2017-09-29 Il numero 303 di Amoris laetitia

IL NUMERO 303 DI AMORIS LAETITIA

303. A partire dal riconoscimento del peso dei condizionamenti concreti, possiamo aggiungere che la coscienza delle persone dev’essere meglio coinvolta nella prassi della Chiesa in alcune situazioni che non realizzano oggettivamente la nostra concezione del matrimonio. Naturalmente bisogna incoraggiare la maturazione di una coscienza illuminata, formata e accompagnata dal discernimento responsabile e serio del Pastore, e proporre una sempre maggiore fiducia nella grazia. Ma questa coscienza può riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del Vangelo; può anche riconoscere con sincerità e onestà ciò che per il momento è la risposta generosa che si può offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella è la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo. In ogni caso, ricordiamo che questo discernimento è dinamico e deve restare sempre aperto a nuove tappe di crescita e a nuove decisioni che permettano di realizzare l’ideale in modo più pieno.

 


Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

29 settembre 2017, venerdì

 

Dio sia amato!

 

Dunque, cari amici, traduciamo in termini più semplici quello che ci viene detto da papa Francesco, al numero 303 di Amoris laetitia: in certi casi, la coscienza "può anche riconoscere" che "la generosa risposta che si può offrire a Dio" "per il momento" è "la donazione" reciproca di due adulteri (e allora, perché non di due conviventi? E perché non di due omosessuali?).

 

Anzi, ancor più osa affermare questa sciagurata esortazione (che odora di zolfo, e che sta arrecando danni gravissimi in seno alla Chiesa Cattolica): "quella è la donazione che Dio stesso sta richiedendo".

Blasfemo e irriverente; oltre che (tristemente) ridicolo.

 

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà!

Sabrina

 

Comments