3) Parte terza - I miracoli compiuti dal Signore Gesù

PRINCIPALI ERESIE E GRAVI ERRORI DEL CARD. WALTER KASPER


3) In merito ai MIRACOLI COMPIUTI DAL SIGNORE GESU'

 

- Walter Kasper afferma che: "molte storie miracolose riferiteci dai Vangeli devono essere considerate leggendarie." (pag. 118 del suddetto libro).

Egli, inoltre, sostiene che molti (non tutti) dei miracoli compiuti dal Signore Gesù non sono storici, bensì racconti leggendari: cioè invenzioni atte ad esaltare la grandezza e la potenza del Cristo.

 

Misconoscere la storicità dei miracoli e dei grandi e luminosi prodigi che il Verbo Incarnato operò mentre, nella pienezza dei tempi, era Uomo tra gli uomini, significa demolire la credibilità della Divina Rivelazione.

Vuol dire umiliare la Sacra Scrittura - mediante la quale Dio parla, qual Padre Amantissimo, a noi uomini e donne - alla bassezza e al limite del proprio ottuso razionalismo:

 

"...perché l’ossequio della nostra fede fosse conforme alla ragione (cfr. Rm 12,1), Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della sua rivelazione: cioè fatti divini e in primo luogo i miracoli e le profezie che, manifestando in modo chiarissimo l’onnipotenza e la scienza infinita di Dio, sono segni certissimi della divina rivelazione, adatti a ogni intelligenza."

 

(Concilio Vaticano I - Costituzione dogmatica Dei Filius sulla Fede Cattolica, III:

 

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

547 Gesù accompagna le sue parole con numerosi « miracoli, prodigi e segni » (At 2,22), i quali manifestano che in lui il Regno è presente. Attestano che Gesù è il Messia annunziato. 287

548 I segni compiuti da Gesù testimoniano che il Padre lo ha mandato. 288 Essi sollecitano a credere in lui. 289 A coloro che gli si rivolgono con fede egli concede ciò che domandano. 290 Allora i miracoli rendono più salda la fede in colui che compie le opere del Padre suo: testimoniano che egli è il Figlio di Dio. 291 Ma possono anche essere motivo di scandalo. 292 Non mirano a soddisfare la curiosità e i desideri di qualcosa di magico. Nonostante i suoi miracoli tanto evidenti, Gesù è rifiutato da alcuni; 293 lo si accusa perfino di agire per mezzo dei demoni. 294

549 Liberando alcuni uomini dai mali terreni della fame, 295 dell'ingiustizia, 296 della malattia e della morte, 297 Gesù ha posto dei segni messianici; egli non è venuto tuttavia per eliminare tutti i mali di quaggiù, 298 ma per liberare gli uomini dalla più grave delle schiavitù: quella del peccato, 299 che li ostacola nella loro vocazione di figli di Dio e causa tutti i loro asservimenti umani.

550 La venuta del regno di Dio è la sconfitta del regno di Satana: 300 « Se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio » (Mt 12,28). Gli esorcismi di Gesù liberano alcuni uomini dal tormento dei demoni. 301 Anticipano la grande vittoria di Gesù sul « principe di questo mondo ». 302 Il regno di Dio sarà definitivamente stabilito per mezzo della croce di Cristo: « Regnavit a ligno Deus – Dio regnò dalla croce ». 303

( http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p122a3p3_it.htm )

 

Credo fermamente, con la mente ed il cuore, tutto quello che la Chiesa - Sposa di Cristo e Maestra di verità - crede e professa.

 

Colgo altresì l'occasione per esortare, con cuore umile e fermo, tutti coloro che hanno il compito di studiare la Sacra Bibbia: si dedichino a questa alta missione lavorando per la maggior gloria di Dio e per l'autentico bene delle anime loro affidate: che, quando uno è biblista di fama internazionale, non sono poche.

Comunque, poche o tante che siano queste anime - ricordando che Gesù Cristo sarebbe morto in Croce anche per la salvezza di una sola anima -, tutti noi che siamo stati chiamati da Dio stesso a lavorare nella Sua vigna, abbiamo il santo dovere di operare con limpida costanza, diligente attenzione e santo amore.

 

***

 

- "In se stessi" i miracoli "non sono poi così chiari", afferma il card. Kasper (pag. 129 del suddetto libro).

 

Chiedo: che cosa non è chiaro?

 

* Forse il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci? Miracolo che, tra l'altro, tutti e quattro i Santi Evangelisti ci narrano nelle pagine immortali del Vangelo: Matteo 14,13-21; Marco 6,30-44; Luca 9,10-17; Giovanni 6,1-15.

Siamo forse anche noi scandalizzati dal "duro linguaggio" (Giovanni 6,60) del Divino Maestro?

Non dovrebbe essere così perché, a differenza di quei contemporanei uditori di Gesù, noi abbiamo la grande grazia di comprendere nello Spirito Santo che Egli è veramente il Pane della Vita, soprattutto e sostanzialmente nell'Ostia Consacrata:

 

22 Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, notò che c'era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti. 23 Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. 24 Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. 25 Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
26 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». 28 Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». 29 Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».
30 Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? 31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». 32 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; 33 il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». 34 Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». 35 Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. 36 Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. 37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, 38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39 E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno. 40 Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno».
41 Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». 42 E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?».
43 Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi. 44 Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 45 Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46 Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47 In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48 Io sono il pane della vita. 49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
59 Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. 60 Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». 61 Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? 62 E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? 63 È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65 E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio».
66 Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
67 Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». 68 Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; 69 noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». 70 Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.

 

* Forse che non è chiaro il prodigio strepitoso della risurrezione di Lazzaro? (Giovanni 11,1-45)

Di quel cadavere ormai in preda al disfacimento, che il Signore Gesù - con la Potenza della Sua Parola - richiamò alla vita terrena.

O forse il card. Kasper non coglie - di questo fatto storico - il senso e il significato più profondo?

 

21Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». 23Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». 25Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». 27Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

 

E lo stesso dicasi per le risurrezioni da morte della figlia di Giairo (Marco 5,21-24.35-43) e del figlio unico di madre vedova (Luca 7,11-17).

 Il Signore Gesù, mediante questi stupendi e reali prodigi, conferma di essere il vero Figlio di Dio: Lui stesso è la Risurrezione e la Vita.

 

* E cosa dire in merito alle molte liberazioni dagli spiriti impuri (Marco 1,21-28.34; Luca 7,21 e 8,26-39) che Gesù Signore operò?

Esse non sono favole o fantasie, né il Signore Gesù confuse le possessioni diaboliche con malattie di altro genere (la qual cosa è semplicemente assurdo anche solo pensarla, dato che stiamo parlando non di un uomo qualunque, ma del Verbo Incarnato: l'Uomo Dio).

I Santi Evangelisti, narrandoci tali episodi, realmente accaduti, intendono trasmetterci il confortante, consolante e luminoso Messaggio che il Bene è più forte del male: satana non può nulla contro Gesù Cristo: Egli è la Luce vera che illumina ogni uomo (Giovanni 1,9).

 

* Il miracolo della tempesta sedata (Marco 4,35-41):

 

39Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. 40Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». 41E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

 

Domando di nuovo: che cosa non è chiaro?

Il Signore Gesù, che placa quella furiosa tempesta, con ciò mostra apertamente ai Suoi discepoli di avere un dominio sugli elementi naturali che è proprio del Creatore.

Difatti, essi "presi da grande timore ... si dicevano l'un l'altro: Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?".

 

E' Dio: Dio fatto Uomo per la nostra Salvezza.

 

E' Colui che, vero Amico di noi uomini, ci è accanto in ogni tempesta dell'aspra traversata terrena, fino al giorno beato in cui approderemo - benedicendo e lodando la Sua Santa Grazia e Misericordia - al Porto della Pace perfetta: il Cielo.

 

* Se poi consideriamo il Miracolo dei miracoli: l'istituzione della Santissima Eucaristia (Matteo 26,26-28; Marco 14,22-24; Luca 22,19-20; 1Corinzi 11,23-25), cosa possiamo dire dinanzi a un Dio al Quale non è bastato - per dimostrarci il Suo Infinito Amore - incarnarsi nel seno purissimo di Maria Vergine, dimorare tra gli uomini come Martire vivente (Ebrei 5,5-10), patire per ciascuno di noi fino alla Morte di Croce ... ma, oltre a tutto ciò, ha desiderato ardentemente di rimanere per sempre - ogni giorno - con noi, nei nostri cuori in Grazia, mediante il Mirabile Sacramento Eucaristico.

 I sensi vengono meno, ma la Fede ci conferma: lì, in quelli che fino a un istante prima erano pane e vino, dalla Santissima Consacrazione in poi (fino alla durata delle sacre specie) è il vero Figlio di Dio: Realmente Presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.


L'Ostia Consacrata è Gesù Cristo:

 

- Colui che fu concepito di Spirito Santo (Luca 1,35) e nacque a Betlemme dalla Vergine Maria (Luca 2,1-20);

 

 - Colui che passò sanando e  beneficando coloro che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con Lui (Atti 10,38).

 

- Colui che accettò - in altissima Amorosa Obbedienza al Padre Suo Celeste e per Infinito Amore verso ogni persona umana - di patire gli strazi, innumerevoli e atroci, della Beata Passione;

 

- Colui che morì sulla Croce (Giovanni 18,1-19,42), versando tutto il Suo Sangue Prezioso per la redenzione degli uomini e delle donne di ogni tempo e di ogni luogo;

 

- Colui che è risorto il terzo giorno ed è asceso al Cielo (Marco 16,1-20).

 

Comments