2012-05-08 Offriamo riparazione a Dio per i gravi scandali commessi nei cinema parrocchiali

San Vittore, martire
8 maggio 2012

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

dopo essere venuti a conoscenza della proiezione di altri due film gravemente immorali - uno peggiore dell’altro - nei cinema parrocchiali in Italia e nelle “Sale della comunità” della Diocesi Ambrosiana, sentiamo chiaramente in coscienza, come Associazione Riparatrice, di non poterci e di non volerci esimere dal porgervi un intenso, accorato appello ad unirvi spiritualmente a noi nell’offrire al nostro Santissimo e Amorosissimo Dio devota riparazione per questi gravi e reiterati scandali che ci vengono propinati, ormai da anni, da enti che sono ufficialmente riconosciuti come Associazioni Cattoliche.

Quindi, purtroppo, non è errato affermare che c’è una parte di Chiesa dalla quale ci provengono proposte filmiche che nulla hanno a che fare con il Santo Matrimonio e con la buona e retta espressione della sessualità umana, secondo la Volontà di Dio e la sana Dottrina Cattolica.

Infatti, in questi due film (i cui titoli non nominiamo espressamente perché non intendiamo far loro pubblicità) vengono proposti ed esaltati l’adulterio, il lesbismo, le orge e le perversioni più aberranti.

 

Tutte colpe gravi – ed alcune gravissime! – per liberarci dalle quali Nostro Signore Gesù Cristo è morto in Croce.

 

I Martiri hanno amato il Signore fino all’effusione del sangue, professando la fede in Lui fra atroci tormenti; e tutti i Santi e le Sante - che pur non hanno incontrato una morte violenta a coronamento della loro vita tutta offerta a Dio - hanno amato soffrendo, pregando, facendo penitenza per riparare i peccati dell’umanità lontana dal Signore.

Che il mondo sia mondo e che, quindi - privo della Speranza cristiana nella vita eterna e “in potere del Maligno” (Prima Lettera di Giovanni 5,19) - continui ad avvoltolarsi nel fango dell’impurità e di un sensualismo esasperato e distorto, c’è poco da stupirsene. Ma che sia la Chiesa stessa ad avallare e a promuovere queste visioni turpi ed oscene, atte a suscitare pensieri e desideri gravemente peccaminosi, c’è davvero da rimanerne dolorosamente scandalizzati.

Inoltre, l’apposita Commissione emette giudizi sulla validità o meno dei contenuti dei film che vengono proiettati nei cinema parrocchiali; purtroppo, in tali valutazioni, il criterio di discernimento che essa adotta - criterio in base al quale un dato film entra a far parte della programmazione nei cinema cattolici - molto spesso non è fedele alla Parola di Dio donataci nella Sacra Scrittura, la quale ci esorta fortemente a fuggire ogni impurità e occasione di grave peccato.

Detto in altri termini: praticamente nelle proposte filmiche dei cinema parrocchiali e delle “Sale della Comunità” non è più Dio che determina ciò che è bene e ciò che è male, ma sono “loro” che danno ai cristiani il “permesso” per vedere ogni sorta di turpitudine e per farsi delle grasse risate.

C’è da dire, per giunta, che non di rado queste immondezze vengono proiettate in cinema che, essendo appunto parrocchiali,  portano il nome di un Santo: Cinema Parrocchiale San Giovanni Battista, Cineteatro San Francesco, Cinema Parrocchiale San Carlo, Cinema Teatro San Massimo, Cinema San Pietro, Cinema Teatro San Giuseppe … e così via.

E, in occasione di particolari anniversari (ad esempio: trent’anni di apertura del cinema parrocchiale) la sala dove si sono proiettate queste sconcezze, diviene una “chiesa” dove si offre il Divino Sacrificio di Cristo, la Santa Messa.

 

Partendo dal presupposto che l’autentica carità è sempre coniugata  alla verità, desideriamo dire pacatamente, ma anche con cristiana fermezza, a tutte le persone - sacerdoti compresi - che sono a diverso titolo responsabili di questo uso peccaminoso dei cinema parrocchiali, quanto segue:

 

il Signore Gesù dice a ciascuna persona: “Se vuoi”,

cioè nessuno è obbligato a servire e a seguire Cristo Signore.

La scelta per Cristo va compiuta per amore, senza altri fini.
 

 

Quindi, anche voi potete, se così vi piace, vivere nella carne; ricordatevi però che se vi compiacete in tali visioni erotiche e volgari - e se invece così non fosse, allora perché le proponete ad altri? - un giorno Dio vi chiamerà in giudizio su tali cose.

Abbiate però almeno la coerenza di non usare più dei cinema parrocchiali per proiettare tali perversioni, già ampiamente diffuse nei cinema del mondo.

 

Per carità, lasciate Dio e i Santi fuori dai vostri affari!

Non fate queste proposte oscene come Chiesa Cattolica!

 

 
Nonostante siamo certi che non tutti i sacerdoti condividono questo uso indegno delle sale parrocchiali, come mai non c’è nessuno, né Vescovo né presbitero, che - per il potere e l’autorità che ha ricevuto nella Chiesa per usarne a servizio di Dio e del Suo popolo santo - sia in grado di opporsi validamente a far cessare questi gravi scandali?

 

C’è così tanta omertà, diffusissimo è il rispetto umano ed emerge sempre più la chiara constatazione di una grande ipocrisia: da una parte, come Chiesa Sposa di Cristo, proponete la castità e la morale matrimoniale, e dall’altra, come prostituta maliziosa, aiutate le anime ad imboccare la via larga della lussuria che conduce alla perdizione eterna, proponendo questi film che, avanti di questo passo, arriveranno alla pornografia.

Sempre più diffusa, a quanto constatiamo, è la categoria del clero (e suore e laici annessi …) “equilibrista”: pochissimi sacerdoti hanno ancora il santo coraggio di dire la verità – certo, con carità – alla Giovanni Battista, tanto per intenderci. Meglio rimanere nel silenzio generale che non scontenta nessuno, su questo uso indegno dei cinema parrocchiali e su altre serie questioni inerenti certi comportamenti da evitarsi in chiesa, casa di Dio.

Altrimenti, cari amici, sapete come diventa dura la vita, quando si cerca umilmente di dare una testimonianza coerente con la Verità, che è Cristo Gesù?

 

Affidiamo queste riflessioni, che portano in sé un desiderio forte di bene per le anime, all’azione feconda dello Spirito Santo, affinché illumini i cuori di tutti coloro che operano in questo settore cinematografico.
 
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