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MESSAGGI DEL SACRO CUORE DI GESU':   www.messaggidelsacrocuore.it

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PREGHIAMO PER LE ANIME FUORVIATE DA DON MINUTELLA



Santi primi Martiri della Chiesa di Roma

30 giugno 2018

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

riceviamo e volentieri pubblichiamo il significativo contributo alla riflessione di un sacerdote della Chiesa Cattolica.


Angelo e Sabrina



LE SANTE MESSE CATTOLICHE SONO TUTTORA VALIDE

- VERA E FALSA OBBEDIENZA -

 Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

29 giugno 2018

 

    Il Papa è il successore di San Pietro nella Cattedra di Roma, il Vicario di Cristo in terra, il Capo visibile della Chiesa. Ogni cattolico deve riconoscere il Papa come Padre, Pastore e Maestro universale, e stare a lui unito con la mente e con il cuore.

   Ma quali sono i limiti dell’obbedienza dovuta al Papa?

   S. Roberto Bellarmino dice: "Com’è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così pure è lecito resistere a quello che aggredisce le anime o perturba l’ordine civile, o, soprattutto, a quello che tenta di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo quello che ordina ed impedendo la esecuzione della sua volontà…" [De Controversiis sul Romano Pontefice, Libro 2, Cap. 29].

   E’ lecito anche ammonire pubblicamente il Papa?

   S. Tommaso dice: "Va notato che, nel caso in cui possa essere pregiudicata la  fede, un soggetto può ammonire il suo prelato anche pubblicamente. Per questo Paolo, che era soggetto a Pietro, lo ha rimproverato pubblicamente per via del pericolo immediato di uno scandalo che avrebbe potuto pregiudicare la fede, e, come afferma la glossa di Agostino a Galati 2, 11: Pietro diede un esempio ai superiori di tutti i tempi, vale a dire che se dovesse mai succedere loro di allontanarsi dalla retta via, essi non dovranno disdegnare di essere rimproverati da quanti sono loro soggetti." [Summa Theologiae, II-II, Q. 33, Art. 4].

    Per tali motivi le voci profetiche che si stanno levando in questo momento nella Chiesa, per condannare in nome di Dio gli errori dottrinali di Jorge Mario Bergoglio e dei Pastori e falsi maestri caduti nell’eresia, devono essere ascoltate come vere voci ispirate da Dio, non disprezzate come se provenissero da menti malate (nel fare questa affermazione intendo riferirmi, secondo quello che è il mio personale parere, esclusivamente alle due persone delle quali qui di seguito parlerò).

    Non va trattato come un pazzo, per esempio, il sacerdote palermitano che da ormai due anni grida che Bergoglio è caduto nell’eresia; non va condannato come disobbediente perché si è rifiutato di sottostare alle direttive dei Vescovi della sua regione, i quali hanno dichiarato lecito dare la Comunione ai divorziati civilmente risposati che vivono in peccato mortale e non intendono cambiar vita.

    Le direttive di questi Pastori sono state impartite in seguito alla promulgazione dell’Esortazione Apostolica "Amoris Laetitia" di Papa Francesco, la quale ha causato una spaccatura nella Chiesa, permettendo a tanti Vescovi di dare un’interpretazione che contrasta pienamente con la "Familiaris Consortio", n. 84, di San Giovanni Paolo II, e con la dottrina tradizionale. Con questo documento, in pratica Papa Francesco ha dichiarato che non è più peccato ciò che fino a ieri era considerato peccato mortale.

   A proposito S. Roberto Bellarmino specifica: "Il potere delle chiavi di Pietro non si estende fino al punto che il Sommo Pontefice possa dichiarare ‘non peccato’ quello che è peccato, oppure ‘peccato’ quello che non è peccato. Ciò sarebbe, infatti, chiamare male il bene, e bene il male" [De Controversiis…, Libro 2, Cap. 29].

   Se non va dunque condannato e zittito come voce di persona malata il sacerdote palermitano suddetto, non va neppure considerata inautentica la Voce stessa del Sacro Cuore di Gesù, che parla attraverso Sabrina, perché il contenuto dei messaggi dati da Lui per mezzo di questa sposa è in piena sintonia con i principi sopra esposti di San Roberto Bellarmino e di San Tommaso.

   Il criterio per giudicare se le rivelazioni private sono autentiche è proprio questo: la corrispondenza che esse hanno con la dottrina dei Dottori della Chiesa, oltre che con la Sacra Scrittura, non lo stile particolare con cui tali messaggi possono essere scritti, espressione della psicologia della singola persona, a cui Gesù si adatta, o il fatto che in  tali messaggi vengano nominati i maestri di errore attuali, come se esistesse una norma per cui il Signore Gesù non possa fare liberamente dei nomi specifici quando parla alle anime. 

    I messaggi del Cuore di Gesù, dati a Sabrina, enunciano il principio dell’obbedienza, secondo i principi esposti dai Dottori della Chiesa:

"Obbedisci laddove il tuo vescovo - o qualsiasi autorità riconosciuta e valida, nella Chiesa Cattolica - ti chiede e comanda cose giuste: ti chiede e comanda il bene. Ma non obbedire quando l'obbedienza che ti viene richiesta va contro la Fede vera e cattolica e la retta legge morale oggettiva. Quella stessa che la "Amoris Laetitia" tenta, in modo subdolo e fortemente ambiguo, di conculcare, e persino di estromettere, dalla Mia Chiesa Santa e Cattolica, per sostituirla con il pluri-soggettivismo di matrice luterano-protestante. Amen."

( http://www.messaggidelsacrocuore.it/2017-04-05-la-vera-chiesa-e-la-falsa-chiesa )


  A proposito del sostegno dato dai Pastori all’ "Amoris Laetitia" il Cuore di Gesù ammonisce:

 

"... ci sono, in mezzo al Mio popolo santo, dei vescovi e dei presbiteri - e una parte di essi pure non sono, sostanzialmente, cattivi - che potrebbero meglio chiamarsi ‘papisti’ che ‘cristiani e cattolici’. Difatti, costoro, nonostante l'evidenza di certi gravi errori errori dottrinali, amen - propagati da Francesco mediante la sua sciagurata "Amoris Laetitia", continuano a sostenerne l'operato - sostanzialmente, anche se non ancora formalmente, eretico - e le affermazioni, alcune addirittura assurde e blasfeme: sì, essi si ostinano a sostenere le sue linee pastorali gravemente erronee, nonostante che sia ormai palese che, con molti dei suoi insegnamenti, egli non segue l'autentico spirito e l'autentica Tradizione Cattolica. Amen."

 

( http://www.messaggidelsacrocuore.it/2017-09-24-dopo-la-pubblicazione-della-correctio-filialis-rivolta-a-papa-francesco )

 

    Purtroppo il livello di eresia raggiunto in questo momento da Bergoglio è tale, che la coscienza ci proibisce di essere e professarci in piena comunione con lui, secondo le parole del Cuore di Gesù:

 

"Non accettate mai di essere e di professarvi in comunione con un eretico, quale Francesco ormai palesemente è."

 

(Dal Messaggio donato dal Sacro Cuore il 20 giugno 2018 - attualmente leggibile sulla homepage www.messaggidelsacrocuore.it )

 

In altre parole: disobbeditegli in tutto ciò che è eretico, perché se gli obbedite, sarebbe falsa obbedienza.

 

    Però questo rifiutarci di essere e professarci in comunione con Bergoglio in tutto ciò che è eretico non va inteso nel senso che si debbano considerare invalide le Messe e i Sacramenti celebrati "in comunione con il nostro Papa Francesco", o – per usare l’espressione latina abbreviata – celebrati "una cum".


In questo grave errore è caduto il sacerdote palermitano sopra citato.

In coscienza non posso condividere la sua posizione per i seguenti motivi:

 

1) non ho mai trovato scritto in nessun manuale di teologia o di diritto che tale circostanza – cioè la celebrazione dei Sacramenti "una cum", in unione con un Papa eretico – costituisca vizio invalidante i Sacramenti; 

 

2) al contrario, in documenti pontifici importanti dove si parla della validità dei Sacramenti (per es. l’ "Apostolicae Curae"  di Leone XIII) si esclude che la validità dipenda dall’ "una cum";

 

3) se dovessero essere invalidi i Sacramenti perché celebrati "una cum", la stragrande maggioranza dei fedeli nella Chiesa Cattolica rimarrebbe privata dei Sacramenti e della grazia che da essi promana, perché di fatto sono pochissimi i Sacerdoti che li celebrano senza professarsi "una cum"; 

 

4) quanto asserisce il sacerdote palermitano è un’opinione personale, non condivisa da teologi ben preparati.

   Sarebbe opportuno che egli si confrontasse con tali teologi, per non creare confusione tra i fedeli, i quali, sentendosi dichiarare che sono invalide le Messe celebrate "una cum" nei giorni di precetto, si chiedono come possono soddisfare l’obbligo grave di santificare le feste.


   Mi confortano le seguenti parole del Cuore di Gesù:

"Le Sante Messe, così come sono celebrate attualmente nella Chiesa Cattolica – senza cambiare le parole della Sacra Consacrazione – sono tuttora valide."

(Dal Messaggio del Sacro Cuore donato il 20 giugno 2018)

   Quanto al sacerdote palermitano il Cuore di Gesù esorta:

"Pregate molto, in questi giorni, affinché egli si ravveda dalle sue idee, dalle sue convinzioni erronee; perché, se così non sarà, un grave, molto grave danno, ne verrà alla Mia santa Chiesa in terra. Amen."

( http://www.messaggidelsacrocuore.it/2018-06-27-forte-appello-del-sacro-cuore-al-sacerdote-don-alessandro-maria-minutella )

 

Da parte mia, ultimo presbitero del Corpo Mistico di Gesù, ecco un accorato appello ai fedeli che leggeranno questo scritto: continuate ad osservare il terzo Comandamento, andando alla Messa la domenica e nelle altre feste comandate, come avete sempre fatto, nonostante il celebrante sia talvolta eretico, nonostante nella preghiera eucaristica il celebrante usi l’espressione "in comunione con il nostro Papa Francesco". Andate, se potete, anche alla Messa feriale, perché la Messa è valida ugualmente, purché non siano cambiate le parole della consacrazione.

       

 Un sacerdote cattolico



ARDENTE GIACULATORIA AL SANTISSIMO SACRAMENTO:



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10 - Registrazioni audio



Misericordia: sì. Divina Giustizia: no!

28 maggio 2018

Padre nostro, sia santificato il Tuo Nome!

Cari amici,

ecco la prima Lettura della Santa Messa nella prima Domenica dopo Pentecoste, secondo il Rito Ambrosiano:

Lettura del libro dell’Esodo 33, 18-23; 34, 5-7a

In quei giorni. Mosè disse al Signore: «Mostrami la tua gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere».
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni». 

Quali sono le frasi omesse stavolta?

Quelle che abbiamo evidenziato in rosso:

Esodo 34,5-7

5 Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. 6 Il Signore passò davanti a lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7 che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».

Qualsiasi commento è superfluo.  



Lettera aperta di Sabrina a mons. Viganò

 

Venerdì della quinta settimana di Quaresima

23 marzo 2018

 

Reverendo don Dario Edoardo,

le porgo il mio saluto con animo deferente.

Se, dopo aver pregato e riflettuto, ho deciso di scriverle, ciò è motivato dall'amore a Cristo, alle anime - per le quali il Figlio di Dio fatto Uomo non ha esitato a versare tutto il Suo Prezioso Sangue sul Legno della Croce - e alla santa Chiesa, il cui volto vedo essere sempre più sfigurato dai gravi peccati di non pochi dei Suoi figli e figlie, qui in terra.

 

Non entro certamente nel merito delle sue intenzioni, poiché solo il Signore vede ogni cuore umano (1Samuele 16,7), ma constato come, nella lettera da lei inviata a papa Francesco, non vi sia da parte sua, monsignore, alcuna ammissione di colpa.

Come lei stesso afferma, le sue dimissioni sono motivate dalle "molte polemiche" di "questi ultimi giorni" circa il suo operato (se pensiamo a ciò che lei, e non lei solo, ha fatto con la lettera del Papa emerito Benedetto XVI del 7 febbraio 2018, parlare di "operato", glielo dico con pacata franchezza, è un eufemismo).

 

Reverendo don Viganò, lei ha lavorato per molti anni  (a mio modesto avviso, troppi) nel settore cinematografico (ad esempio, ricordo il suo impegno per le "Sale della comunità" nella Diocesi Ambrosiana).

E' per questo che ritengo che il Signore: Lui che, Solo, sa volgere in bene anche le vicende avverse (penso, in questo momento, alla storia di Giuseppe - Genesi: dal capitolo 37 al capitolo 50 - venduto dai suoi fratelli, che noi fedeli ambrosiani proprio in questi giorni abbiamo sentito proclamare nelle Sante Messe feriali), abbia permesso - non certo espressamente voluto, perché Egli è Luce, Verità e Rettitudine - la vicenda della strumentalizzazione della lettera del Papa emerito, per darle, monsignore, un'altra possibilità.

 

Lei stesso, se ho ben compreso quanto ha scritto al papa nella missiva in cui si dimette da prefetto, legge il proprio farsi in disparte come "occasione feconda di rinnovamento" e "il tempo nel quale imparare a rinascere dall'alto".

 

Mi creda, don Dario Edoardo - poiché le parlo sinceramente: in semplicità d'animo, senza alcuna ombra di sarcasmo, e nel desiderio del suo autentico bene: concordo pienamente con questo suo intendimento, ed anzi mi permetto esortarla affinché questa scelta di ritiro sia più decisa e più forte di quella che lei potrebbe operare rimanendo nella carica di assessore.

Per amore a Dio e alla sua anima sacerdotale, reverendo don Dario Edoardo, si conceda un congruo periodo di tempo nel quale sostare in un luogo di silenzio, per poter meglio rientrare in se stesso, pregare, meditare ... e così comprendere con il cuore qual è la Volontà del Signore per quel tratto di cammino terreno che ancora le sta dinanzi, prima dell'Incontro con Gesù.

 

Il medesimo consiglio - ripeto: con animo umile, rispettoso e amorevole nel Signore - vorrei oggi donarlo ad altre persone appartenenti al clero cattolico - vescovi e sacerdoti - le quali, per i più svariati motivi, si ritrovano (in certa misura, almeno) disperse, stanche e inaridite nel cuore.

Ascoltate, cari ministri del Signore Gesù, le Sante Parole che il Divino Maestro, e vostro migliore Amico, oggi ancora vi rivolge:

- Venite in disparte e riposatevi un po' - (Marco 6,31).

In tal modo, ritrovando voi stessi nella Luce di Cristo, potrete poi donarLo più efficacemente alle anime: a quelle pecorelle che il Signore Gesù ha affidato alle vostre cure sacerdotali.

 

Reverendo don Dario Edoardo, accompagno questo scritto con la preghiera, e colgo l'occasione per porgerle l'augurio di un santo cammino di preparazione alla Pasqua di Cristo Signore,

 

Sabrina Luraschi Corbetta




 La Chiesa offuscata




BRANO EVANGELICO "INCOMPIUTO"

- UNA DOMANDA AI RESPONSABILI DELLA COMPOSIZIONE DELL'ATTUALE LEZIONARIO AMBROSIANO -


Vangelo secondo San Giovanni, capitolo 9

1 Passando vide un uomo cieco dalla nascita 2 e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 3 Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. 4 Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. 5 Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». 6 Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7 e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8 Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». 9 Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». 10 Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?». 11 Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Va' a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista». 12 Gli dissero: «Dov'è questo tale?». Rispose: «Non lo so».
13 Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14 era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15 Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16 Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?». E c'era dissenso tra di loro. 17 Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». 18 Ma i Giudei non vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19 E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?». 20 I genitori risposero: «Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco; 21 come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a lui, ha l'età, parlerà lui di se stesso». 22 Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23 Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età, chiedetelo a lui!».
24 Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». 25 Quegli rispose: «Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo». 26 Allora gli dissero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». 27 Rispose loro: «Ve l'ho già detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». 28 Allora lo insultarono e gli dissero: «Tu sei suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè! 29 Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». 30 Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 31 Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32 Da che mondo è mondo, non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33 Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». 34 Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.
35 Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?». 36 Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37 Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui». 38 Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi. 39 Gesù allora disse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». 40 Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». 41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».

 

Domenica 11 marzo 2018

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore, santa Domenica a voi!

Abbiamo sottolineato i versetti conclusivi (38c - 41) dell'episodio evangelico del cieco nato, a partire dalle parole: "E gli si prostrò innanzi", perché nel Lezionario attualmente in uso nella Diocesi dei Santi Ambrogio e Carlo, in questa quarta Domenica del Tempo di Quaresima, esse vengono omesse.

Infatti, la proclamazione del Vangelo termina oggi, nelle chiese di Rito Ambrosiano, alle parole: "Io credo, Signore!".

Ci chiediamo, e chiediamo ai responsabili di questa scelta (alquanto discutibile), che senso abbiano questi "tagli": a maggior ragione perché è stata tolta la parte conclusiva, che è la sintesi e il coronamento di quanto viene trasmesso dall'Evangelista San Giovanni nel brano evangelico in questione.

 

Angelo e Sabrina



GRAVE BLASFEMIA SUL GIORNALE DEI VESCOVI "AVVENIRE"

- Ai cardinali e ai vescovi italiani -

 

Seconda Domenica di Quaresima

25 febbraio 2018


 

https://cooperatores-veritatis.org/2018/02/25/avvenire-passa-dagli-articoli-alle-vignette-blasfeme-e-sacrileghe/

 

Eminenze, Eccellenze.

E' questo il modo per santificare la Quaresima, Tempo forte di  penitenza ?

E' quella di cui sopra la vostra proposta per la santificazione della Domenica, Giorno santo particolarmente consacrato a Dio ?

 

Dal momento che queste bestemmie sono state pubblicate oggi sul vostro giornale, se nessuno di voi si dissocia, è evidente che abbiamo il diritto di ritenere che le avallate.

 


Santo Dio, Santo Forte, Santo Redentore nostro Gesù Cristo,

abbi pietà di questa Tua povera Chiesa,

che somiglia ogni giorno di più ad una meretrice

che si svende al mondo.




 

https://gloria.tv/audio/csLkBSvNuGzW2ETUndUYiRnNg

 

(26-2-2018 - File audio di Sabrina)