2016-06-22 Confronto tra il numero 51 della Gaudium et spes e la nota 329 di Amoris laetitia

(Fonte: www.vatican.va)

DALLA COSTITUZIONE PASTORALE GAUDIUM  ET SPES:

51. Accordo dell'amore coniugale col rispetto della vita

Il Concilio sa che spesso i coniugi (nota: cioè gli sposi legittimi), che vogliono condurre armoniosamente la loro vita coniugale, sono ostacolati da alcune condizioni della vita di oggi, e possono trovare circostanze nelle quali non si può aumentare, almeno per un certo tempo, il numero dei figli; non senza difficoltà allora si può conservare la pratica di un amore fedele e la piena comunità di vita. Là dove, infatti, è interrotta l'intimità della vita coniugale, non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli: allora corrono pericolo anche l'educazione dei figli e il coraggio di accettarne altri.

 

DALLA ESORTAZIONE POST-SINODALE AMORIS LAETITIA - NOTA 329:

[329] Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio (22 novembre 1981), 84: AAS 74 (1982), 186. In queste situazioni (nota: qui il papa sta parlando non di sposi legittimi uniti in Cristo, ma dei divorziati civilmente risposati), molti, conoscendo e accettando la possibilità di convivere “come fratello e sorella” che la Chiesa offre loro, rilevano che, se mancano alcune espressioni di intimità, «non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 51).

 

Santi Thomas More e John Fisher

22 giugno 2016

 

Cari fratelli e sorelle, come chiaramente si legge, papa Francesco, nella nota 329 di Amoris laetitia, si preoccupa che non venga meno, a motivo della mancanza di intimità sessuale tra due adulteri - intimità che agli occhi di Dio è gravemente peccaminosa - la relazione che sussiste tra queste persone.

Inoltre, poco prima, sempre nella esortazione Amoris laetitia, egli ci aveva avvertiti che:

298. I divorziati che vivono una nuova unione, per esempio, possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale. Una cosa è una seconda unione consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell’irregolarità della propria situazione e grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe. La Chiesa riconosce situazioni in cui «l’uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l’educazione dei figli - non possono soddisfare l’obbligo della separazione».[329] C’è anche il caso di quanti hanno fatto grandi sforzi per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o quello di «coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell’educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido».[330] Altra cosa invece è una nuova unione che viene da un recente divorzio, con tutte le conseguenze di sofferenza e di confusione che colpiscono i figli e famiglie intere, o la situazione di qualcuno che ripetutamente ha mancato ai suoi impegni familiari.

Ne consegue che, secondo Francesco, il tempo è medico, poiché appare proprio dalle sue affermazioni che ciò che distinguerebbe la bontà o la malizia di una relazione adultera pubblica e permanente - qual è appunto quella dei divorziati civilmente risposati - sarebbe il passare del tempo.

Inoltre, cari amici, notate che egli chiama "provata fedeltà" l'ostinazione nel peccato dei divorziati civilmente risposati.

EPILOGO

Cari amici! A questo punto: altri scrivano, altri si affatichino intorno alle affermazioni inaudite (purtroppo non rare) dell'attuale pontefice. E se lo fanno con sincero e umile amore a Cristo e alla Sua Chiesa, il Signore li ricompensi ampiamente, come Lui solo sa e può fare.

Per parte nostra, abbiamo deciso che ora è meglio tacere e pregare: supplicare il Sacro Cuore per la conversione di papa Francesco e perché Dio Misericordioso si degni porre presto rimedio ai gravi danni che questo papa ha fatto e continua a fare alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, predicando il misericordismo e una morale che, per certi aspetti, è in palese discontinuità col Magistero espresso dai suoi venerati predecessori.

Cari amici, in questi mesi estivi, rimaniamo spiritualmente uniti nell'adorazione al Santissimo e nella preghiera riparatrice.

Pace e bene!

Angelo e Sabrina

 

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