2016-10

IL DEVOTO SUFFRAGIO DEI FEDELI DEFUNTI

LA NOVENA PER LE ANIME DEL PURGATORIO

 

San Luigi Guanella, sacerdote e fondatore

24 ottobre 2016

 

Cari fratelli e sorelle,

oggi inizia la santa novena per tutti i fedeli defunti.

Amiamo i nostri cari che ci hanno preceduto - varcando la porta della morte prima di noi - supplicando, in modo particolare in questi preziosi giorni, con umile e intenso fervore, la Divina Misericordia del Sacro Cuore di Gesù, per ciascuno di loro.

Affidiamo alla Divina Bontà soprattutto le anime di coloro che, in questa vita mortale, avevano maggiori responsabilità dinanzi al Signore, avendo da Lui ricevuto di più: vescovi, sacerdoti, anime consacrate nella vita religiosa e in altre speciali missioni.

Suffraghiamo costantemente - con orazioni, sacrifici e l'offerta delle nostre quotidiane sofferenze - le anime abbandonate, cioè quelle prive di specifici suffragi.

Come cristiani, siamo fortemente esortati dall'universale e ardentissima  Carità del Sacro Cuore del Divino nostro Redentore Gesù, a pregare per tutti, ampliando generosamente gli orizzonti della nostra anima oltre gli angusti confini dell'affetto - pur doveroso; e virtuoso, quando vissuto secondo la Santa Legge di Dio - per i nostri parenti e amici defunti.

In concreto: possiamo pregare il Santo Rosario, o la Coroncina della Divina Misericordia - che Nostro Signore ci ha donato tramite la Sua eletta serva, Santa Faustina Kowalska - o la Corona delle Sante Piaghe - rivelata dal Sacro Cuore alla Sua diletta sposa, Suor Maria Marta Chambon - o altre orazioni a noi care, offrendo tali preghiere in devoto suffragio per i morti.

Molto preziosa e giovevole alle anime sofferenti ed espianti del Santo Purgatorio, è poi l'offerta della Comunione Eucaristica: quando, in Grazia di Dio, riceviamo il Signore Gesù - realmente presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, nell'Ostia Consacrata - è bello, delle volte, mettere un po' da parte le nostre personali intenzioni, ed offrire la Sacra Comunione secondo le Volontà Santissime di Nostro Signore, e anche a sollievo di un'anima del Purgatorio scelta da Lui, che sa tutto.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Pietoso, Salvatore Gesù, abbi misericordia dei nostri cari defunti e di tutti i morti di ogni tempo e luogo! Il Tuo Sangue Immacolato - tutto sparso in Croce con tanto Fuoco d'Amore - sia per loro, anime a Te carissime, sollievo, liberazione, piena salvezza!

Maria, Madre dolce e pietosa, Signora Santissima del Carmelo e del suffragio, intercedi presso il Trono della Divina Maestà, per tutti i Tuoi figli e le Tue figlie espianti nel fuoco del Purgatorio. Così sia.

 

 

 

Una donna confida al mio cuore...

SOLO NEL SIGNORE E' LA VERA GIOIA E PACE

 

Sabato 22 ottobre 2016

 

Care sorelle e cari fratelli, Gesù eucaristico sia amato notte e giorno!

Ricevo e pubblico, con il permesso di una signora che mi ha scritto, e nella viva speranza che queste confidenze - così schiette, così vere - possano giovare a tante persone che brancolano nel buio dei peccati mortali.


A lode e gloria di Dio Amore:

 

Cara Sabrina,

ti scrivo da... e anch'io sono sposata.

Desidero confidarmi con te perché, leggendo il sito ARESC e i Messaggi che il Sacro Cuore ti dona da anni, ho fiducia di essere da te compresa.

Quando ero più giovane, in un periodo non facile della mia vita, ho cercato la gioia in discoteca: il sabato notte ci andavo e la cosa paradossale era che in quel luogo di divertimento vedevo tante facce tristi; inoltre, poiché soffrivo molto per l'oppressione di una persona cattiva e altre cose, ero caduta nel baratro dell'impurità. Mi vergogno a dirti queste cose (che penso faranno soffrire il tuo cuore, Sabrina), ma ero così sozza che, per un certo tempo, di notte guardai persino filmati porno.

Poi, in un periodo dei più neri (quanto soffrivo! ero quasi disperata, senza prospettive, quanto buio attorno a me!) m'ero persino attaccata alla bottiglia. Povera me, Sabrina! se Gesù non mi avesse raggiunta con la Sua magnifica Misericordia, cosa ne sarebbe stato di me?!?

Ma, ringraziando il Signore, così è stato, cara Sabrina, e ora so che la gioia vera - come ti dice anche il Sacro Cuore - non è né nello stordimento dell'alcol, né nelle effimere gioie dei sensi, né nello "sballo" della discoteca.

Carissima, ho incontrato Gesù e la mia vita è davvero cambiata! Pensa: mi sono felicemente sposata con un uomo che vuol vivere da cristiano (che grazia di questi tempi trovarne uno così, non è vero?).

E poi volevo dirti un'altra cosa, che in realtà non vorrei dire solo a te, carissima Sabrina, ma vorrei gridarla con forza a tanti fratelli e sorelle in Gesù, così che anche loro stiano bene come io ora sto bene con Gesù - il mio Dio! il mio Salvatore! Alleluia! -: se veramente si vuole trovare la Pace,  buttiamo fuori tutto il mondo con le sue vanità e trascorriamo una parte del sabato notte in preghiera con Gesù e Maria. Povero Gesù! Quanto soffre il sabato notte! Lo Spirito Santo me lo ha fatto capire bene, cara Sabrina, e ora tutto il mio desiderio è di consolarLo e adorarLo sempre.

Sabrina, io l'ho trovata lì la mia gioia! L'ho trovata nei Sacramenti e nella preghiera del cuore! L'ho trovata nel Perdono che Gesù mi ha dato, soprattutto quando ero una grande miserabile. L'ho trovata, come dice il Vangelo, chiudendo la porta della mia stanza e pregando il mio Dio nel segreto, aprendoGli il mio cuore così come sono.

E l'ho trovata in un santo Matrimonio (come so che è anche per te).

W Gesù! W la Sua (come tu dici, Sabrina) VERA Misericordia!

Ti abbraccio come se fossi mia sorella naturale, e anche di più perché - lo so, lo sento - sei mia sorella nel Signore.

Un abbraccio. In Gesù,

...

 

 


Dal sorgere del sole al suo tramonto sia lodato il Nome del Signore



Salmo 113

[1] Alleluia.
Lodate, servi del Signore, lodate il Nome del Signore.

[2] Sia benedetto il Nome del Signore,
ora e sempre.

[3] Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il Nome del Signore.

[4] Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la Sua gloria.

[5] Chi è pari al Signore nostro Dio
che siede nell'Alto

[6] e si china a guardare
nei cieli e sulla terra?

[7] Solleva l'indigente dalla polvere,
dall'immondizia rialza il povero,

[8] per farlo sedere tra i principi,
tra i principi del Suo popolo.

[9] Fa abitare la sterile nella Sua casa
quale madre gioiosa di figli.

 

Santa Maria Bertilla Boscardin, religiosa

20 ottobre 2016, giovedì

 

Cari amici!

Sì: dal sorgere del sole al suo tramonto, sia lodato il nome del Signore.

E sia benedetto e lodato il Signore, dal tramonto all'alba, in spirito di amorevole riparazione per i molti peccati notturni.

A tal proposito, desidero oggi ringraziare di vero cuore, tutte le monache e i monaci che vegliano di notte, adorando il Dio nascosto nel Santissimo Sacramento dell'altare.

Preghiamo per le anime contemplative, cari amici, e siamo loro riconoscenti perché intercedono per noi e per la Chiesa tutta, con la diuturna orazione.


Care sorelle e cari fratelli nel Signore, nel Salmo 97, la Parola di Dio così ci esorta:

1 Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la Sua destra
e il Suo braccio santo.

In questo bellissimo Salmo, veniamo invitati a cantare al nostro Dio per la stupenda Vittoria che Gesù Cristo ha riportato sul peccato e sulla morte.

Cari amici, quale sarà la nostra risposta?

Il canto nuovo più bello e vero che la Santissima Trinità si attende da ciascuno di noi, è la lode amante e grata che si innalza dalla nostra quotidiana vita di figli amati: rinati alla Grazia, alla Verità, alla Luce e alla Vita eterna, per opera di Gesù Cristo morto e risorto.

Eleviamo, notte e giorno, al nostro Dio e Redentore, il cantico dell'amore, il salmodiare delle ferventi preghiere, il suono melodioso delle buone opere.

Il Divino Paraclito - Consolatore soave e Avvocato fortissimo - ci assista, sì che la nostra esistenza nel tempo sempre più divenga una lode di gloria e, al culmine del cammino del Divino Amore, un'ostia di lode; come ci insegna, in modo mirabile nei suoi ispirati scritti, Santa Elisabetta della Trinità.

Gloria, lode, onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, oggi e nei secoli eterni! Amen.



 LE RELAZIONI OMOSESSUALI TRA PERSONE CONSACRATE A DIO

DANNARSI COL NOME DI SACERDOTE, RELIGIOSO, MONACA O SUORA, NON CONVIENE

 

San Luca, Apostolo ed Evangelista

18 ottobre 2016

 

http://www.messaggidelsacrocuore.it/messaggi-del-sacro-cuore-per-le-anime-consacrate-fascicolo-dell-anno-di-grazia-2008/2008-04-25

 

PREMESSA

 

Perseverare nella castità - del cuore e del corpo - è possibile, con l'indispensabile ausilio della Grazia Divina, solo a coloro che amano fortemente il Signore Gesù, vero Dio e Fratello nostro amabile: a quelle persone che hanno consolidato nel tempo - combattendo da forti, tra le altre, le insidie e tentazioni carnali - una vera amicizia con Gesù; sponsale legame di Grazia per il quale sarebbero persino disposte a rinunciare alla vita transeunte della terra, qualora fossero poste in aspre situazioni nelle quali dover scegliere la morte corporale o il peccato.

Esistono Suore - e io ho la gioia di conoscere personalmente una di queste anime sante - che tengono in altissima considerazione il voto di castità che, nella Professione perpetua, hanno promesso a Nostro Signore; infatti, per esse, la verginità - custodita e amata - è un fondamentale e prezioso attestato della propria personale donazione sponsale al Figlio di Dio, Gesù Cristo.

Tra l'altro, constato che in tali persone - a motivo del santo amore che accende la loro anima e della conseguente purezza in cui esse perseverano - notevolmente si acutizzano la vera intelligenza, la celeste sapienza e la finezza nella carità, verso Dio e verso il prossimo.

In effetti, il binomio sapienza/purezza è innegabile; come, d'altra parte, è vero che quanto più uno è schiavo della lussuria, tanto più diviene stolto, insipiente, cieco e sordo nei riguardi di Dio, dei Suoi sublimi Misteri e delle Sue imperscrutabili vie.

 

ALLE ANIME CONSACRATE CATTOLICHE - UOMINI E DONNE - CHE PRATICANO L'OMOSESSUALITA'

 

Care sorelle e cari fratelli in Cristo Gesù, Dio sia amato!

E lo sia, in modo del tutto speciale, da coloro che Egli, nella Sua sovrabbondante Misericordia, ha chiamato a servirLo più da vicino, accogliendoli nella Sua santa casa: il convento, o monastero; e, più profondamente, nella mistica Casa del Suo Sacratissimo, Divino Cuore.

Non c'è infatti dubbio alcuno sul fatto che la vocazione alla vita consacrata sia un segno speciale di amore di predilezione da parte del Signore verso l'anima chiamata.

Ciascuno di noi, care sorelle e cari fratelli, durante il pellegrinaggio della vita terrena, si trova, spiritualmente parlando, tra Dio e il demonio: è mediante le nostre scelte personali che ognuno di noi decide dove porsi, con chi schierarsi; e soprattutto chi amare e servire: il Signore o satana.

Sottolineo pure che è adesso, cioè nel corso della vita terrena, che ciascuna persona decide - ripeto: mediante le proprie scelte quotidiane pro o contro Dio - del proprio destino ultimo:

- di eterna felicità per i figli amorevoli e fedeli, sinceramente pentiti dei propri peccati;

- di dannazione ed eterno tormento per tutti coloro che amano il male ed in esso si ostinano sino alla fine.

Ogni persona umana è tentata al male, poiché il diavolo - per invidia e odio contro Dio e contro l'uomo, Sua creatura prediletta - mediante le sue effimere seduzioni e i suoi subdoli inganni, cerca di portare ognuno di noi il più lontano possibile dalla Via di imitazione di Gesù Cristo, Via che al Cielo conduce.

Ho detto: ogni persona umana è tentata al male, poiché satana è odio e desiderio di rovina; però è pure evidente che egli si accanisce, in modo del tutto particolare, nei confronti di quelle persone a cui Dio Amore ha voluto elargire un dono più grande o una speciale missione: vescovi, sacerdoti, fondatori e fondatrici, monaci e monache, suore e frati, anime vittime.

Preciso anche che una cosa sono le colpe commesse soprattutto per umana fragilità, e dalle quali una persona cerca di risolutamente emendarsi; ben altra cosa è decidere, consapevolmente e liberamente (cioè senza costrizioni esterne), di portare avanti nel tempo una relazione omosessuale con una consorella o un confratello, permanendo nella vita religiosa.

Anche se viviamo in tempi in cui persino la retta ragione è profondamente oscurata - tant'è che si  definiscono "diritti della persona" scelte e comportamenti tra i più aberranti al cospetto del Signore - la Parola di Dio rimane immutabile e vera:


9 O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, 10 né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.

(1Corinzi, capitolo 6)

 

19 Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, 21 invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio.

(Lettera ai Galati, capitolo 5)

 

Care sorelle e cari fratelli,

il mio modesto scritto non entra, volutamente, nel vasto e complesso argomento dell'affettività umana, poiché non sarebbe assolutamente possibile esaurirlo, o trattarne in modo adeguato, in poche righe.

Fine primario di questo mio rivolgermi a voi, è invece quello di invitarvi - in spirito fraterno e pacato - ad un salutare esame di coscienza: se veramente una persona - sacerdote, religioso o religiosa - intende ostinarsi a portare avanti una relazione peccaminosa - omosessuale o anche eterosessuale -, per amore al Sacro Cuore di Gesù Cristo e delle vostre stesse anime, esorto questa sorella, questo fratello, a considerare seriamente la possibilità di uscire dallo stato religioso in cui continua a permanere, nonostante non abbia alcuna intenzione di rinunciare ad uno stile di vita che è in aperto e stridente, pericoloso contrasto con la Volontà di Dio, manifestata nel Santo Vangelo e nelle Lettere degli Apostoli.

Lo Spirito Santo vi illumini, care sorelle e cari fratelli: soprattutto a comprendere, col cuore oltre che con la mente, che non è nel peccato impuro che la vostra anima - tanto amata e beneficata dal Signore - potrà trovare quella Gioia e quella Pace cui ardentemente anela.

Amo Dio. Vi voglio bene! E' per questo che, col cuore in mano, oggi, con evangelica schiettezza, vi ho parlato.

Dio sia consolato! soprattutto da voi, anime consacrate. Amen.

 

 

 

NEI TEMPI DIFFICILI, LA NOSTRA FORZA E' NEL SIGNORE


8E finalmente siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; 9non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione. 10Infatti:

Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici,
trattenga la sua lingua dal male
e le sue labbra da parole d'inganno;
11eviti il male e faccia il bene,
cerchi la pace e la segua,
12perché gli occhi del Signore sono sopra i giusti
e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere;
ma il volto del Signore è contro coloro che fanno il male.

13E chi vi potrà fare del male, se sarete ferventi nel bene? 14E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, 15ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, 16con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. 17E' meglio infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene che facendo il male.

(Dalla Prima Lettera di San Pietro Apostolo, capitolo 3)

 

Santa Teresa d'Avila, vergine e dottore della Chiesa

15 ottobre 2016, sabato

 

Cari amici!

In questi nostri tempi, segnati da grande empietà e crescente confusione, l'Apostolo San Pietro - primo Papa - ci insegna la via per poter perseverare nella Divina Grazia, pur in mezzo ad aspre persecuzioni e gravi, perduranti sofferenze.

Teresa di Gesù, la sublime Riformatrice del Carmelo, che tanto amò, pregò e fece qui in terra, per la gloria di Dio e per il vero bene delle anime - ora che, coronata di gloria celeste, brilla come stella immortale nell'empireo del Paradiso - interceda presso il Trono eccelso della Maestà Divina: per la Chiesa, per la pace, per l'umanità intera; e soprattutto per la conversione dei poveri peccatori.

La sua santa preghiera ottenga a tutti noi, cari fratelli e sorelle, di custodire ed accrescere la vita divina della Grazia nelle nostre anime, a qualunque costo.

Cristo vince! Cristo regna! Cristo impera!

 

   
Vera carità non è solo compatire, bensì anche fraternamente correggere ed istruire le anime

- La tanto (anche volutamente) dimenticata correzione fraterna -

 

Dalla Seconda Lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo:

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la Parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.

 

Anniversario dell'ultima apparizione di Nostra Signora del Santo Rosario di Fatima

13 ottobre 2016, giovedì

 

Care sorelle e cari fratelli,

onde cercare, per parte mia, di evitare più che sia possibile spiacevoli fraintendimenti, premetto a questi "pensieri scritti per amore" di oggi, una precisazione: per grazia del Signore, sono chiaramente  consapevole che ognuno di noi - ogni persona; anche se non tutti nello stesso grado - ha molto bisogno della Divina Misericordia del Sacro Cuore di Gesù Salvatore. Infatti, come disse una volta un sacerdote in omelia: "Siamo povera gente".

 

Detto questo, cari amici, oggi vorrei fermare la vostra attenzione sulla troppo assente ed obliata correzione fraterna.

Frequentando le chiese, e anche nella trama della vita quotidiana - ad esempio, camminando per le vie del centro di qualche città lombarda; o ancora, in visita a qualche ospedale - quante miserie e quanta triste ignoranza constato in non poche sorelle e fratelli in umanità.

Lo sappiamo, carissimi: l'abisso della miseria, dell'indigenza, della povertà - ed ora non mi riferisco primariamente a quella corporale, bensì soprattutto a quella degli spiriti malati, o addirittura morti, per il peccato grave,  alla Divina Grazia - chiama un altro abisso: quello della Divina Misericordia.

E ben sappiamo quanto i Santi e le Sante di ogni tempo e luogo, in questi 2000 anni di Cristianesimo, si siano intensamente e instancabilmente adoperati per sollevare le altrui miserie, spirituali e corporali. Essi, questi nostri fratelli e sorelle migliori, hanno così operato perché accesi dal fuoco interiore di una immensa carità a Dio e al prossimo; e, specialmente in quello più debole e fragile, hanno saputo, con viva e limpida fede, riconoscere Cristo, e Cristo Crocifisso.

Anche oggi, mentre la crisi economica in Italia non è affatto terminata, è urgente la necessità di soccorrere sempre più famiglie e persone che si trovano in una situazione di crescente e grave, concreta indigenza.

Dio Amore benedica e protegga sempre tutte quelle anime consacrate che si occupano con amore di alleviare questo genere di povertà. A loro sono vicina, in modo particolare, con la preghiera.

 

C'è però un'altra sostanziale povertà, ed è quella, purtroppo dilagante, dell'ignoranza religiosa, etica e morale.

Gesù Misericordioso ci chiama certamente a chinarci sulle altrui miserie compatendo il prossimo che, per certi aspetti e per i più svariati motivi, si trova in una condizione di minorità.

Sono d'accordo quando si dice che, ad esempio nella casa di Dio - la chiesa - di fronte a non poche persone che ormai non sanno più distinguere la destra dalla sinistra - il bene dal male - ci voglia anche un atteggiamento di pazienza e comprensione. A tal riguardo, ricordiamo che c'è persino un'opera di misericordia spirituale: sopportare pazientemente le persone moleste.

Però, decisamente, mi pare che il discorso non possa esaurirsi solo nella parola tolleranza; altrimenti, è una viltà camuffata di pazienza.

Infatti, constatata una così diffusa ignoranza, per cui pure in chiesa si assiste non di rado a comportamenti irrispettosi, verso il Santissimo o nei confronti di coloro che vorrebbero pregare e adorare Cristo; o, peggio ancora, quando tante anime si accostano alla Sacra Mensa Eucaristica in stato di peccato grave ... chiedo: a chi tocca istruirle nella Santa Legge di Dio? A chi ammonirle paternamente? A chi guidarle sul sentiero della Vita? Non è forse, questo, compito primario e precipuo dei pastori - i Vescovi - e dei sacerdoti della Chiesa Cattolica? Eppure, oso dire che mai come di questi tempi, praticamente - fatta eccezione per qualche raro presbitero zelante - quasi più nessuno corregge nessuno. E così siamo arrivati al punto che, ad esempio, ormai non solo si chiacchiera prima e dopo la Santa Messa, ma persino - delle volte, da parte di certe persone, con notevole noncuranza - durante il Divino Sacrificio di Cristo, Redentore nostro.

E, cosa ancora più grave e sbagliata delle omissioni fatte in merito alla correzione fraterna, è presentare i Comandamenti di Dio "abbassati" e "livellati", su misura della sempre più devastante miseria spirituale di molti poveri peccatori. Come se fosse Dio a doversi adattare alla attuale e grave deriva morale; dalla quale, purtroppo, non sono esenti neppure certi figli e figlie della Chiesa.

E cosa dire dell'abbigliamento gravemente scandaloso con cui non poche persone - soprattutto donne, ma anche uomini - varcano la soglia della casa del Signore durante la stagione estiva (ma non solo)? Ho avuto il dono di trascorrere, di recente, una settimana al mare: se avessi dovuto correggere fraternamente tutte le sorelle che si presentavano gravemente immodeste in chiesa, credetemi, cari amici,  che avrei dovuto trascorrere tutto il giorno (la chiesa lì rimaneva aperta fino a sera inoltrata) a fare richiami. A che punto siamo arrivati!?

Questo è, tra l'altro, il triste risultato del fatto che molti sacerdoti, magari anche perché sconfortati (e bisogna ammettere che certe pecore del gregge, con la loro ostinazione e malizia, sconfortanti lo sono davvero), da decenni hanno abdicato al loro - fondamentale, essenziale - compito di padri, pastori e maestri.

 

Cari amici, umilmente e di cuore: preghiamo, ripariamo; adoriamo il Signore Gesù, misticamente agonizzante in tanti tabernacoli del mondo.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Pietoso, abbi misericordia di noi e dell'attuale cristianità!

 

 

MINISTRI DI DIO - CHE OFFRONO IL DIVINO SACRIFICIO - O "PRIME DONNE" DEL TEATRINO MODERNISTA?

 

Domenica 9 ottobre 2016


 

"All'inizio delle nostre celebrazioni eucaristiche, come è possibile eliminare il Cristo che porta la sua Croce e cammina con sofferenza sotto il peso dei nostri peccati verso il luogo del Sacrificio? Ci sono tanti preti che entrano trionfalmente e salgono verso l'altare, salutando a destra e a sinistra, per apparire simpatici."

 

(Dal libro "La force du silence" del Cardinale Robert Sarah - Edizioni Fayard, 2016)


 

Care sorelle e cari fratelli nel Signore, Dio sia amato e rispettato nel Santissimo Sacramento dell'altare!

Purtroppo, di questi preti immaturi e banali (e sì che certi di loro hanno i capelli bianchi...ma tant'è!) che, non di rado, trasformano - per parte loro - la Santa Messa in una sorta di teatrino ridanciano, ne conosco anch'io.

Cosa dire? Ora  non mi dilungo.

Con il cuore in mano, vi invito - cari cristiani, che cercate sinceramente di amare e adorare Gesù Cristo realmente Presente nel Santissimo Sacramento del Suo Infinito Amore: l'Eucaristia - ad offrire orazioni e suppliche di riparazione alla Santissima Trinità, per questi sacerdoti, per certi aspetti, tristemente omologati al mondo, secolarizzato e antropocentrico.

Perseveriamo nella preghiera, carissimi tutti, affinché ogni presbitero della Chiesa Cattolica approfondisca la sua vita spirituale - la sua propria relazione di amicizia e devoto amore al Dio e vero Uomo, Cristo Gesù Signore - sì da mettere Lui al centro - del Divino Sacrificio e della propria vita - e non più se stesso.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Pietoso, abbi misericordia di noi e del mondo intero!

E assolvi pienamente tutte quelle anime sacerdotali che soffrono nel fuoco del Purgatorio*, per aver ministrato in tenebre e col cuore ingolfato dal mondo e dalla carne. Amen!

 

* Nella mia preghiera, ho sottinteso che, se essi sono nel Purgatorio, è perché, nel corso di questa vita mortale, o fosse pure nell'ultimo istante dell'esistenza terrena, si sono pentiti dei gravi peccati commessi.

Altrimenti, non dimentichiamo che coloro che muoiono impenitenti in stato di peccato mortale, andranno - per loro libera e ostinata decisione - nell'Inferno eterno.

Giustamente, il mio padre spirituale mi ha chiesto di apporre questa precisazione.




LA PREZIOSA CELLA DEL CUORE

L'ANGOLO DELLA PREGHIERA

 

San Bruno, eremita e fondatore

6 ottobre 2016, giovedì

 

"O Dio, che hai chiamato San Bruno

a servirTi nel silenzio e nella solitudine,
per la sua intercessione e il suo esempio

donaci di conservare,

nella dispersione della vita quotidiana,
una continua unione con Te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo..."

 

(Colletta della Santa Messa in onore di San Bruno - Rito Romano)

 

 

Cari amici!

Certo non tutti i credenti in Gesù Cristo, Figlio di Dio e vero Uomo, sono chiamati ad entrare nella Certosa, per amorosamente immolarsi - nell'orazione contemplativa e nel perpetuo silenzio - alla Santissima Trinità.

Sicuramente però il Signore, ineffabile Maestro Divino, invita ancora oggi (in questi nostri tempi, così spesso frenetici e chiassosi) ciascuno di noi - Suoi figli e figlie nella Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana - a rispondere all'Appello Divino (Osea, capitolo 2,16) che, immutabile, risuona nei secoli:

 

"...ecco, la attirerò a Me,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore."

 

Cari fratelli e sorelle, nelle nostre giornate, non di rado faticose e frenetiche, siamo esortati dallo Spirito Santo - Spirito di sublime orazione e di vera lode - a custodire la cella del cuore, e a divenirne assidui frequentatori; o, per meglio dire, figli amati e mistici commensali, intensamente attesi da Colui che inabita il nostro spirito: Dio, che è Padre e Figlio e Spirito Santo.

E' qui, infatti, nel tempio nascosto del mio cuore (ognuno di noi può dire questo), che si realizzano le soavi e infuocate, divinamente ardenti, Parole del Celeste Sposo (Apocalisse 3,20):

 

"Ecco, sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la Mia Voce e Mi apre la porta, Io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con Me."

 

Si realizzano, s'intende, non magicamente, bensì se l'anima accetta la chiamata che l'Amore le rivolge: rientra in se stessa, nel devoto raccoglimento, e si apre al dialogo confidente e amorevole con quel Padre dolcissimo che l'ha creata, l'ha redenta e liberata dalla peggiore schiavitù - quella del peccato - con la Morte in Croce del Suo Figlio unigenito, e ad ogni ora del giorno e della notte - con la Sua Divina, mirabile Provvidenza - la conserva nell'essere.

Questa è, cari amici, la vera preghiera: un aprire il cuore, così come siamo, a Colui dal Quale sappiamo di essere infinitamente amati; e un lasciare che Egli, giorno dopo giorno - con la Grazia dello Spirito Paraclito sposata alla nostra buona volontà - ci edifichi sempre più ad immagine e somiglianza del Figlio, il Suo Eterno Verbo: l'Amato, Gesù Cristo.

Nella misura in cui cresceremo nella santità, ossia nell'unione di amore con le Tre Divine Persone, facendo sempre più nostri i sentimenti del Cuore di Cristo - in primis: carità, umiltà e filiale abbandono in Dio (e ciò persino nelle più grandi prove che la vita, delle volte, ci riserva) - state certi che, come Gesù stesso ci ha promesso nel Suo Santo Vangelo (Matteo 11,28-30):

 

"Venite a Me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro. Prendete il Mio giogo sopra di voi e imparate da Me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il Mio giogo infatti è dolce e il Mio peso leggero."

 

troveremo quella vera pace e gioia a cui tanto fortemente anela il nostro cuore umano.

Vana sarà invece la nostra ricerca, se ci ostineremo, cari fratelli e sorelle, a cercare questi divini frutti - vera pace e duratura felicità - nel deserto della finitudine; cioè, detto in termini più semplici, negli effimeri piaceri del mondo: la lussuria, l'avidità del denaro, l'abuso sconsiderato di alcol e droghe, la bramosia del potere e degli onori terreni; e tanti altri idoli con i quali satana oggigiorno soggioga i cuori e le menti di molti; purtroppo anche tra i figli della Chiesa.

In concreto: cari amici, il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore tutto Grazia della Mamma celeste ci invitano a costruire nelle nostre case un piccolo luogo tutto per Loro - l'angolo della preghiera - in cui sostare ogni giorno, al fine di crescere sempre più nell'orazione sincera del cuore. A gloria del Signore, per giovare spiritualmente al prossimo e per il nostro stesso autentico bene.

Se già non lo abbiamo fatto, costruiamolo in modo semplice: in esso è importante e bello tenere il Santo Crocifisso, una immagine o statuetta della Madre del Cielo, la corona del sacro Rosario (benedetta da un sacerdote regolarmente ordinato) e - Supremo Gioiello - il Santo Vangelo, sul quale ci soffermeremo ogni giorno, affinché in Esso possiamo attingere il Pane sostanziale della Parola del Signore, per il nostro pellegrinaggio verso il Cielo.

E' però soprattutto importante che noi, carissimi, non ci stanchiamo di incontrarci con il nostro Creatore e Redentore, nella preghiera del cuore; e ciò potrebbe accadere perché il cammino di fede, accanto a momenti di intenso fervore e consolante devozione, presenta anche tappe impegnative, segnate da aridità e tentazioni.

Messi alla prova, potremmo sconfortarci e abbandonare il santo cammino.

Ma noi, cari amici, memori del Grande Amore che Dio ha dimostrato nei nostri confronti - sacrificando il Suo Figlio unigenito sull'Altare della Croce per la redenzione nostra e di tutti gli uomini - non agiremo da pavidi o da insipienti: al contrario, con la Sua Santa Grazia, illuminati dallo Spirito di Sapienza, ci industrieremo per trasformare i tempi aridi e apparentemente sterili della nostra esistenza, in un attestato vivo di amore più puro da offrire al Signore nostro Dio.

Come è scritto nel Salmo 84:

 

5 Beato chi abita la Tua casa:
sempre canta le Tue lodi!
6 Beato chi trova in Te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio.
7 Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente
,
anche la prima pioggia
l'ammanta di benedizioni.
8 Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion.

 

Care sorelle e cari fratelli,

vi voglio bene: è per questo che oggi, in semplicità di cuore, vi ho dedicato questi miei modesti pensieri scritti per amore.

Prego il Signore affinché - per intercessione di Maria, la perfetta Adoratrice del Verbo Incarnato - ognuno di noi possa scoprire ed apprezzare sempre più nella propria vita di cristiano, la sublime e austera bellezza del silenzio orante e del colloquio, cuore a Cuore, con il Dio Vivo e Vero: è in Lui la vera Gioia, pregustazione del Convito del Cielo. Amen! Gloria! Alleluia!

 



IL PICCOLO PULCINO DI GESU'

LA VIA DELL'INFANZIA SPIRITUALE

 

Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, vergine e dottore della Chiesa
1 ottobre 2016, primo sabato del mese

 


"Gerusalemme, Gerusalemme ..., quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!"  


(Matteo 23, 37)

 

"Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la Tua Potenza contro i Tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli."

(Salmo 8,3)

 

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: "Chi dunque è più grande nel Regno dei Cieli?". Allora chiamò a Sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: "In verità Io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli. Perciò chiunque si fa piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel Regno dei Cieli."

(Matteo 18,1-4)

 

"Gesù, non posso approfondire la mia supplica, temerei di rimanere schiacciata sotto il peso dei miei desideri audaci. La mia scusa è che sono una bambina, i bimbi non riflettono alla portata delle loro parole, eppure i loro genitori, quando si ritrovano sopra un trono, se possiedono tesori immensi, non esitano a contentare i desideri dei piccoli esseri che amano quanto se stessi. Per far loro piacere commettono follie, arrivano alla debolezza! Ebbene, io sono la figlia della Chiesa, e la Chiesa è Regina, poiché è tua Sposa, Divino Re dei re. Non a ricchezze e a gloria (si trattasse anche della gloria del Cielo) ambisce il cuore del bambino. La gloria, capisce che è, per diritto, dei suoi fratelli, gli Angeli e i Santi. La gloria di lui sarà il riflesso di quella che si irradierà dalla fronte di sua Madre. Quello che chiede, è l'amore, sa una cosa sola, amarti, Gesù! Gli sono interdette le opere clamorose, non può predicare il Vangelo, non può versare il suo sangue; ma che importa, i suoi fratelli lavorano al suo posto, e lui, bimbo piccolo, sta lì, proprio vicino al trono del Re e della Regina, ama per i suoi fratelli i quali combattono. Ma in quale modo testimonierà il suo amore, poiché l'amore si prova con le opere? Ebbene, il fanciullo getterà fiori, profumerà il trono reale, canterà con la sua voce argentina il cantico dell'amore...
Sì, Amato, la mia vita si consumerà così. Non ho altri mezzi per provarti il mio amore, se non gettar dei fiori, cioè non lasciar sfuggire alcun piccolo sacrificio, alcuna premura, alcuna parola, e profittare di tutte le cose piccole, e farlo per amore... Voglio soffrire per amore e perfino gioire per amore, così getterò fiori davanti al tuo trono; non ne incontrerò uno senza sfogliarlo per Te... poi, gettando fiori, canterò (sarebbe possibile piangere compiendo un'azione di tanta gioia?) canterò, anche quando dovrò cogliere i miei fiori in mezzo alle spine, e il canto sarà tanto più melodioso quanto più le spine saranno lunghe e pungenti.
Gesù, a che ti serviranno i miei fiori e i miei canti? Lo so bene, questa pioggia profumata, questi petali fragili senz'alcun valore, questi canti d'amore del cuore piccolo tra i piccoli, ti saranno cari, questi nulla ti faranno piacere, faranno sorridere la Chiesa trionfante, ella raccoglierà i miei fiori sfogliati per amore, e facendoli passare per le Tue Mani Divine, Gesù, questa Chiesa del Cielo vorrà giocare col suo bimbo piccolo, e getterà anch'essa quei fiori i quali avranno acquisito, sotto il Tuo Tocco Divino, un valore infinito, e li getterà sulla Chiesa dolorante per spegnere le fiamme di essa, li getterà sulla Chiesa militante per farle avere la vittoria!"


(Santa Teresa di Gesù Bambino, Carmelitana Scalza - Scritto autobiografico B - Da "Gli scritti", edizioni OCD)

 

***

O Gesù, mio Adorato!
Vorrei essere il Tuo tenero pulcino; la Tua bambina piccola, che riposa sul Tuo Cuore ...

Sabrina di Gesù 

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