2017-02-10 La spirituale battaglia in atto nella Chiesa Cattolica

TRA LA LUCE DELLA VERITA' E LE TENEBRE DEL MISERICORDISMO

- E APPELLO AI PAVIDI MINISTRI DI CRISTO SIGNORE -

 

Santa Scolastica, vergine

Venerdì 10 febbraio 2017

 

Dio sia amato!

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù, Redentore Piissimo,

vi scrivo oggi col cuore in mano, per invitarvi ad offrire, con umile e ferma perseveranza - mossi da devoto amore alla Beatissima Trinità e da viva carità alle anime immortali: anime che Cristo, l'Uomo Dio, ha riscattato sulla Croce insanguinata, tra tormenti che definire atroci è ancora poco - preghiere riparatrici e invocazioni di ardente supplica, affinché lo Spirito Santo e la Sua Immacolata Sposa Maria Santissima, presto intervengano ad estirpare dalla Chiesa Cattolica il veleno - altamente mortifero, spiritualmente parlando - del soggettivismo etico e del lassismo morale; questo veleno che sta dilagando ad opera di prelati e di laici che cattolici lo sono solamente di nome; mentre, nel loro intimo, sono nemici della Croce di Cristo e alleati del mondo peccatore, di cui condividono e avallano le perverse massime.

Mai mi stancherò di ripeterlo: non è lecito ai pubblici peccatori - tra cui sono i divorziati civilmente risposati - ricevere il Santissimo Corpo dell'Immacolato Agnello, nella Santa Comunione Eucaristica. E' un sacrilegio!

Per amore a Dio, Infinito Amore ed Eterna Verità, e per il bene che nutro per tutte le anime immortali, non ho timore di parlar chiaro: neanche papa Francesco ha la potestà di cambiare la Legge Divina. Cristo afferma, senza mezzi termini (Matteo 5):

 

31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; 32 ma Io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

E, a proposito del vescovo di Roma, con pacatezza mista a profondo dolore dell'animo, vi dico: cari fratelli e sorelle, pregate senza sosta per Francesco, affinché Dio, Misericordioso e Giusto, si degni presto intervenire a porre un argine, anzi meglio, un potente rimedio ai gravissimi danni prodotti dal suo ambiguo pontificato.

In modo particolare, mi appare bello e significativo, in questo anno prezioso del primo centenario delle apparizioni di Nostra Signora del Santo Rosario a Fatima, elevare a Dio le orazioni che sono state donate alla Chiesa, Sposa di Cristo, proprio per il tramite di tale evento di immensa grazia celeste. A tal riguardo, vi invito, cari amici, a leggere qui: http://www.fatima.pt/it (nello specifico, sotto la voce "CONOSCERE", "Narrativa delle Apparizioni").

Inoltre: il Messaggio di preghiera e penitenza che la Madonna Santissima ci ha consegnato - grazie alla coraggiosa testimonianza dei tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco - alla Cova da Iria, mi sospinge oggi ad invitarvi anche alla lettura, attenta e meditativa, della Lettera Apostolica Salvifici doloris del Papa San Giovanni Paolo II: https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1984/documents/hf_jp-ii_apl_11021984_salvifici-doloris.html . Questo perché, sempre, ma specialmente in questi anni difficili, è fondamentale che noi, credenti nel Signore Gesù, non lasciamo passare invano e non sprechiamo (con la ribellione o l'impazienza) le sofferenze che la vita terrena ci presenta, ogni giorno; al contrario, il Sacro Cuore - Colui che misticamente e più di tutti sta soffrendo per la triste e lacerante situazione in cui la Chiesa Cattolica versa al presente - ci esorta fortemente ad unire - con amore e per amore - i nostri dolori ai Suoi, per la gloria di Dio Padre e per la conversione delle anime che giacciono nelle tenebre e nell'ombra mortale del peccato grave; specie poi se protratto nel tempo, con piena avvertenza: questo può condurre all'indurimento del cuore, con il conseguente gravissimo rischio di giungere alla impenitenza finale e al fallimento totale del proprio essere, nelle tenebre eterne dell'Inferno.

O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'Inferno, porta in Cielo tutte le anime, e soccorri specialmente le più bisognose della Tua Misericordia!

 

AI SACERDOTI CATTOLICI PAUROSI

 

Reverendi ministri di Cristo Signore,

col cuore in mano, per il bene che, nel Cuore Sacratissimo di Gesù, sinceramente vi porto, desidero oggi dirvi che capisco la pressione psicologica che può assalirvi, specie nel santo confessionale, quando un divorziato civilmente risposato (o un altro pubblico peccatore impenitente: che non intende cioè attivamente convertirsi) pretende da voi la Santa Assoluzione, e questo facendo leva sul fatto che "è il papa che l'ha detto".

Non altrettanto posso però comprendere che certi tra voi presbiteri siate confusi, dopo l'uscita, nell'aprile 2016, dell'esortazione post-sinodale Amoris laetitia. Confusi da che? mi chiedo. Difatti, tale confusione non ha alcuna ragione d'essere, dal momento che nella Familiaris consortio, San Giovanni Paolo II, nel ribadire la consolidata prassi della Chiesa Cattolica di non ammettere i divorziati civilmente risposati alla Santa Comunione Eucaristica, afferma espressamente che tale prassi è fondata sulla Sacra Scrittura:

La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all'Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio.

La riconciliazione nel sacramento della penitenza - che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico - può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l'indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l'uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l'educazione dei figli - non possono soddisfare l'obbligo della separazione, «assumono l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Giovanni Paolo PP. II, Omelia per la chiusura del VI Sinodo dei Vescovi, 7 [25 Ottobre 1980]: AAS 72 [1980] 1082).

Non credo proprio che papa Bergoglio abbia la potestà di cambiare la Sacra Scrittura (e se, per caso, qualcuno la pensa così, è semplicemente delirante).

Quindi, reverendi e cari sacerdoti della Chiesa Cattolica, cerchiamo di non lasciarci così facilmente sviare e confondere da idee moderniste, peregrine e, soprattutto, anti-cattoliche: come sono quelle propinateci - sotto falso pretesto di bontà, accoglienza, discernimento e misericordia - al capitolo ottavo della Amoris laetitia.

Reverendi padri, quella che è in atto nella Chiesa Cattolica è una battaglia mistica, che siamo chiamati - spiritualmente uniti: ministri ordinati, anime consacrate e fedeli laici - ad affrontare con le benefiche armi del Signore: anzitutto, vivendo costantemente in Grazia di Dio; pregando ogni giorno per la Santa Madre Chiesa, per il papa e per tutti i vescovi; mantenendoci integri e saldi nel vero Magistero della Chiesa Cattolica; e anche testimoniando a parole - con pacata fermezza - che è nostro chiaro intendimento rimanere fedeli al Santo Vangelo di Gesù Cristo e alla vera Dottrina Cattolica. Ad ogni costo.

 

Cari sacerdoti: non abbiate paura!

Il Signore Gesù ha vinto il mondo!

Le striscianti ambiguità e i gravi errori insiti nella Amoris laetitia portano a commettere sacrilegi Eucaristici, ad ingannare le anime dei poveri peccatori sulla loro reale situazione dinanzi a Dio e - cosa di gravità inaudita - alla rovina eterna delle anime!

E' per questo che "chi sa" e, ciò nonostante - per il proprio comodo e per paura di ciò a cui potrebbe andare incontro affermando l'immutabile Verità di Cristo - tace, pecca gravemente di omissione. Come pure quei sacerdoti che assolvono i divorziati conviventi more uxorio, abusano del prezioso Sangue di Cristo Redentore.

 

Cari padri, il dono che il Signore Gesù vi ha elargito, chiamandovi al sacerdozio ministeriale, è grande; grande è pure la responsabilità che vi è conferita, come sacri ministri della Parola e dei Santi Sacramenti.

Fate, dunque, che in questi tempi oscuri, il Sacro Cuore di Gesù, Eterno Sacerdote e Divina Vittima d'Amore, possa mirarvi, lampade fulgide e ardenti della Sua Verità e testimoni della Sua autentica Misericordia: quella che chiama l'anima peccatrice al sincero pentimento e alla personale, operosa conversione.

Per questo prego; per questo, nel mio piccolo, al Dio Vero e Santo mi offro.

Nel Cuore Sacerdotale del Verbo Incarnato,

 

Sabrina

 

P.S. Preciso, una volta ancora, che non sono nemica di papa Francesco: per lui e per il suo vero bene, ogni giorno umilmente prego. Io non sono nemica della sua persona, bensì dei suoi errori: gravi errori mediante i quali egli (certo, non da solo ...) sta deformando l'identità cattolica della Santa Chiesa, riducendola ad una misera setta protestante.

 

 

Comments