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CRISTO SIGNORE E' RISORTO!

RENDIAMO GRAZIE A DIO!

ALLELUIA! ALLELUIA! ALLELUIA!

 

Santa Pasqua di Risurrezione

Domenica 16 aprile 2017

 

Cari fratelli e sorelle,

di cuore, vi porgiamo cristiani auguri di felice e serena Santa Pasqua.

La Luce, la Gioia e la Pace di Cristo Gesù, Vincitore del peccato e della morte, regnino oggi e sempre nei vostri cuori!

Amore, gloria e lode perenne al Signore Gesù che, con la Sua Morte e Risurrezione, ci ha riaperto la porta alla Vita eterna!

 

Angelo e Sabrina




IMPORTANTE PRECISAZIONE


- Martedì Santo, 11 aprile 2017 -

 

Cari fratelli e sorelle, siamo venuti a conoscenza di iniziative altrui, alquanto discutibili,
riguardanti i "Messaggi del Sacro Cuore di Gesù" ricevuti da mia moglie Sabrina.

Tengo a precisare che noi ci dissociamo da tale modo di procedere!

Non abbiamo delegato nessuno a parlare, o a scrivere, in nostra vece.

Quindi, ciascuno si rende responsabile delle sue affermazioni e azioni.

 

Angelo Corbetta




AMORE, ADORAZIONE, RIPARAZIONE AL SANTISSIMO SACRAMENTO!


http://www.iltimone.org/35921,News.html



QUESTO E' SOLO L'INIZIO

Sabato 1 aprile 2017 


Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù,

vi invitiamo ad ascoltare l'omelia tenuta da don Alessandro Maria Minutella, durante la Santa Messa del 31 marzo 2017:


https://www.youtube.com/watch?v=mgcBnnzgOkE&feature=youtu.be



LA LUTHERWEG MILANESE

Sabato 1 aprile 2017

 

E' ormai palese, da vari fatti ed esternazioni del papa attuale, che Francesco è un convinto estimatore dell'eretico e bestemmiatore Martin Lutero e del suo soggettivismo morale.

Di conseguenza, la ultramodernista Diocesi Ambrosiana poteva non adeguarsi? Ecco allora la meneghina "via di Lutero". Come dire: camminiamo sulle orme di Lutero (?!):


http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/03/la-lutherweg-milanese.html



Con il dovuto rispetto, vorrei chiedere al cardinale arcivescovo di Milano, Angelo Scola, ed ai reverendi vescovi ausiliari se non hanno nulla da eccepire in merito a tale iniziativa.

 

Santo Dio, Santo Forte, Santo Pietoso, abbi misericordia di noi e del mondo intero!

 

Sabrina Luraschi Corbetta

 

P.S. A quando le statue di Martin Lutero nelle chiese cattoliche, così che si potrà accendergli anche un lumino e venerarlo come si fa coi Santi?

In Vaticano c'è già entrato: ce l'ha messo, il 13 ottobre dell'anno scorso, il papa stesso:


http://en.radiovaticana.va/news/2016/10/13/pope_to_lutheran_pilgrims_seek_unity_through_charity/1264815



 ***


Amore, adorazione, riparazione e lode perenne a Gesù, Dio e Uomo,

Realmente Presente nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen.


Love, adoration, reparation and perennial praise to Jesus, God and Man,

Really Present in the Most Holy Sacrament of the altar. Amen.


Amour, adoration, rèparation et louange èternelle à Jèsus, Dieu et Homme,

Rèellement Present dans le Très-Saint Sacrement de l’autel. Amen.


Liebe, Anbetung, Suehnung und ewige Lob zu Jesus, Gott und das Mensch,
Wirklich Anwesend in das Heiligsten Sakrament des Altares. Amen.


Amor, adoración, reparación y perenne alabanza a Jesús, Dios y Hombre,

Realmente Presente en el Santísimo Sacramento del altar. Amén.


Amor, adoração, reparação e  Louvor perene a Jesus, Deus e Homem,

Realmente Presente no Santíssimo Sacramento do altar. Amém.


Liefde, aanbidding, reparatie en eeuwig lof aan Jezus, God en Mens,

Echt Aanwezig in het Allerheiligste Sacrament van het altaar. Amen.


- Marzo 2017 -

Per questa ardente giaculatoria, vedi: www.messaggidelsacrocuore.it

Angelo e Sabrina





"Chi non è con Me, è contro di Me, e chi non raccoglie con Me, disperde." (Matteo 12,30)


- DECIDERSI PER DIO -

 

28 febbraio 2017, martedì

 

Dio sia amato!

 

Cari amici,

domani, Mercoledì delle Ceneri, un'altra volta in vita, a Dio piacendo, avremo la grande grazia di entrare nella Santa Quaresima: tempo forte di spirituale cammino verso la Vittoria del Signore Gesù, unico Redentore dell'uomo, sul peccato e sulla morte.

I tempi difficili che stiamo attraversando, quest'anno in modo particolare, costituiscono per ciascuno di noi, credenti nel Signore Gesù, un precipuo appello ad entrare nel mistico deserto della Santa Quaresima, rientrando in noi stessi per decidere a chi vogliamo appartenere e chi desideriamo servire: Cristo o satana.

 

Cari fratelli e sorelle, non facciamoci illusioni: i tempi si inaspriranno sempre più per quelli tra i cattolici che vorranno rimanere autenticamente  tali.

E' quindi adesso, prima delle grandi prove che ci attendono, che ognuno di noi è esortato a chiedersi seriamente da che parte vuole stare: se con Dio, ad ogni costo; oppure se intende accodarsi vilmente, con cuore pusillanime, a coloro che stanno cercando, ogni giorno sempre più, di ridurre la Chiesa di Gesù Cristo ad una misera setta protestante.

 

E' tempo di rientrare in noi stessi e, in limpida sincerità e schietta umiltà di cuore, vedere quanto amiamo e adoriamo il Signore Gesù e quanto invece amiamo e seguiamo il mondo con le sue effimere, ingannevoli vanità.

 

E' questo il salutare tempo in cui chiederci se davvero crediamo nella Risurrezione di Gesù Cristo dai morti o se invece diciamo "a parole" di crederci, ma poi, in realtà, più che anelare alla Vita eterna che Gesù, Salvatore piissimo, ci ha acquistato a prezzo di tutto il Suo Immacolato Sangue, con le scelte, piccole e grandi, di ogni giorno mostriamo di amare la gloria fugace del mondo più di quanto amiamo Cristo, Dio vero e Fratello nostro Misericordiosissimo.

 

Quanti gravi peccati feriscono, ogni giorno e ogni notte, il Cuore Sacratissimo del nostro amabile Gesù! E quanti devastanti sacrilegi e orrende profanazioni si commettono contro il Mirabile Sacramento del supremo Amor Divino, la Santissima Eucaristia!

Questi quaranta giorni siano perciò santificati e avvalorati dalla sosta, assidua e amorevole - per chi può, persino quotidiana - di ciascuno di noi, cristiani cattolici, dinanzi a Gesù Vivo nell'Ostia consacrata, nelle nostre chiese.

 

Exsurge, Domine, et judica causam Tuam!

 

Sabrina di Gesù


 


Offriamo umile e amorevole riparazione per i peccati commessi durante il carnevale

 

24 febbraio 2017, venerdì

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore, Dio sia consolato!

Di vero cuore, in questi giorni - che per noi credenti precedono l'inizio della Santa Quaresima - vi invitiamo ad unirvi spiritualmente a noi nell'offrire a Dio con amore preghiere e sacrifici, in riparazione per i gravi peccati commessi in occasione del carnevale.

Lo Spirito Santo - Divina Sapienza e Luce splendida di Carità - illumini quanto prima tanti nostri fratelli e sorelle che vivono nelle tenebre del peccato mortale, cercando la felicità dove non è: nelle gozzoviglie, ubriachezze e orge innominabili.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Pietoso abbi misericordia di noi e del mondo intero!

Angelo e Sabrina



IL SANTO VANGELO DI GESU' CRISTO, FIGLIO DI DIO

- PENSIERI SEMPLICI, SCRITTI PER AMORE ALLA SANTISSIMA TRINITA' E ALLE ANIME IMMORTALI, CHE CRISTO HA RISCATTATO COL SANGUE -

 

Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della Parola, così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. (Luca 1, 1-4)

 

Gli Apostoli - autentici ministri della Parola, in quanto chiamati a questo da Dio stesso e in quanto testimoni della Risurrezione del Signore Gesù - ci hanno trasmesso per iscritto i solidi e veri Insegnamenti di Gesù Cristo, il Dio fatto Uomo - in tutto simile a noi, tranne che nel peccato - per nostro amore e per la nostra salvezza.

Dinanzi ad ogni creatura umana stanno il bene e il male, la luce e le tenebre, l'amore e l'egoismo.

Ognuno di noi riceve in dono dal Sommo Creatore e Padre Buono, un tempo - più o meno lungo: Dio ne sa il perché, le ragioni profonde e provvidenti - per la realizzazione del proprio essere. Ma come fare? Quale via percorrere?

Di fatto l'uomo (e anche l'uomo credente), che pure sperimenta che i beni transeunti non possono estinguere compiutamente quella sete di Amore e Felicità che sente - e spesso urge - in cuor suo, per le conseguenze del peccato originale, fatica a scegliere con perseveranza di vivere nel bene: rivolto a Dio e amando Colui che è il Sommo Bene, e amando il suo prossimo come se stesso.

Ancor più: dopo la caduta dei progenitori, l'uomo è come uno quasi cieco, il quale - appunto perché ci vede poco e male - non di rado chiama il male bene e il bene male.

Con facilità l'essere umano si pone ad inseguire, anche con smodata passione, traguardi che sono mondani, e dimentica di essere un pellegrino sulla terra in cammino verso il Cielo: figlia/figlio amatissima/o, di cui è atteso, con incommensurabile Divino Amore, il ritorno Lassù, nella Casa del Padre.

In questa drammatica situazione esistenziale di tenebre e sbandamento dell'anima, la Fede in Gesù Cristo - l'Eterno Verbo che, per la nostra liberazione della schiavitù del demonio, nella pienezza dei tempi si è fatto Carne nel seno della Semprevergine Maria - si rivela come la mirabile LUCE che, se ci apriamo ad essa mediante il nostro - il mio - "sì" quotidiano al Signore - il Quale ci invita alla Sua amorosa sequela, esortandoci alla conversione -, illumina realmente il cammino, non di rado aspro, della vita terrena.

Sentiamo molte voci: chi dice una cosa, chi un'altra; chi combatte per un ideale e chi per il suo opposto. Ma, per grazia dello Spirito Santo, comprendiamo  chiaramente nell'intimo del cuore che il mondo, con tutte le sue vanità, è un grande inganno.

Lasciamoci dunque condurre da Gesù, la Parola: Colui che da sempre e per sempre ci  ama - mi ama - e ci parla, nell'oggi della salvezza, nelle pagine immortali del Santo Vangelo.

 

Sabrina

 

 


IL RIMORSO E LA FIDUCIA NELLA DIVINA MISERICORDIA DEL SACRO CUORE DI GESU' SALVATORE

ALLE MIE SORELLE E AI MIEI FRATELLI ANZIANI DI ANNI

 

Beata Vergine Maria Immacolata di Lourdes

Sabato 11 febbraio 2017

 

In questo giorno di grazia celeste, impreziosito dalla Festa di Nostra Signora di Lourdes, desidero rivolgermi, col cuore in mano, alle persone anziane, le quali, non di rado, sono tormentate da rimorsi, determinati dalla memoria del male commesso nel corso della vita di quaggiù; tali stati d'animo, delle volte, si intensificano proprio a motivo del fatto che - sia guardandosi allo specchio che per la constatazione dei limiti propri della terza età (ad esempio, problemi motori e di deambulazione) - si è sempre più consapevoli di essere entrati nel vespro della giornata terrena, e che quindi il tramonto della propria esistenza in questo mondo non può essere molto lontano.

 

Mi è capitato più volte di incontrare persone anziane, e di dover purtroppo, con intenso dolore dell'animo, constatare l'insipienza di certi loro atteggiamenti e comportamenti:

- uomini e donne, che perdono il loro tempo - e dire "perdono il loro tempo" è ancor poco; dovrei dire meglio: sporcano le proprie anime - guardando alla tv film erotici e demenziali;

- persone che, forse perché non hanno accettato di invecchiare, sono molto (troppo!) intente alla vanità corporale nei suoi vari aspetti;

- altre che, essendo state carnali per gran parte della loro esistenza, seppur anziane, non riescono (e certe di queste neppure lo vogliono) a svincolarsi dai lacci, seducenti e mortiferi, della sensualità e della lussuria;

- persone troppo preoccupate e ingolfate in ciò che è materiale, e che, al contrario, non percepiscono la santa necessità di varcare la porta di una chiesa, di confessare le proprie colpe a Dio per il mezzo - da Gesù stesso voluto - del sacerdote cattolico; e di dedicare parte del tempo - che il Signore e Creatore, con Divina Bontà, ancora dona loro - alla preghiera del cuore: per sé, per i propri cari e per le tante e tante gravi necessità delle anime, della Chiesa di Gesù Cristo e dell'intera umanità, nel suo faticoso cammino nel tempo.

 

Cari anziani, la stoltezza non si addice alla canizie!

Pertanto - sempre col cuore in mano, come sorella che sinceramente vi ama - vi invito oggi a pregare lo Spirito Santo: Spirito di Sapienza e di Pietà, Spirito di Consiglio e di Santo Timor di Dio, affinché il vespro della vostra giornata terrena sia rischiarato dalla Potenza e Soavità della Divina Grazia.

Tutto passa: solo Dio rimane. Dio e l'anima, che il Signore desidera ardentemente accogliere nel Suo mirabile Abbraccio di Pace, se possibile subito dopo il termine del pellegrinaggio terreno.

Però, per fare che questo si realizzi, è necessario rinsaldare i vincoli di santo amore tra Gesù Redentore e l'anima umana, che si prepara a compiere il grande passo, varcando la porta della morte corporale.

 

DAL RIMORSO AL PENTIMENTO: DAL BUIO DEL CUPO DOLORE ALLA LUCE BENEFICA DELLA DIVINA MISERICORDIA

 

Care persone anziane,

il Celeste Padre sa che la vita di quaggiù, quasi per tutte le Sue creature, non è un rettilineo piano e regolare, percorso dall'anima tenendo sempre la sua mano nella Mano del Signore, in una costante fedeltà e forte amicizia con Lui. Anche tra i grandi Santi, che oggi veneriamo sugli altari, quanti sono anime penitenti (tra essi, amo menzionare il serafico padre, San Francesco di Assisi).

Nessuno come il Signore può scrutare gli abissi del mare, e soprattutto gli abissi del cuore umano.

Egli - il Tre volte Santo - detesta il peccato, ma ama il peccatore, e per questo mai cessa di chiamare l'anima alla conversione in vista della salvezza eterna.

Finché siamo pellegrini in questo mondo, non esistono per Dio anime irrimediabilmente perdute: Gesù Amore - Lui che non ha ricusato di patire la Morte di Croce per ciascuno di noi, che siamo veramente povere creature - fa l'impossibile affinché un'anima - ardente sospiro del Suo Divino Cuore - non si perda per l'eternità.

A questo riguardo, una provvidenziale voce di Dio è il salutare rimorso, mediante il quale ci appaiono chiare alla coscienza le azioni cattive che, purtroppo, nella nostra vita passata abbiamo commesso, deviando dallo stretto e sicuro sentiero della vera Vita, che il Signore Gesù ci indica mediante i Dieci Comandamenti e gli Insegnamenti racchiusi - come gemme di incalcolabile valore - nello Scrigno mistico che è il Suo Santo Evangelo.

Accade così che parole, desideri, propositi ed opere di male da noi compiute, anche se risalenti a vari decenni addietro, ci appaiano dinanzi allo sguardo del cuore come se li avessimo vissuti il giorno avanti. E il demonio, maligno ed omicida nemico, tenta di usare a suo vantaggio, e per la nostra sostanziale rovina, il sentimento doloroso del rimorso interiore, affinché nelle nostre anime si instauri la paura del Giudizio, la diffidenza verso il nostro Padre e Creatore, e, in ultima analisi - ciò che egli maggiormente brama per ottenere il fine sommamente perverso della nostra eterna perdizione: per dare dolore a Dio -, per portarci a disperare.

Delle volte, satana cerca terrorizzarci mostrandoci l'enormità delle colpe commesse e la grande malizia e premeditazione delle stesse; egli, maestro di mortali inganni, giunge persino ad usare dei doni che Dio ci ha elargito nel corso della vita terrena, puntandoli contro di noi come armi appuntite, e tentandoci (sempre per indurci alla disperazione) col dirci che non abbiamo corrisposto a sufficienza e che, quindi, il dono del Signore - cioè: la vocazione al sacerdozio e/o alla vita religiosa, la vocazione sponsale e di genitori, e altri talenti che il Signore ha affidato all'anima - si muta per noi in un ennesimo motivo per il quale Dio ci riproverà e ci allontanerà da Sé, per sempre.

Questi e altri fantasmi il diavolo aizza nel nostro mondo interiore, soprattutto nelle ore buie: quelle del dolore e dell'impotenza, quelle di cocenti delusioni e perduranti amarezze, quelle dell'incomprensione e della persecuzione.

 

Ma, cari anziani - e voi tutti, cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù -, il Signore è il Dio della Pace! Questo non dimentichiamolo mai.

E allora, ben vengano i dolorosi rimorsi dell'anima, che riconosce la propria miseria e le proprie incongruenze al cospetto di quel Dio che infinitamente la ama e sempre l'accompagna, nelle stagioni prospere e in quelle aride, della vita.

Sì, benvenuto rimorso! se però io, anima cristiana, con l'aiuto della Grazia del Signore, so mutarti in umile presa di coscienza del mio nulla; in sincero pentimento per tutte le volte che ho voltato le spalle all'Onnipotente; e in fiducioso, filiale, immenso abbandono nelle braccia del Padre Misericordioso.

Sì, carissimi: anche il dolore del cuore per i gravi errori del passato può essere grazia, e grazia grande: se però esso non degenera in  ossessione, scrupolo, ansia eccessiva; al contrario, dal mistico scalino dell'umile riconoscimento della nostra povertà e miseria - addolorati di aver fatto soffrire Chi tanto ci ha amati, e ci ama - innalziamoci, con fiducia grandissima, all'invocazione della Divina Misericordia del Cuore Sacratissimo di Gesù.

Questo ci insegnano i Santi e le Sante di Dio, tra cui ora mi è caro nominare Suor Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Suor Maria Faustina Kowalska e Suor Veronica Giuliani, serafina di fuoco.

 

CONCLUSIONE

 

Carissimi tutti, se ci abbandoniamo con intenso amore fra le braccia - e soprattutto sui Sacri Cuori - di Gesù, Maria e Giuseppe, Essi - tanto buoni! - ci assisteranno anche nel momento supremo del nostro passaggio da questo mondo al Padre.

 

Gesù, confido in Te e al Tuo Divino Cuore mi affido!

Maria, Mamma del Cielo: gioia, fiducia e speranza mia!

 

Dio Eterno, Tu sei la stessa Bontà:

a Te, con cuore di piccolo bimbo,

io m'abbandono.

 

Sabrina


 

 

 LA SPIRITUALE BATTAGLIA IN ATTO NELLA CHIESA CATTOLICA

TRA LA LUCE DELLA VERITA' E LE TENEBRE DEL MISERICORDISMO

E APPELLO AI PAVIDI MINISTRI DI CRISTO SIGNORE

 

Santa Scolastica, vergine

Venerdì 10 febbraio 2017

 

Dio sia amato!

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù, Redentore Piissimo,

vi scrivo oggi col cuore in mano, per invitarvi ad offrire, con umile e ferma perseveranza - mossi da devoto amore alla Beatissima Trinità e da viva carità alle anime immortali: anime che Cristo, l'Uomo Dio, ha riscattato sulla Croce insanguinata, tra tormenti che definire atroci è ancora poco - preghiere riparatrici e invocazioni di ardente supplica, affinché lo Spirito Santo e la Sua Immacolata Sposa Maria Santissima, presto intervengano ad estirpare dalla Chiesa Cattolica il veleno - altamente mortifero, spiritualmente parlando - del soggettivismo etico e del lassismo morale; questo veleno che sta dilagando ad opera di prelati e di laici che cattolici lo sono solamente di nome; mentre, nel loro intimo, sono nemici della Croce di Cristo e alleati del mondo peccatore, di cui condividono e avallano le perverse massime.

Mai mi stancherò di ripeterlo: non è lecito ai pubblici peccatori - tra cui sono i divorziati civilmente risposati - ricevere il Santissimo Corpo dell'Immacolato Agnello, nella Santa Comunione Eucaristica. E' un sacrilegio!

Per amore a Dio, Infinito Amore ed Eterna Verità, e per il bene che nutro per tutte le anime immortali, non ho timore di parlar chiaro: neanche papa Francesco ha la potestà di cambiare la Legge Divina.

Cristo afferma, senza mezzi termini (Matteo 5):


31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; 32 ma Io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

E, a proposito del vescovo di Roma, con pacatezza mista a profondo dolore dell'animo, vi dico: cari fratelli e sorelle, pregate senza sosta per Francesco, affinché Dio, Misericordioso e Giusto, si degni presto intervenire a porre un argine, anzi meglio, un potente rimedio ai gravissimi danni prodotti dal suo ambiguo pontificato.

In modo particolare, mi appare bello e significativo, in questo anno prezioso del primo centenario delle apparizioni di Nostra Signora del Santo Rosario a Fatima, elevare a Dio le orazioni che sono state donate alla Chiesa, Sposa di Cristo, proprio per il tramite di tale evento di immensa grazia celeste.

A tal riguardo, vi invito, cari amici, a leggere qui: http://www.fatima.pt/it (nello specifico, sotto la voce "CONOSCERE", "Narrativa delle Apparizioni").

Inoltre: il Messaggio di preghiera e penitenza che la Madonna Santissima ci ha consegnato - grazie alla coraggiosa testimonianza dei tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco - alla Cova da Iria, mi sospinge oggi ad invitarvi anche alla lettura, attenta e meditativa, della Lettera Apostolica Salvifici doloris del Papa San Giovanni Paolo II: https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1984/documents/hf_jp-ii_apl_11021984_salvifici-doloris.html . Questo perché, sempre, ma specialmente in questi anni difficili, è fondamentale che noi, credenti nel Signore Gesù, non lasciamo passare invano e non sprechiamo (con la ribellione o l'impazienza) le sofferenze che la vita terrena ci presenta, ogni giorno; al contrario, il Sacro Cuore - Colui che misticamente e più di tutti sta soffrendo per la triste e lacerante situazione in cui la Chiesa Cattolica versa al presente - ci esorta fortemente ad unire - con amore e per amore - i nostri dolori ai Suoi, per la gloria di Dio Padre e per la conversione delle anime che giacciono nelle tenebre e nell'ombra mortale del peccato grave; specie poi se protratto nel tempo, con piena avvertenza: questo può condurre all'indurimento del cuore, con il conseguente gravissimo rischio di giungere alla impenitenza finale e al fallimento totale del proprio essere, nelle tenebre eterne dell'Inferno.


O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'Inferno, porta in Cielo tutte le anime, e soccorri specialmente le più bisognose della Tua Misericordia!


 

AI SACERDOTI CATTOLICI PAUROSI

 

Reverendi ministri di Cristo Signore,

col cuore in mano, per il bene che, nel Cuore Sacratissimo di Gesù, sinceramente vi porto, desidero oggi dirvi che capisco la pressione psicologica che può assalirvi, specie nel santo confessionale, quando un divorziato civilmente risposato (o un altro pubblico peccatore impenitente: che non intende cioè attivamente convertirsi) pretende da voi la Santa Assoluzione, e questo facendo leva sul fatto che "è il papa che l'ha detto".

Non altrettanto posso però comprendere che certi tra voi presbiteri siate confusi, dopo l'uscita, nell'aprile 2016, dell'esortazione post-sinodale Amoris laetitia. Confusi da che? mi chiedo. Difatti, tale confusione non ha alcuna ragione d'essere, dal momento che nella Familiaris consortio, San Giovanni Paolo II, nel ribadire la consolidata prassi della Chiesa Cattolica di non ammettere i divorziati civilmente risposati alla Santa Comunione Eucaristica, afferma espressamente che tale prassi è fondata sulla Sacra Scrittura:

La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all'Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio.

La riconciliazione nel sacramento della penitenza - che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico - può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l'indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l'uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l'educazione dei figli - non possono soddisfare l'obbligo della separazione, «assumono l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Giovanni Paolo PP. II, Omelia per la chiusura del VI Sinodo dei Vescovi, 7 [25 Ottobre 1980]: AAS 72 [1980] 1082).

Non credo proprio che papa Bergoglio abbia la potestà di cambiare la Sacra Scrittura (e se, per caso, qualcuno la pensa così, è semplicemente delirante).

Quindi, reverendi e cari sacerdoti della Chiesa Cattolica, cerchiamo di non lasciarci così facilmente sviare e confondere da idee moderniste, peregrine e, soprattutto, anti-cattoliche: come sono quelle propinateci - sotto falso pretesto di bontà, accoglienza, discernimento e misericordia - al capitolo ottavo della Amoris laetitia.

Reverendi padri, quella che è in atto nella Chiesa Cattolica è una battaglia mistica, che siamo chiamati - spiritualmente uniti: ministri ordinati, anime consacrate e fedeli laici - ad affrontare con le benefiche armi del Signore: anzitutto, vivendo costantemente in Grazia di Dio; pregando ogni giorno per la Santa Madre Chiesa, per il papa e per tutti i vescovi; mantenendoci integri e saldi nel vero Magistero della Chiesa Cattolica; e anche testimoniando a parole - con pacata fermezza - che è nostro chiaro intendimento rimanere fedeli al Santo Vangelo di Gesù Cristo e alla vera Dottrina Cattolica. Ad ogni costo.

 

Cari sacerdoti: non abbiate paura!

Il Signore Gesù ha vinto il mondo!

Le striscianti ambiguità e i gravi errori insiti nella Amoris laetitia portano a commettere sacrilegi Eucaristici, ad ingannare le anime dei poveri peccatori sulla loro reale situazione dinanzi a Dio e - cosa di gravità inaudita - alla rovina eterna delle anime!

E' per questo che "chi sa" e, ciò nonostante - per il proprio comodo e per paura di ciò a cui potrebbe andare incontro affermando l'immutabile Verità di Cristo - tace, pecca gravemente di omissione. Come pure quei sacerdoti che assolvono i divorziati conviventi more uxorio, abusano del prezioso Sangue di Cristo Redentore.

 

Cari padri, il dono che il Signore Gesù vi ha elargito, chiamandovi al sacerdozio ministeriale, è grande; grande è pure la responsabilità che vi è conferita, come sacri ministri della Parola e dei Santi Sacramenti.

Fate, dunque, che in questi tempi oscuri, il Sacro Cuore di Gesù, Eterno Sacerdote e Divina Vittima d'Amore, possa mirarvi, lampade fulgide e ardenti della Sua Verità e testimoni della Sua autentica Misericordia: quella che chiama l'anima peccatrice al sincero pentimento e alla personale, operosa conversione.

Per questo prego; per questo, nel mio piccolo, al Dio Vero e Santo mi offro.

Nel Cuore Sacerdotale del Verbo Incarnato,

 

Sabrina

 

P.S. Preciso, una volta ancora, che non sono nemica di papa Francesco: per lui e per il suo vero bene, ogni giorno umilmente prego. Io non sono nemica della sua persona, bensì dei suoi errori: gravi errori mediante i quali egli (certo, non da solo ...) sta deformando l'identità cattolica della Santa Chiesa, riducendola ad una misera setta protestante.

 

 

 

MESSAGGIO AI SACERDOTI MODERNISTI

 

San Girolamo Emiliani, fondatore

Santa Giuseppina Bakhita, vergine

8 febbraio 2017

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

sappiamo bene come il Papa San Pio X, nella sua enciclica PASCENDI DOMINICI GREGIS: http://w2.vatican.va/content/pius-x/it/encyclicals/documents/hf_p-x_enc_19070908_pascendi-dominici-gregis.html , tanto si sia adoperato per combattere e contrastare i perniciosi errori del modernismo.

Purtroppo però, più di un secolo dopo, dobbiamo constatare che il fumo di satana entrato nel tempio di Dio, lungi dall'estinguersi, più che mai attossica una parte, purtroppo non esigua, degli uomini di Chiesa: sia i laici che - ciò che ancor più addolora e preoccupa - i pastori d'anime, ossia coloro che compongono la Chiesa docente: il papa e i vescovi che hanno il compito primario di insegnare la vera e retta Dottrina di Gesù Cristo.

Questi modernisti, questi falsi maestri, lungi dall'essere luce fulgida nel Signore, sono al contrario torbidi e melliflui: pertanto, per meglio sedurre le anime dei cattolici e trascinarle - sviandole - dalla loro parte, usano argomenti che suonano piacevoli e facili al cuore dell'uomo vecchio - quello cioè che si corrompe soggiacendo alle passioni ingannatrici (Efesini 4,22): dall'annuncio della Buona Novella del Santo Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo, tolgono tutto ciò che vi è di essenziale e di santamente crocifiggente per l'uomo peccatore, e cioè detto in estrema sintesi, queste Parole di Cristo, Figlio di Dio e Maestro Divino (Matteo, capitolo 16):

 

21 Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai Suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. 22 Ma Pietro Lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio Te ne scampi, Signore; questo non Ti accadrà mai». 23 Ma Egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da Me, satana! Tu Mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
24 Allora Gesù disse ai Suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a Me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e Mi segua. 25 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa Mia, la troverà. 26 Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?

 

E ancora (Matteo, capitolo 5):

 

31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; 32 ma Io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

 

E dato che non possono materialmente cancellare e bruciare nel rogo il Santo Vangelo di Gesù Cristo - scritto dai Santi Matteo, Marco, Luca e Giovanni - cercano di renderlo inefficace, dicendo: "Ma queste parole non le ha pronunciate Lui, sono state inventate dalla prima comunità cristiana!".

 

CONCLUSIONE

 

Mi rivolgo a voi, poveri (poveri perché ottenebrati; e voglia il Cielo che non lo siate in mala fede, il che sarebbe ancor peggio) sacerdoti modernisti, e, con animo pacato e nel contempo fermo nella Divina Verità, vi chiedo:

 

"Ma se davvero siete convinti che queste ed altre parti "fastidiose" del Santo Vangelo sono una "creazione" di sana pianta dei primi cristiani - e che quindi non sono le vere e Sante Parole di Gesù Cristo: il Figlio eterno di Dio Padre, il Quale, nella pienezza dei tempi, per nostro amore e per la nostra salvezza si fece Carne nel seno della purissima e Semprevergine Maria, patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto; ed è risuscitato dai morti, secondo le Scritture - come mai non siete ancora usciti dallo stato clericale? Che cosa ci state a fare, da preti per giunta, nella Chiesa Cattolica? Infatti, non ha alcun senso che continuiate ad infettare in tal modo il giardino mistico della Santa Madre Chiesa, la Sposa Immacolata dell'Agnello Divino Immolato.

A meno che - detto apertis verbis - ciò non sia per il vostro comodo immediato, cioè per essere mantenuti: vitto, alloggio e comodità varie...

Badate, sacerdoti disonesti, che Dio - Egli che è Infinita Misericordia, Infinita Verità e, parimenti, Infinita Giustizia - non si irride: Deus non irridetur! (Galati 6,7)

 

Il Sacro Cuore del Divino Redentore Gesù ancora vi chiama alla conversione: non vogliate più oltre rifiutare la Luce della vera Vita!

Per questo, nel mio piccolo, prego e mi offro.

Dio sia amato!

 

Sabrina di Gesù



MENTRE FITTE TENEBRE AVANZANO SEMPRE PIU', CUSTODIAMO LA VERA FEDE CATTOLICA

Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani: 18-25 gennaio 2017

 

Exsurge, Domine!

 

Care sorelle e cari fratelli nel Signore,

quello che stiamo attraversando è un momento particolarmente serio e grave nella storia della Chiesa. Infatti, è ormai chiaro l'intento di una parte degli uomini altolocati e appartenenti alla Chiesa Cattolica, di trasformarla in una misera setta protestante, la cui "legge" squinternata è (e sarà) il più esasperato e ingannevole soggettivismo morale (vedi, in proposito, il capitolo VIII di Amoris laetitia).

Ne consegue, tra l'altro, che dev'essere ben chiaro, nell'intelletto e nel cuore, che cosa intendiamo quando, in questa settimana in modo particolare, preghiamo per l'unità dei credenti in Cristo: noi supplichiamo Dio - il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo - con l'umile e amorevole offerta di Sante Messe, orazioni e sacrifici, affinché coloro che si sono separati dalla vera Chiesa di Gesù Cristo - quella Apostolica e Romana - tornino quanto prima nell'unico Ovile voluto dal Signore Gesù; infatti è soltanto nella Chiesa Cattolica che si possono ricevere in pienezza i mezzi di salvezza.

Dal decreto sull'ecumenismo Unitatis redintegratio, n°3:

 

Tuttavia i fratelli da noi separati, sia essi individualmente, sia le loro comunità e Chiese, non godono di quella unità, che Gesù Cristo ha voluto elargire a tutti quelli che ha rigenerato e vivificato insieme per formare un solo corpo in vista di una vita nuova, unità attestata dalle sacre Scritture e dalla veneranda tradizione della Chiesa. Infatti solo per mezzo della cattolica Chiesa di Cristo, che è il mezzo generale della salvezza, si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza. In realtà noi crediamo che al solo Collegio apostolico con a capo Pietro il Signore ha affidato tutti i tesori della Nuova Alleanza, al fine di costituire l'unico corpo di Cristo sulla terra, al quale bisogna che siano pienamente incorporati tutti quelli che già in qualche modo appartengono al popolo di Dio. Il quale popolo, quantunque rimanga esposto al peccato nei suoi membri finché dura la sua terrestre peregrinazione, cresce tuttavia in Cristo ed è soavemente condotto da Dio secondo i suoi arcani disegni, fino a che raggiunga gioioso tutta la pienezza della gloria eterna nella celeste Gerusalemme.

 

Il Signore Gesù, Divino Maestro, nel Santo Vangelo, prega il Padre con queste parole (Giovanni, capitolo 17):

 

15 Non chiedo che Tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. 16 Essi non sono del mondo, come Io non sono del mondo. 17 Consacrali nella verità. La tua parola è verità. 18 Come Tu mi hai mandato nel mondo, anch'Io li ho mandati nel mondo; 19 per loro Io consacro Me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
20 Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in Me; 21
 perché tutti siano una sola cosa. Come Tu, Padre, sei in Me e Io in Te, siano anch'essi in Noi una cosa sola, perché il mondo creda che Tu mi hai mandato.
22 E la gloria che Tu hai dato a Me, Io l'ho data a loro, perché siano come Noi una cosa sola. 23 Io in loro e Tu in Me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che Tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato Me.

 

Notiamo, cari amici, l'intimo, fondamentale ed inscindibile nesso che Gesù stesso esprime tra la verità e l'unità. Pertanto stiamo desti nelle gravi e striscianti insidie del presente: non è certo la vera unità voluta dal Cuore Santissimo del nostro Redentore Gesù, quella che certi deviati uomini di Chiesa desiderano instaurare con i fratelli separati, dato che per fare ciò non esitano a sacrificare la Verità di Gesù Cristo in parti fondamentali della Dottrina Cattolica!

Cari fratelli e sorelle, non lasciamoci più oltre turlupinare dalla voluta ambiguità di questo papa, che si rifiuta di rispondere a domande più che legittime poste a lui, con pacatezza e rispetto, da quattro cardinali di Santa Romana Chiesa.

Perché Francesco non risponde? In merito si potrebbero addurre vari motivi per i quali egli non parla direttamente, in prima persona; comunque, questo suo silenzio è indubbiamente grave, in quanto il papa attuale manca ad un suo preciso dovere, che è quello di confermare i fratelli nella Verità di Gesù Cristo.

Lo vogliamo capire o no che c'è in atto un terribile attacco contro la Chiesa Cattolica per scardinarla dal Suo vero e unico Fondamento, che è Gesù Cristo e la Sua santa ed immutabile Dottrina?

E tra un po' cosa ci verranno a dire, pur di "riconciliarsi" con i luterani: che la presenza di Gesù Cristo nella Santissima Eucaristia non è - come noi cattolici fermamente crediamo - la Sua Reale Presenza in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, bensì soltanto una presenza simbolica?

 

CONCLUSIONE

 

Cari fratelli e sorelle, Dio solo può misurare il dolore di quelle anime che cercano sinceramente di amare il Signore Gesù - camminando umilmente alla Sua sequela, giorno per giorno - nel dover mirare la Sua Chiesa in terra ridotta come è al presente: purtroppo, in Essa, in parte almeno, la luce della Verità di Cristo: sul Matrimonio indissolubile, sulla Santissima Eucaristia e sulla Santa Confessione,  si è oscurata; e questo a causa dell'Amoris laetitia, che soprattutto nel capitolo VIII rappresenta il manifesto della svolta - dico meglio: tragica deviazione - che si intende imprimere alla Chiesa del XXI secolo.

 

Mentre le tenebre crescono ogni giorno di più, se davvero amiamo Gesù e la Chiesa da Lui stesso fondata, ecco che abbiamo un forte motivo in più per perseverare nella Grazia di Dio, nella preghiera e nella nostra personale formazione cristiana - meditando assiduamente sulle Sacre Scritture e leggendo con molta attenzione e con costanza il Catechismo della Chiesa Cattolica -: questa ragione è la preservazione della vera Fede Cristiana Cattolica, nella ferma e amorosa obbedienza alla Parola di Dio e al vero Magistero della Chiesa.

 

Sabrina di Gesù

 

 

 


SANTI AUGURI PER IL NUOVO ANNO

 

Il Re dei cieli, nato da una Vergine,

oggi è venuto tra noi

a richiamare al Cielo

l'uomo che aveva peccato.

La schiera degli Angeli gioisce

perché la stirpe umana

ha ritrovato l'eterna giovinezza.

(Antifona all'ingresso della Santa Messa del VII giorno dell'Ottava di Natale, Rito Ambrosiano)

 

 San Silvestro, Papa

31 dicembre 2016

 

Cari soci e cari amici della nostra amata Associazione di Riparazione Eucaristica, Dio sia amato e consolato!

Ogni anno civile inizia, di fatto, durante il prezioso Tempo di Natale, nel quale riviviamo la sublime gioia dell'Incarnazione del Figlio di Dio, il Verbo eterno, fattosi uno di noi - in tutto, tranne che nel peccato - per salvarci: per riaprirci così le porte del Paradiso, che il primo peccato, commesso da Adamo ed Eva sotto l'albero dell'antico divieto, aveva serrato.

Nella mangiatoia di Betlemme, nella profonda umiltà ed estrema povertà del presepio, giace - accudito con amore adorante da Maria, la Vergine Madre, e da Giuseppe, il piissimo custode - l'Uomo nuovo, Gesù Cristo.

Ecco allora che, per noi credenti in Lui, l'inizio di un nuovo anno civile dovrebbe essere realmente il principio di una vita nuova: segnata fin da ora dalla sincera e forte determinazione della radicale conversione - che il Signore certo non mancherà di sostenere e confortare con la Sua Divina Grazia, cosicché nello Spirito di Cristo Risorto, Vincitore del peccato e della morte, diverrà possibile persino l'attuazione delle scelte (umanamente parlando) più ardue, pur di riconquistare l'inestimabile amicizia con il Padre Celeste - per i fratelli e le sorelle in Cristo che, per i più svariati motivi, ancora giacciono nelle tenebre e nell'ombra di morte del peccato grave; e per i fedeli che già vivono in Grazia di Dio, l'anno nuovo sia forte sprone alla fervente decisione di elevarsi maggiormente nello spirito: combattendo i peccati veniali - che, se pur non ci tolgono la Grazia santificante, rattristano però il Divino Paraclito, la Terza Persona della Santissima Trinità - e facendo fiorire ogni giorno di più nel proprio cuore le sante e cristiane virtù.

Cari amici! Sappiamo tutti che i tempi attuali sono aspri e segnati da tante sofferenze, sia nel grande mondo che nel nostro piccolo mondo quotidiano. E ' per questo che desidero concludere il mio fraterno e cordiale augurio con le consolanti parole dell'antifona alla Comunione della Santa Messa odierna, secondo il Rito Ambrosiano:

 

La Tua Misericordia, o Dio, mi accompagni

per tutti i giorni della mia vita.

Anche se passerò tra le ombre della morte

non avrò alcun timore perché Tu sei con me.

 

Cari amici, quanto è vero! Gesù solo è la nostra Speranza!

Auguro quindi a me stessa e, di vero cuore, a ciascuno di voi, che il 2017 segni un decisivo passo avanti nell'abbandono fiducioso e amorevole al nostro vero Dio e alla Sua Divina Volontà; perché: Egli è la nostra Pace.

 

Sabrina di Gesù

 

N.B. Con il cuore in mano, vi invito a riservare una parte della serata di oggi alla preghiera di riparazione a Dio, in una notte in cui molte, troppe persone si illudono di trovare la gioia nelle gozzoviglie, ubriachezze, orge; in realtà, uccidendosi l'anima alla vera vita  e misticamente rinnovando le atroci sofferenze della Crocifissione al nostro amatissimo Signore Gesù.

Che la vera Luce di Cristo, Eterna Felicità di tutti i Santi, sfolgori presto in tanti cuori! Per questo fine, cari amici, umilmente offriamo a Dio le nostre vite. Gloria a Lui nei secoli!

 

 

 


PREGHIAMO UMILMENTE E CON VIVO FERVORE PER LA SANTA CHIESA DI DIO


Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

8 dicembre 2016, giovedì

Cari amici, vi invitiamo alla lettura di questi due articoli:


http://www.corrispondenzaromana.it/fondazione-lepanto-uniti-nel-credo-cardinali-vescovi-e-sacerdoti/


http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/12/08/la-barca-di-pietro-e-senza-timone-ventun-cattolici-di-cinque-continenti-rilanciano-lappello-dei-quattro-cardinali-al-papa/


Preghiamo molto e di vero cuore per la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Maria, Torre d'avorio, Casa d'oro,Vincitrice di tutte le eresie, prega per il gregge, pellegrinante in terra, del Tuo Figlio Gesù! Amen.


Angelo e Sabrina



ACCOSTIAMOCI CON SINCERO PENTIMENTO AL SANTO SACRAMENTO DELLA DIVINA MISERICORDIA

 

6 dicembre 2016

 

Cari fratelli e sorelle,

in questi preziosi giorni di Avvento, accostiamoci con cuore contrito al Sacramento della Penitenza.

Come l'acqua - umile e casta (San Francesco di Assisi, nel Suo mirabile "Cantico delle creature") - deterge le impurità del corpo, così lasciamo che il Sangue Prezioso di Cristo Redentore lavi le brutture dei nostri peccati.

 

Sabrina di Gesù



 

L'ARIANESIMO E L'ERESIA KASPERIANA IN AMORIS LAETITIA

L'AMORIS LAETITIA NON E' UN ATTO DI AUTENTICO MAGISTERO

 

29 novembre 2016


Cari fratelli e sorelle,

riteniamo particolarmente significativo e limpidamente chiaro questo saggio, scritto dal dottor Claudio Pierantoni:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351423 sulla esortazione post-sinodale Amoris laetitia di papa Francesco.

Il capitolo VIII dell'Amoris laetitia, in special modo, si pone in evidente discontinuità con il precedente Magistero ecclesiastico - vedi, in modo particolare, la Veritatis splendor e la Familiaris consortio del Papa San Giovanni Paolo II -.

Ne consegue che noi non consideriamo l'Amoris laetitia come un atto dell'autentico Magistero della Chiesa.

Infatti, il Signore Gesù, Maestro Divino, nel Santo Vangelo, ci insegna: "Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno." (Matteo 5,37). Il capitolo VIII della succitata esortazione è un nebuloso condensato di ambiguità, sinuosità, tortuosità che - pacatamente, ma con fortezza, lo ripetiamo - non può essere considerato autentico Magistero di Santa Romana Chiesa; esso è piuttosto una gravissima deviazione verso la deriva eretica del protestantesimo.

Umilmente mossi dall'amore alla Verità - l'Uomo Dio, Cristo Gesù - e alla vera Divina Misericordia.

 

Angelo e Sabrina

 

 


IMPLORAZIONE A PAPA FRANCESCO

DI UNA PICCOLA FIGLIA DELLA CHIESA

 Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo

Domenica 20 novembre 2016

 

Papa Francesco,

umilmente mi rivolgo a Lei in questo travagliato tempo della storia umana - un tempo segnato da molte tenebre, e nel quale è più che mai necessario far risplendere innanzi alle creature umane la vera Luce che è solo Cristo -; e in questo momento, che reputo essere cruciale in modo particolare per la Santa Chiesa di Gesù Cristo, in cammino sulla terra verso la Patria del Cielo.

Alcuni cardinali - i quali si sono fatti voce di altri prelati e sacerdoti cattolici, oltre che di molti fedeli - si sono di recente rivolti a Lei esponendoLe alcuni dubia in merito al capitolo VIII dell'esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia.

Trascorso un certo tempo senza ottenere da Lei alcuna risposta, essi hanno deciso di portare a conoscenza di tutti i figli della Chiesa il contenuto del rispettoso appello che Le avevano rivolto: a Lei, papa Francesco, in quanto essi La riconoscono supremo maestro della fede chiamato dal Risorto a confermare i suoi fratelli nella fede.

Rispettosamente Le chiedo: perché non ha loro risposto? E' consapevole delle gravissime conseguenze che questo suo silenzio avrà nel prosieguo della storia della Chiesa?

Si rende conto che l'enorme confusione che imperversa nella Chiesa stessa, a seguito della pubblicazione dell'Amoris laetitia, non è - non può essere - un dono dello Spirito Santo; ma piuttosto è segno chiaro del fatto che il fumo di satana - omicida, menzognero e venditore ciarlatano di felicità a buon mercato; ma il vero Maestro, il Risorto nostro Salvatore, ci ricorda che stretta è la Via che conduce alla Vita (Matteo 7,14) - è entrato in questo documento e - attraverso tale esortazione e mediante l'opera, premeditata e nefasta, di certi falsi pastori deviati nella Dottrina - viene messa gravemente a repentaglio la salvezza eterna di molte anime.

E' per questo - per la gloria della Santissima Trinità e per amore alle anime immortali, che l'Agnello Immolato ha riscattato sul Trono della Croce, effondendo con tanto Fuoco d'Amore tutto il Suo Prezioso Sangue - papa Francesco, che io La imploro oggi a voler dare risposta ai Suoi confratelli nell'episcopato, che Le hanno chiesto - con giustizia di carità - di adempiere a quello che, in quanto papa validamente eletto, è il Suo primario dovere di amore nella sequela, umile e devota, del Buon Pastore: confermare i fratelli nella vera Fede.

Papa Francesco, umilmente La prego: afferri il timone della mistica barca di Pietro e la guidi secondo i desideri e sentimenti del Cuore di Cristo: nella Misericordia e nella Giustizia, nella Verità e nella Grazia, nell'Umiltà e nella Pace, verso la Meta dell'eterna e vera Gioia dell'Amor Divino.

Le assicuro il costante ricordo nella preghiera.

 

Sabrina


 

***







QUATTRO CARDINALI SCRIVONO AL PAPA

14 novembre 2016

Cari amici!

Vi segnaliamo  quest'oggi la lettera inviata a papa Francesco da parte di quattro cardinali, qui: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-amoris-laetitia-troppa-confusionequattro-cardinali-scrivono-al-papa-fare-chiarezza-18028.htm e anche qui: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351414

Ci permettiamo invitarvi a leggerla con molta attenzione, poiché in essa, questi prelati di Santa Romana Chiesa, espongono in modo molto chiaro, significativo e pertinente, i principali problemi - dottrinali e, di conseguenza, pastorali - sollevati dal (a dir poco, ambiguo) capitolo ottavo di Amoris laetitia.


Il Consiglio direttivo dell'Associazione Riparazione Eucaristica Sacro Cuore



LA DITTATURA DEL MISERICORDISMO

SPIETATA CON CHI NON SI CONFORMA AL "PENSIERO UNICO"

7 novembre 2016

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

preghiamo Dio che si degni presto di liberare la Sua Chiesa in terra dalla dittatura del misericordismo - di stampo luterano, rahneriano e, al presente, purtroppo, anche bergogliano -: dittatura secondo la quale tutti sono ampiamente assolti e giustificati nei loro peccati, tranne coloro che intendono rimanere fedeli alla sana Dottrina Cattolica.


Sabrina


P.S. Cari amici, a Dio piacendo, prossimamente approfondirò tale discorso, ora solo abbozzato con l'intento di invitarvi alla supplica, umile e fervente, alla Santissima Trinità, sì che satana non riesca in uno dei suoi principali piani del tempo presente: trasformare la Chiesa Cattolica - la vera Chiesa di Gesù Cristo - in una misera setta protestantica.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi misericordia di noi, dei pastori della Chiesa e del mondo lontano dal Tuo Santo Cuore!




Pace, sì: ma nella Verità

 

"Non veni pacem mittere sed glaudium."

 

"Non sono venuto a portare pace, ma una spada." (Vangelo di San Matteo 10,34)


Gesù Cristo



"IL PROTESTANTESIMO E' LA SOMMA DI TUTTE LE ERESIE": PAROLE DI SAN PIO X, PAPA.

E ALLORA PAPA FRANCESCO COSA VA A FESTEGGIARE IL 31 OTTOBRE A LUND, IN SVEZIA?


EXSURGE, DOMINE, ET JUDICA CAUSAM TUAM!

 


DAL CATECHISMO MAGGIORE DI SAN PIO X, PAPA

Le eresie ed i concili.

125. Mentre usciva vittoriosa della guerra esterna del paganesimo, e vinceva la prova delle sue feroci persecuzioni, la Chiesa di Gesù Cristo, assalita da nemici interni, già combatteva una guerra intestina ben più terribile. Guerra lunga e dolorosa che, ingaggiata e tenuta accesa da cattivi cristiani, suoi figli degeneri, non ha veduto ancora il suo termine; ma dalla quale la Chiesa uscirà trionfante secondo la infallibile parola del suo Divin Fondatore al primo suo Vicario in terra, l'apostolo Pietro: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non prevarranno contro di lei. (S. Matteo XVI, 18.).

126. Già dai tempi apostolici erano sorti uomini perversi, che per lucro e per ambizione turbavano e corrompevano nel popolo la purità della fede con turpi errori. A questi si opposero gli Apostoli colla predicazione, cogli scritti, e colle infallibili sentenze del primo concilio che essi celebrarono in Gerusalemme.

127. D'allora in poi, lo spirito delle tenebre non cessò da' suoi velenosi attacchi contro la Chiesa e contro le divine verità delle quali ella è custode indefettibile; e suscitandole contro sempre nuove eresie, attentò man mano a tutti i dogmi della cristiana religione.

128. Fra le altre, vanno tristamente famose le eresie: di Sabellio, che impugnò il dogma della Santissima Trinità; di Manete, che negò l'Unità di Dio, ed ammise nell'uomo due anime; di Ario, che non volle riconoscere la Divinità di Nostro Signore  Gesù Cristo; di Nestorio, che negò a Maria Santissima la sua eccelsa qualità di Madre di Dio, e distinse in Gesù Cristo due persone; di Eutiche, il quale in Gesù Cristo non ammise che una sola natura; di Macedonio, che combatté la divinità dello Spirito Santo; di Pelagio, che intaccò il dogma del peccato originale e della necessità della grazia; degli Iconoclasti, che ripudiarono il culto delle Sacre Imagini e delle Reliquie dei Santi; di Berengario, che disdisse la presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento; di Giovanni Hus, che negò il primato di San Pietro e del Romano Pontefice; e finalmente la grande eresia del Protestantesimo (sec. XVI), prodotta e divulgata principalmente da Lutero e da Calvino. Questi novatori, col respingere la Tradizione divina riducendo tutta la rivelazione alla Sacra  Scrittura, e col sottrarre la Sacra Scrittura medesima al legittimo magistero della Chiesa, per darla insensatamente alla libera interpretazione dello spirito privato di ciascheduno, demolirono tutti i fondamenti della fede, esposero i Libri Santi alla profanazione della presunzione e dell'ignoranza, ed aprirono l'adito a tutti gli errori.

129. Il protestantesimo o religione riformata, come orgogliosamente la chiamarono i suoi fondatori, è la somma di tutte le eresie, che furono prima di esso, che sono state dopo, e che potranno nascere ancora a fare strage delle anime.

130. Con una lotta, che dura senza tregua da 20 secoli, la Chiesa cattolica non cessò di difendere il sacro deposito della verità che Iddio le ha affidato, e di proteggere i fedeli contro il veleno delle eretiche dottrine.

131. Ad imitazione degli Apostoli, ogni volta che lo ha richiesto il pubblico bisogno, la Chiesa radunata in concilio ecumenico o generale, ha definito con limpida chiarezza la verità cattolica; l'ha proposta qual domma di fede ai suoi figli; ed ha respinto dal suo seno gli eretici, colpendoli di scomunica e condannandone gli errori.

Il concilio ecumenico o generale, è un augusto consesso a cui sono, dal Romano Pontefice, chiamati tutti i Vescovi dell'universo, ed altri prelati della Chiesa, e che è presieduto dal Papa medesimo, ora in persona, ora per mezzo dei suoi Legati. A tale consesso, che rappresenta tutta la Chiesa docente, è promessa l'assistenza dello Spirito Santo; e le sue decisioni in materia di fede e di costumi, dopo la conferma del Sommo Pontefice, sono sicure ed infallibili come la parola di Dio.

132. Il concilio che condannò il protestantesimo è stato il Sacro Concilio di Trento, così denominato dalla città, dove tenne sua sede.

133. Colpito da questa condanna il protestantesimo vide svilupparsi i germi di dissoluzione che portava nel suo viziato organismo: le dissenzioni lo lacerarono, si moltiplicarono le sétte, che dividendosi e suddividendosi lo ridussero in frammenti. Al presente il nome di protestantesimo non significa più una credenza uniforme e diffusa, ma nasconde la più mostruosa congerie di errori privati ed individuali, raccoglie tutte le eresie, e rappresenta tutte le forme di ribellione contro la santa Chiesa cattolica.

134. Lo spirito protestante tuttavia, cioè lo spirito di sconfinata libertà e di opposizione ad ogni autorità, non lasciò di diffondersi; e molti uomini sorsero che gonfiati da una scienza vana e superba, ovvero dominati dall'ambizione e dall'interesse non dubitarono di creare o dar favore a teorie sovvertitrici della fede, della morale, e di ogni autorità divina ed umana.

135. Il Sommo Pontefice Pio IX, dopo di avere in un Sillabo, condannato molte delle più essenziali proposizioni di questi temerari cristiani, per portare la scure alla radice del male aveva convocato in Roma un nuovo concilio ecumenico. Questo aveva felicemente incominciato l'opera sua illustre e benefica nelle prime sessioni tenute nella basilica di San Pietro in Vaticano (onde ebbe il nome di Concilio Vaticano), quando nel 1870 per le vicende dei tempi dovette sospendere le sue sedute.

136. Giova sperare che, quietata la burrasca la quale agita momentaneamente la Chiesa, il Romano Pontefice potrà ripigliare e condurre a termine l'opera provvidenziale del santo concilio; e che sconfitti gli errori, i quali ora travagliano 1a Chiesa e la società civile, sarà dato presto di vedere la verità cattolica brillare di nuova luce ed illuminare il mondo de' suoi eterni splendori.


Domenica 23 ottobre 2016

Care sorelle e cari fratelli nel Signore,

è ormai così grande il divario esistente tra il Magistero espresso dai Papi santi che lo hanno preceduto e la falsa misericordia predicata da colui - Jorge Mario Bergoglio - che attualmente è assiso sul trono di San Pietro, che - con santo amore e con immenso dolore dell'animo - oggi vi dico: preghiamo intensamente affinché Francesco, o si ravveda quanto prima, o si dimetta.

Altrimenti la Santa Chiesa Cattolica andrà di male in peggio.

Ti supplico, Signore: Sorgi, Dio, difendi la Tua causa! (Salmo 74,22)

 

Sabrina di Gesù




LA FONDAMENTALE IMPORTANZA DELLA SANTA MESSA FESTIVA PER UN VERO CRISTIANO

IL TERZO COMANDAMENTO DELLA LEGGE DEL SIGNORE

 

Sant'Ignazio di Antiochia, Vescovo e martire

17 ottobre 2016

 

Care sorelle e cari fratelli, Gesù eucaristico sia amato!

La ragione per cui ci accingiamo oggi a parlarvi in merito alla fondamentale importanza - per un cristiano cattolico - di partecipare, con devozione e amore, alla Santa Messa domenicale e negli altri giorni festivi di precetto, è che ci siamo sempre più, e con profondo dolore dell'animo, resi conto del fatto che non pochi cristiani - e purtroppo anche donne e uomini che sono molto attivi in ambito parrocchiale - non conferiscono al Terzo Comandamento della Santa Legge del Signore - Ricordati di santificare le feste. - la rilevanza che Esso merita.

Detto in termini più semplici: per la propria - oggettivamente parlando, grave - omissione della partecipazione al Divino Sacrificio festivo, spesso si portano giustificazioni e scuse che non stanno in piedi: piccoli malesseri corporali; difficoltà di deambulazione (questo perlopiù da parte di persone anziane; ma poi, se per caso si tratta di doversi recare in banca o in posta per questioni monetarie di proprio interesse, ecco che questi "paralitici della Messa festiva" camminano...); assoluta mancanza di tempo: è vero che non di rado, nei nostri tempi postmoderni, la giornata è stressante e ricca di impegni (proprio tutti necessari?); ma che una persona non riesca a riservare neppure un'ora libera alla Domenica per presentarsi al cospetto di Dio nella Sua casa, per la Santa Messa - tranne casi rari e giustificati: ad esempio, quello di una donna che abbia da poco tempo dato alla luce un figlio - è una cosa che non possiamo ammettere come giusta e valida.

Diciamo piuttosto - con fraterna schiettezza, per amore di Cristo e delle anime immortali - che la Santa Messa festiva non è una vera priorità - non è così importante! - per questi fratelli e sorelle che con tanta leggerezza la trascurano. Diciamo la verità: il Signore Gesù non è ancora al primo posto nella vita di queste persone che, delle volte,  pur si dicono credenti e praticanti.

 

Cari amici, rientriamo in noi stessi, nel silenzio e nella preghiera del cuore. Ricordiamoci che Amore con amor si paga: se veramente crediamo che Gesù Cristo - il Figlio eterno di Dio incarnato per nostro amore - nella Santa Messa rinnova sull'altare, in modo incruento ma reale, il Suo Sacrificio del Calvario, come possiamo, con tanta superficialità e tiepidezza, omettere la nostra personale e devota presenza alla Messa festiva? Cosa c'è - per un vero credente - di più importante di questo?

 

La Santa Messa è la massima glorificazione della Santissima Trinità; la Santa Messa è la più alta forma di preghiera; la Santa Messa è adorazione, supplica, ringraziamento, lode sublime in unione con la Chiesa celeste e sollievo fortissimo delle anime del Purgatorio; la Santa Messa - partecipata avendo l'anima in Grazia e comunicando al Sacratissimo Corpo e Sangue del Signore, nella Santa Comunione Eucaristica - è partecipazione reale all'Immacolato  Sacrificio della Vittima Divina.

I grandi Santi ci ricordano che val più una Santa Messa, devotamente celebrata o partecipata, che un anno (o fosse pure molti anni) di austeri digiuni e flagellazioni a sangue: queste, infatti, sono opere umane (pur buone e sante, se compiute con retta intenzione e con sincera umiltà: senza vanamente compiacersi di se stessi); la Santa Messa, invece, è l'Opera di Dio.

 

Cari amici, vi invitiamo a leggere con attenzione quanto autorevolmente ci viene insegnato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, su tale argomento: http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c1a3_it.htm

 

E infine: facciamo attenzione, cari amici, che il frequente accorrere in chiesa,  i Rosari, i pellegrinaggi, le elemosine, le statue e le immagini sacre che teniamo in casa, e altre cose inerenti l'espressione della propria religiosità personale ... non siano primariamente - in luogo di amore e autentica devozione verso Dio - una subdola ricerca di noi stessi.

Un sereno e attento esame di coscienza in merito ci appare, di questi tempi in modo particolare, necessario; anche per evitare di lavorare invano - o, comunque, con scarso frutto - e di far crescere storto l'albero della nostra vita spirituale, su cui il Sacro Cuore di Gesù si attende di raccogliere buoni e santi, duraturi frutti (Matteo 7,15-20).

 

Il Signore ci aiuti a crescere sempre più nell'umile e sapiente  discernimento - "Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la Volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto." (Romani 12,2) - affinché Cristo Signore sia realmente - e non soltanto in uno sterile, e protestantico, sentimentalismo - il Re d'Amore dei nostri cuori e della nostra vita.

 

Angelo e Sabrina

 

P.S. Cari amici, se nel cammino spirituale non siamo ancora giunti all'osservanza, costante e amorevole, dei Dieci Comandamenti, quale "riparazione" pensiamo di poter offrire al nostro Dio e Signore?

In modo particolare, le persone che si sono associate all'ARESC - e più in generale coloro che si dicono "anime riparatrici", o addirittura "anime vittime" - sono esortate a rispondere, nel dialogo orante con il Signore, a questa fondamentale domanda; e se scoprono delle incongruenze si impegnino - con l'aiuto della Divina Grazia unita alla buona volontà - a rimuovere quei seri ostacoli che tuttora impediscono loro di essere tutti di Cristo, tutti di Dio Padre e dello Spirito Amore.

Sorelle e fratelli carissimi, non illudiamoci: al di sotto dell'osservanza amorevole e umile dei Dieci Comandamenti, siamo ancora in Egitto: schiavi del demonio, della sensualità e del mondo.





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