2017-09-06 A papa Francesco - In morte di Sua Eminenza, il Cardinale Carlo Caffarra

6 settembre 2017, notte

 

Papa Francesco,

Le porgo il mio saluto con animo rispettoso.

Le scrivo, apertamente, poiché stasera ho appreso da questo video:

https://www.facebook.com/12Porte/videos/1045968425506316/

che Lei, in tempi recenti, ha rivolto (per il tramite di mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna) parole di affetto al Cardinale - che oggi Dio ha richiamato a Sé - Carlo Caffarra.

Precisamente Lei aveva pronunciato queste parole: "Devi dire al Cardinal Caffarra che gli voglio molto bene".

 

Con il dovuto rispetto, papa Francesco, e con evangelica schiettezza, Le dico che Lei, delle volte, ha uno strano modo di esprimere affetto. Difatti, la vera carità, come ci insegna l'Apostolo Paolo, non manca di rispetto (1Corinzi 13,5).

Ora, mi scusi: che rispetto è quello da Lei espresso nei confronti dei quattro Cardinali dei dubia?

Che amore è quello che non risponde a domande - alquanto fondate ed estremamente serie - poste a Lei, rispettosamente, da quattro confratelli nell'episcopato?

 

Purtroppo, anche in questo giorno, segnato dalla morte corporale del Cardinale Carlo Caffarra, mi vedo costretta a permanere nella convinzione - fondata ormai su molti fatti - che Lei non è una persona affidabile: spesso dice tutto e il contrario di tutto.

 

Con umiltà - che è verità - e profondo dolore dell'animo, per i danni gravissimi -  tra cui i sacrilegi eucaristici (ossia: Santa Comunione, grazie alla Sua Amoris laetitia, concessa agli adulteri) - che Lei, con il Suo operato, volutamente ambiguo e di tendenza luterana, sta causando alla Sposa di Cristo: la Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana - continuo ogni giorno a pregare Dio per Lei: affinché finalmente adempia la missione per cui il Cristo L'ha voluta sommo pontefice: confermare i fratelli nella Fede Cattolica (Luca 22,31-32).

 

Sabrina Luraschi Corbetta

 

   

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