con Me, disperde." (Matteo 12,30)


- DECIDERSI PER DIO -

 

28 febbraio 2017, martedì

 

Dio sia amato!

 

Cari amici,

domani, Mercoledì delle Ceneri, un'altra volta in vita, a Dio piacendo, avremo la grande grazia di entrare nella Santa Quaresima: tempo forte di spirituale cammino verso la Vittoria del Signore Gesù, unico Redentore dell'uomo, sul peccato e sulla morte.

I tempi difficili che stiamo attraversando, quest'anno in modo particolare, costituiscono per ciascuno di noi, credenti nel Signore Gesù, un precipuo appello ad entrare nel mistico deserto della Santa Quaresima, rientrando in noi stessi per decidere a chi vogliamo appartenere e chi desideriamo servire: Cristo o satana.

 

Cari fratelli e sorelle, non facciamoci illusioni: i tempi si inaspriranno sempre più per quelli tra i cattolici che vorranno rimanere autenticamente  tali.

E' quindi adesso, prima delle grandi prove che ci attendono, che ognuno di noi è esortato a chiedersi seriamente da che parte vuole stare: se con Dio, ad ogni costo; oppure se intende accodarsi vilmente, con cuore pusillanime, a coloro che stanno cercando, ogni giorno sempre più, di ridurre la Chiesa di Gesù Cristo ad una misera setta protestante.

 

E' tempo di rientrare in noi stessi e, in limpida sincerità e schietta umiltà di cuore, vedere quanto amiamo e adoriamo il Signore Gesù e quanto invece amiamo e seguiamo il mondo con le sue effimere, ingannevoli vanità.

 

E' questo il salutare tempo in cui chiederci se davvero crediamo nella Risurrezione di Gesù Cristo dai morti o se invece diciamo "a parole" di crederci, ma poi, in realtà, più che anelare alla Vita eterna che Gesù, Salvatore piissimo, ci ha acquistato a prezzo di tutto il Suo Immacolato Sangue, con le scelte, piccole e grandi, di ogni giorno mostriamo di amare la gloria fugace del mondo più di quanto amiamo Cristo, Dio vero e Fratello nostro Misericordiosissimo.

 

Quanti gravi peccati feriscono, ogni giorno e ogni notte, il Cuore Sacratissimo del nostro amabile Gesù! E quanti devastanti sacrilegi e orrende profanazioni si commettono contro il Mirabile Sacramento del supremo Amor Divino, la Santissima Eucaristia!

Questi quaranta giorni siano perciò santificati e avvalorati dalla sosta, assidua e amorevole - per chi può, persino quotidiana - di ciascuno di noi, cristiani cattolici, dinanzi a Gesù Vivo nell'Ostia consacrata, nelle nostre chiese.

 

Exsurge, Domine, et judica causam Tuam!

 

Sabrina di Gesù




IL SANTO VANGELO DI GESU' CRISTO, FIGLIO DI DIO

- PENSIERI SEMPLICI, SCRITTI PER AMORE ALLA SANTISSIMA TRINITA' E ALLE ANIME IMMORTALI, CHE CRISTO HA RISCATTATO COL SANGUE -

 

Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della Parola, così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. (Luca 1, 1-4)

 

Gli Apostoli - autentici ministri della Parola, in quanto chiamati a questo da Dio stesso e in quanto testimoni della Risurrezione del Signore Gesù - ci hanno trasmesso per iscritto i solidi e veri Insegnamenti di Gesù Cristo, il Dio fatto Uomo - in tutto simile a noi, tranne che nel peccato - per nostro amore e per la nostra salvezza.

Dinanzi ad ogni creatura umana stanno il bene e il male, la luce e le tenebre, l'amore e l'egoismo.

Ognuno di noi riceve in dono dal Sommo Creatore e Padre Buono, un tempo - più o meno lungo: Dio ne sa il perché, le ragioni profonde e provvidenti - per la realizzazione del proprio essere. Ma come fare? Quale via percorrere?

Di fatto l'uomo (e anche l'uomo credente), che pure sperimenta che i beni transeunti non possono estinguere compiutamente quella sete di Amore e Felicità che sente - e spesso urge - in cuor suo, per le conseguenze del peccato originale, fatica a scegliere con perseveranza di vivere nel bene: rivolto a Dio e amando Colui che è il Sommo Bene, e amando il suo prossimo come se stesso.

Ancor più: dopo la caduta dei progenitori, l'uomo è come uno quasi cieco, il quale - appunto perché ci vede poco e male - non di rado chiama il male bene e il bene male.

Con facilità l'essere umano si pone ad inseguire, anche con smodata passione, traguardi che sono mondani, e dimentica di essere un pellegrino sulla terra in cammino verso il Cielo: figlia/figlio amatissima/o, di cui è atteso, con incommensurabile Divino Amore, il ritorno Lassù, nella Casa del Padre.

In questa drammatica situazione esistenziale di tenebre e sbandamento dell'anima, la Fede in Gesù Cristo - l'Eterno Verbo che, per la nostra liberazione della schiavitù del demonio, nella pienezza dei tempi si è fatto Carne nel seno della Semprevergine Maria - si rivela come la mirabile LUCE che, se ci apriamo ad essa mediante il nostro - il mio - "sì" quotidiano al Signore - il Quale ci invita alla Sua amorosa sequela, esortandoci alla conversione -, illumina realmente il cammino, non di rado aspro, della vita terrena.

Sentiamo molte voci: chi dice una cosa, chi un'altra; chi combatte per un ideale e chi per il suo opposto. Ma, per grazia dello Spirito Santo, comprendiamo  chiaramente nell'intimo del cuore che il mondo, con tutte le sue vanità, è un grande inganno.

Lasciamoci dunque condurre da Gesù, la Parola: Colui che da sempre e per sempre ci  ama - mi ama - e ci parla, nell'oggi della salvezza, nelle pagine immortali del Santo Vangelo.

 

Sabrina

 

 


IL RIMORSO E LA FIDUCIA NELLA DIVINA MISERICORDIA DEL SACRO CUORE DI GESU' SALVATORE

ALLE MIE SORELLE E AI MIEI FRATELLI ANZIANI DI ANNI

 

Beata Vergine Maria Immacolata di Lourdes

Sabato 11 febbraio 2017

 

In questo giorno di grazia celeste, impreziosito dalla Festa di Nostra Signora di Lourdes, desidero rivolgermi, col cuore in mano, alle persone anziane, le quali, non di rado, sono tormentate da rimorsi, determinati dalla memoria del male commesso nel corso della vita di quaggiù; tali stati d'animo, delle volte, si intensificano proprio a motivo del fatto che - sia guardandosi allo specchio che per la constatazione dei limiti propri della terza età (ad esempio, problemi motori e di deambulazione) - si è sempre più consapevoli di essere entrati nel vespro della giornata terrena, e che quindi il tramonto della propria esistenza in questo mondo non può essere molto lontano.

 

Mi è capitato più volte di incontrare persone anziane, e di dover purtroppo, con intenso dolore dell'animo, constatare l'insipienza di certi loro atteggiamenti e comportamenti:

- uomini e donne, che perdono il loro tempo - e dire "perdono il loro tempo" è ancor poco; dovrei dire meglio: sporcano le proprie anime - guardando alla tv film erotici e demenziali;

- persone che, forse perché non hanno accettato di invecchiare, sono molto (troppo!) intente alla vanità corporale nei suoi vari aspetti;

- altre che, essendo state carnali per gran parte della loro esistenza, seppur anziane, non riescono (e certe di queste neppure lo vogliono) a svincolarsi dai lacci, seducenti e mortiferi, della sensualità e della lussuria;

- persone troppo preoccupate e ingolfate in ciò che è materiale, e che, al contrario, non percepiscono la santa necessità di varcare la porta di una chiesa, di confessare le proprie colpe a Dio per il mezzo - da Gesù stesso voluto - del sacerdote cattolico; e di dedicare parte del tempo - che il Signore e Creatore, con Divina Bontà, ancora dona loro - alla preghiera del cuore: per sé, per i propri cari e per le tante e tante gravi necessità delle anime, della Chiesa di Gesù Cristo e dell'intera umanità, nel suo faticoso cammino nel tempo.

 

Cari anziani, la stoltezza non si addice alla canizie!

Pertanto - sempre col cuore in mano, come sorella che sinceramente vi ama - vi invito oggi a pregare lo Spirito Santo: Spirito di Sapienza e di Pietà, Spirito di Consiglio e di Santo Timor di Dio, affinché il vespro della vostra giornata terrena sia rischiarato dalla Potenza e Soavità della Divina Grazia.

Tutto passa: solo Dio rimane. Dio e l'anima, che il Signore desidera ardentemente accogliere nel Suo mirabile Abbraccio di Pace, se possibile subito dopo il termine del pellegrinaggio terreno.

Però, per fare che questo si realizzi, è necessario rinsaldare i vincoli di santo amore tra Gesù Redentore e l'anima umana, che si prepara a compiere il grande passo, varcando la porta della morte corporale.

 

DAL RIMORSO AL PENTIMENTO: DAL BUIO DEL CUPO DOLORE ALLA LUCE BENEFICA DELLA DIVINA MISERICORDIA

 

Care persone anziane,

il Celeste Padre sa che la vita di quaggiù, quasi per tutte le Sue creature, non è un rettilineo piano e regolare, percorso dall'anima tenendo sempre la sua mano nella Mano del Signore, in una costante fedeltà e forte amicizia con Lui. Anche tra i grandi Santi, che oggi veneriamo sugli altari, quanti sono anime penitenti (tra essi, amo menzionare il serafico padre, San Francesco di Assisi).

Nessuno come il Signore può scrutare gli abissi del mare, e soprattutto gli abissi del cuore umano.

Egli - il Tre volte Santo - detesta il peccato, ma ama il peccatore, e per questo mai cessa di chiamare l'anima alla conversione in vista della salvezza eterna.

Finché siamo pellegrini in questo mondo, non esistono per Dio anime irrimediabilmente perdute: Gesù Amore - Lui che non ha ricusato di patire la Morte di Croce per ciascuno di noi, che siamo veramente povere creature - fa l'impossibile affinché un'anima - ardente sospiro del Suo Divino Cuore - non si perda per l'eternità.

A questo riguardo, una provvidenziale voce di Dio è il salutare rimorso, mediante il quale ci appaiono chiare alla coscienza le azioni cattive che, purtroppo, nella nostra vita passata abbiamo commesso, deviando dallo stretto e sicuro sentiero della vera Vita, che il Signore Gesù ci indica mediante i Dieci Comandamenti e gli Insegnamenti racchiusi - come gemme di incalcolabile valore - nello Scrigno mistico che è il Suo Santo Evangelo.

Accade così che parole, desideri, propositi ed opere di male da noi compiute, anche se risalenti a vari decenni addietro, ci appaiano dinanzi allo sguardo del cuore come se li avessimo vissuti il giorno avanti. E il demonio, maligno ed omicida nemico, tenta di usare a suo vantaggio, e per la nostra sostanziale rovina, il sentimento doloroso del rimorso interiore, affinché nelle nostre anime si instauri la paura del Giudizio, la diffidenza verso il nostro Padre e Creatore, e, in ultima analisi - ciò che egli maggiormente brama per ottenere il fine sommamente perverso della nostra eterna perdizione: per dare dolore a Dio -, per portarci a disperare.

Delle volte, satana cerca terrorizzarci mostrandoci l'enormità delle colpe commesse e la grande malizia e premeditazione delle stesse; egli, maestro di mortali inganni, giunge persino ad usare dei doni che Dio ci ha elargito nel corso della vita terrena, puntandoli contro di noi come armi appuntite, e tentandoci (sempre per indurci alla disperazione) col dirci che non abbiamo corrisposto a sufficienza e che, quindi, il dono del Signore - cioè: la vocazione al sacerdozio e/o alla vita religiosa, la vocazione sponsale e di genitori, e altri talenti che il Signore ha affidato all'anima - si muta per noi in un ennesimo motivo per il quale Dio ci riproverà e ci allontanerà da Sé, per sempre.

Questi e altri fantasmi il diavolo aizza nel nostro mondo interiore, soprattutto nelle ore buie: quelle del dolore e dell'impotenza, quelle di cocenti delusioni e perduranti amarezze, quelle dell'incomprensione e della persecuzione.

 

Ma, cari anziani - e voi tutti, cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù -, il Signore è il Dio della Pace! Questo non dimentichiamolo mai.

E allora, ben vengano i dolorosi rimorsi dell'anima, che riconosce la propria miseria e le proprie incongruenze al cospetto di quel Dio che infinitamente la ama e sempre l'accompagna, nelle stagioni prospere e in quelle aride, della vita.

Sì, benvenuto rimorso! se però io, anima cristiana, con l'aiuto della Grazia del Signore, so mutarti in umile presa di coscienza del mio nulla; in sincero pentimento per tutte le volte che ho voltato le spalle all'Onnipotente; e in fiducioso, filiale, immenso abbandono nelle braccia del Padre Misericordioso.

Sì, carissimi: anche il dolore del cuore per i gravi errori del passato può essere grazia, e grazia grande: se però esso non degenera in  ossessione, scrupolo, ansia eccessiva; al contrario, dal mistico scalino dell'umile riconoscimento della nostra povertà e miseria - addolorati di aver fatto soffrire Chi tanto ci ha amati, e ci ama - innalziamoci, con fiducia grandissima, all'invocazione della Divina Misericordia del Cuore Sacratissimo di Gesù.

Questo ci insegnano i Santi e le Sante di Dio, tra cui ora mi è caro nominare Suor Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Suor Maria Faustina Kowalska e Suor Veronica Giuliani, serafina di fuoco.

 

CONCLUSIONE

 

Carissimi tutti, se ci abbandoniamo con intenso amore fra le braccia - e soprattutto sui Sacri Cuori - di Gesù, Maria e Giuseppe, Essi - tanto buoni! - ci assisteranno anche nel momento supremo del nostro passaggio da questo mondo al Padre.

 

Gesù, confido in Te e al Tuo Divino Cuore mi affido!

Maria, Mamma del Cielo: gioia, fiducia e speranza mia!

 

Dio Eterno, Tu sei la stessa Bontà:

a Te, con cuore di piccolo bimbo,

io m'abbandono.

 

Sabrina




LA SPIRITUALE BATTAGLIA IN ATTO NELLA CHIESA CATTOLICA TRA LA LUCE DELLA VERITA' E LE TENEBRE DEL MISERICORDISMO

E APPELLO AI PAVIDI MINISTRI DI CRISTO SIGNORE

 

Santa Scolastica, vergine

Venerdì 10 febbraio 2017

 

Dio sia amato!

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù, Redentore Piissimo,

vi scrivo oggi col cuore in mano, per invitarvi ad offrire, con umile e ferma perseveranza - mossi da devoto amore alla Beatissima Trinità e da viva carità alle anime immortali: anime che Cristo, l'Uomo Dio, ha riscattato sulla Croce insanguinata, tra tormenti che definire atroci è ancora poco - preghiere riparatrici e invocazioni di ardente supplica, affinché lo Spirito Santo e la Sua Immacolata Sposa Maria Santissima, presto intervengano ad estirpare dalla Chiesa Cattolica il veleno - altamente mortifero, spiritualmente parlando - del soggettivismo etico e del lassismo morale; questo veleno che sta dilagando ad opera di prelati e di laici che cattolici lo sono solamente di nome; mentre, nel loro intimo, sono nemici della Croce di Cristo e alleati del mondo peccatore, di cui condividono e avallano le perverse massime.

Mai mi stancherò di ripeterlo: non è lecito ai pubblici peccatori - tra cui sono i divorziati civilmente risposati - ricevere il Santissimo Corpo dell'Immacolato Agnello, nella Santa Comunione Eucaristica. E' un sacrilegio!

Per amore a Dio, Infinito Amore ed Eterna Verità, e per il bene che nutro per tutte le anime immortali, non ho timore di parlar chiaro: neanche papa Francesco ha la potestà di cambiare la Legge Divina.
Cristo afferma, senza mezzi termini (Matteo 5):

 

31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; 32 ma Io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

E, a proposito del vescovo di Roma, con pacatezza mista a profondo dolore dell'animo, vi dico: cari fratelli e sorelle, pregate senza sosta per Francesco, affinché Dio, Misericordioso e Giusto, si degni presto intervenire a porre un argine, anzi meglio, un potente rimedio ai gravissimi danni prodotti dal suo ambiguo pontificato.

In modo particolare, mi appare bello e significativo, in questo anno prezioso del primo centenario delle apparizioni di Nostra Signora del Santo Rosario a Fatima, elevare a Dio le orazioni che sono state donate alla Chiesa, Sposa di Cristo, proprio per il tramite di tale evento di immensa grazia celeste. A tal riguardo, vi invito, cari amici, a leggere qui: http://www.fatima.pt/it (nello specifico, sotto la voce "CONOSCERE", "Narrativa delle Apparizioni").

Inoltre: il Messaggio di preghiera e penitenza che la Madonna Santissima ci ha consegnato - grazie alla coraggiosa testimonianza dei tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco - alla Cova da Iria, mi sospinge oggi ad invitarvi anche alla lettura, attenta e meditativa, della Lettera Apostolica Salvifici doloris del Papa San Giovanni Paolo II: https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1984/documents/hf_jp-ii_apl_11021984_salvifici-doloris.html. Questo perché, sempre, ma specialmente in questi anni difficili, è fondamentale che noi, credenti nel Signore Gesù, non lasciamo passare invano e non sprechiamo (con la ribellione o l'impazienza) le sofferenze che la vita terrena ci presenta, ogni giorno; al contrario, il Sacro Cuore - Colui che misticamente e più di tutti sta soffrendo per la triste e lacerante situazione in cui la Chiesa Cattolica versa al presente - ci esorta fortemente ad unire - con amore e per amore - i nostri dolori ai Suoi, per la gloria di Dio Padre e per la conversione delle anime che giacciono nelle tenebre e nell'ombra mortale del peccato grave; specie poi se protratto nel tempo, con piena avvertenza: questo può condurre all'indurimento del cuore, con il conseguente gravissimo rischio di giungere alla impenitenza finale e al fallimento totale del proprio essere, nelle tenebre eterne dell'Inferno.

O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'Inferno, porta in Cielo tutte le anime, e soccorri specialmente le più bisognose della Tua Misericordia!

 

AI SACERDOTI CATTOLICI PAUROSI

 

Reverendi ministri di Cristo Signore,

col cuore in mano, per il bene che, nel Cuore Sacratissimo di Gesù, sinceramente vi porto, desidero oggi dirvi che capisco la pressione psicologica che può assalirvi, specie nel santo confessionale, quando un divorziato civilmente risposato (o un altro pubblico peccatore impenitente: che non intende cioè attivamente convertirsi) pretende da voi la Santa Assoluzione, e questo facendo leva sul fatto che "è il papa che l'ha detto".

Non altrettanto posso però comprendere che certi tra voi presbiteri siate confusi, dopo l'uscita, nell'aprile 2016, dell'esortazione post-sinodale Amoris laetitia. Confusi da che? mi chiedo. Difatti, tale confusione non ha alcuna ragione d'essere, dal momento che nella Familiaris consortio, San Giovanni Paolo II, nel ribadire la consolidata prassi della Chiesa Cattolica di non ammettere i divorziati civilmente risposati alla Santa Comunione Eucaristica, afferma espressamente che tale prassi è fondata sulla Sacra Scrittura:

La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all'Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio.

La riconciliazione nel sacramento della penitenza - che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico - può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l'indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l'uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l'educazione dei figli - non possono soddisfare l'obbligo della separazione, «assumono l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Giovanni Paolo PP. II, Omelia per la chiusura del VI Sinodo dei Vescovi, 7 [25 Ottobre 1980]: AAS 72 [1980] 1082).

Non credo proprio che papa Bergoglio abbia la potestà di cambiare la Sacra Scrittura (e se, per caso, qualcuno la pensa così, è semplicemente delirante).

Quindi, reverendi e cari sacerdoti della Chiesa Cattolica, cerchiamo di non lasciarci così facilmente sviare e confondere da idee moderniste, peregrine e, soprattutto, anti-cattoliche: come sono quelle propinateci - sotto falso pretesto di bontà, accoglienza, discernimento e misericordia - al capitolo ottavo della Amoris laetitia.

Reverendi padri, quella che è in atto nella Chiesa Cattolica è una battaglia mistica, che siamo chiamati - spiritualmente uniti: ministri ordinati, anime consacrate e fedeli laici - ad affrontare con le benefiche armi del Signore: anzitutto, vivendo costantemente in Grazia di Dio; pregando ogni giorno per la Santa Madre Chiesa, per il papa e per tutti i vescovi; mantenendoci integri e saldi nel vero Magistero della Chiesa Cattolica; e anche testimoniando a parole - con pacata fermezza - che è nostro chiaro intendimento rimanere fedeli al Santo Vangelo di Gesù Cristo e alla vera Dottrina Cattolica. Ad ogni costo.

 

Cari sacerdoti: non abbiate paura!

Il Signore Gesù ha vinto il mondo!

Le striscianti ambiguità e i gravi errori insiti nella Amoris laetitia portano a commettere sacrilegi Eucaristici, ad ingannare le anime dei poveri peccatori sulla loro reale situazione dinanzi a Dio e - cosa di gravità inaudita - alla rovina eterna delle anime!

E' per questo che "chi sa" e, ciò nonostante - per il proprio comodo e per paura di ciò a cui potrebbe andare incontro affermando l'immutabile Verità di Cristo - tace, pecca gravemente di omissione. Come pure quei sacerdoti che assolvono i divorziati conviventi more uxorio, abusano del prezioso Sangue di Cristo Redentore.

 

Cari padri, il dono che il Signore Gesù vi ha elargito, chiamandovi al sacerdozio ministeriale, è grande; grande è pure la responsabilità che vi è conferita, come sacri ministri della Parola e dei Santi Sacramenti.

Fate, dunque, che in questi tempi oscuri, il Sacro Cuore di Gesù, Eterno Sacerdote e Divina Vittima d'Amore, possa mirarvi, lampade fulgide e ardenti della Sua Verità e testimoni della Sua autentica Misericordia: quella che chiama l'anima peccatrice al sincero pentimento e alla personale, operosa conversione.

Per questo prego; per questo, nel mio piccolo, al Dio Vero e Santo mi offro.

Nel Cuore Sacerdotale del Verbo Incarnato,

 

Sabrina

 

P.S. Preciso, una volta ancora, che non sono nemica di papa Francesco: per lui e per il suo vero bene, ogni giorno umilmente prego. Io non sono nemica della sua persona, bensì dei suoi errori: gravi errori mediante i quali egli (certo, non da solo ...) sta deformando l'identità cattolica della Santa Chiesa, riducendola ad una misera setta protestante.