2016-06-22 Parole inconcepibili pronunciate da papa Francesco

22 giugno 2016

DAL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO ALL'APERTURA DEL CONVEGNO ECCLESIALE DELLA DIOCESI DI ROMA  

(16 giugno 2016 - www.vatican.va)

"Pensiamo alla scena dell’adultera (cfr Gv 8,1-11). Sta scritto: dev’essere lapidata. E’ la morale. E’ chiara. E non rigida, questa non è rigida, è una morale chiara. Dev’essere lapidata. Perché? Per la sacralità del matrimonio, la fedeltà. Gesù in questo è chiaro. La parola è adulterio. E’ chiaro. E Gesù si fa un po’ il finto tonto (nota: in realtà il papa ha detto: "si fa un po' lo scemo", come si può ascoltare nel video https://www.youtube.com/watch?v=mmNOvTyDGBs - h. 1.04.40), lascia passare il tempo, scrive per terra… E poi dice: “Incominciate: il primo di voi che non abbia peccato, scagli la prima pietra”. Ha mancato verso la legge, Gesù, in quel caso. Se ne sono andati via, incominciando dai più vecchi. “Donna, nessuno ti ha condannato? Neppure io”. La morale qual è? Era di lapidarla. Ma Gesù manca, ha mancato verso la morale. Questo ci fa pensare che non si può parlare della “rigidità”, della “sicurezza”, di essere matematico nella morale, come la morale del Vangelo."

La frase che il papa ha usato per definire il comportamento del Signore Gesù, mentre scrive per terra, è alquanto disdicevole ed è una interpretazione volgare, che non si addice per nulla alla Sapienza Incarnata del Padre. Con molto dolore, l'unica cosa che ci sentiamo di rispondere a questa blasfemia è il "Dio sia benedetto" in riparazione.

Inoltre, papa Francesco ci dice che il Signore Gesù "ha mancato verso la morale"(?!).

 

2) "Eppure davvero dico che ho visto tanta fedeltà in queste convivenze, tanta fedeltà; e sono sicuro che questo è un matrimonio vero, hanno la grazia del matrimonio, proprio per la fedeltà che hanno."

Dunque, per papa Francesco le convivenze more uxorio sono "un matrimonio vero" e "hanno la grazia del matrimonio"(?!).

 

3) "Una volta – ci sono tanti preti, qui, ma scusatemi – il mio predecessore, no, l’altro, il Cardinale Aramburu, che è morto dopo il mio predecessore, quando io sono stato nominato arcivescovo mi ha dato un consiglio: “Quando tu vedi che un sacerdote vacilla un po’, scivola, tu chiamalo e digli: ‘Parliamo un po’, mi hanno detto che tu sei in questa situazione, quasi di doppia vita, non so…’; e tu vedrai che quel sacerdote incomincia a dire: ‘No, non è vero, no…’; tu interrompilo e digli: ‘Ascoltami: vai a casa, pensaci, e torna tra quindici giorni, e ne riparliamo’; e in quei quindici giorni quel sacerdote – così mi diceva lui – aveva il tempo di pensare, ripensare davanti a Gesù e tornare: ‘Sì, è vero. Aiutami!’”. Sempre ci vuole tempo. “Ma, Padre, quel prete ha vissuto, e ha celebrato la Messa, in peccato mortale in quei quindici giorni, così dice la morale, e Lei cosa dice?”. Cosa è meglio? Cosa è stato meglio? Che il vescovo abbia avuto quella generosità di dargli quindici giorni per ripensarci, con il rischio di celebrare la Messa in peccato mortale, è meglio questo o l’altro, la morale rigida? E a proposito della morale rigida, vi dirò un fatto a cui ho assistito io stesso. Quando noi eravamo in teologia, l’esame per ascoltare le Confessioni – “ad audiendas”, si chiamava – si faceva al terzo anno, ma noi, quelli del secondo, avevamo il permesso di andare ad assistere per prepararci; e una volta, a un nostro compagno, è stato proposto un caso, di una persona che va a confessarsi, ma un caso così intricato, riguardo al settimo comandamento, “de justitia et jure”; ma era proprio un caso talmente irreale...; e questo compagno, che era una persona normale, disse al professore: “Ma, padre, questo nella vita non si trova” – “Sì, ma c’è nei libri!”. Questo l’ho visto io."

Sinceramente, dopo aver letto queste inconcepibili affermazioni, ci chiediamo - con dolore dell'animo - se papa Francesco creda alla Presenza Reale di Nostro Signore Gesù Cristo nell'Ostia Consacrata; poiché dal suo discorso è evidente che la risposta che egli non dice apertamente - e questo modo di procedere è già di per se stesso brutto e non accettabile, e tanto più quando ad adottarlo è un sommo pontefice - è che è meglio la morale "generosa" a quella "rigida". Come chiaramente si constata nel caso da lui citato, questa morale "generosa" non tiene in nessun conto la Santissima Eucaristia e il fatto che quel sacerdote abbia celebrato in stato di peccato per quindici giorni.

Santi Tommaso More e Giovanni Fisher,  Martiri, pregate per lui. http://www.santiebeati.it/dettaglio/27900

Angelo e Sabrina

Comments