2016-09

LAMPADA PER I MIEI PASSI E' LA TUA PAROLA, LUCE SUL MIO CAMMINO

SAN GIROLAMO: ARDENTE INNAMORATO DELLE SACRE SCRITTURE

 

Dalla Lettera di San Giacomo Apostolo (capitolo 1):

 

19 Lo sapete, fratelli miei carissimi: sia ognuno pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all'ira. 20 Perché l'ira dell'uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. 21 Perciò, deposta ogni impurità e ogni resto di malizia, accogliete con docilità la Parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime. 22 Siate di quelli che mettono in pratica la Parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. 23 Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la Parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: 24 appena s'è osservato, se ne va, e subito dimentica com'era. 25 Chi invece fissa lo sguardo sulla Legge perfetta, la Legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.

 


San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa

30 settembre 2016

 

Cari amici!

Oggi il Signore ci parla attraverso l'infuocato amore di San Girolamo per la Parola di Dio:

 

Dal «Prologo al commento del Profeta Isaia» di San Girolamo, sacerdote

(Nn. 1. 2; CCL 73, 1-3)

L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo


    Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell'apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo.
    Perciò voglio imitare il padre di famiglia, che dal suo tesoro sa trarre cose nuove e vecchie, e così anche la Sposa, che nel Cantico dei Cantici dice: O mio diletto, ho serbato per te il nuovo e il vecchio (cfr. Ct 7, 14 volg.). Intendo perciò esporre il profeta Isaia in modo da presentarlo non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. Egli infatti ha detto anche di sé quello che dice degli altri evangelisti: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace» (Is 52, 7). E Dio rivolge a lui, come a un apostolo, la domanda: Chi manderò, e chi andrà da questo popolo? Ed egli risponde: Eccomi, manda me (cfr. Is 6, 8).
    Ma nessuno creda che io voglia esaurire in poche parole l'argomento di questo libro della Scrittura che contiene tutti i misteri del Signore. Effettivamente nel libro di Isaia troviamo che il Signore viene predetto come l'Emmanuele nato dalla Vergine, come autore di miracoli e di segni grandiosi, come morto e sepolto, risorto dagli inferi e salvatore di tutte le genti. Che dirò della sua dottrina sulla fisica, sull'etica e sulla logica? Tutto ciò che riguarda le Sacre Scritture, tutto ciò che la lingua può esprimere e l'intelligenza dei mortali può comprendere, si trova racchiuso in questo volume. Della profondità di tali misteri dà testimonianza lo stesso autore quando scrive: «Per voi ogni visione sarà come le parole di un libro sigillato: si dà a uno che sappia leggere, dicendogli: Lèggilo. Ma quegli risponde: Non posso, perché è sigillato. Oppure si dà il libro a chi non sa leggere, dicendogli: Lèggilo, ma quegli risponde: Non so leggere» (Is 29, 11-12).
    Si tratta dunque di misteri che, come tali, restano chiusi e incomprensibili ai profani, ma aperti e chiari ai profeti. Se perciò dai il libro di Isaia ai pagani, ignari dei libri ispirati, ti diranno: Non so leggerlo, perché non ho imparato a leggere i testi delle Scritture. I profeti però sapevano quello che dicevano e lo comprendevano. Leggiamo infatti in san Paolo: «Le ispirazioni dei profeti devono essere sottomesse ai profeti» (1 Cor 14, 32), perché sia in loro facoltà di tacere o di parlare secondo l'occorrenza.
    I profeti, dunque, comprendevano quello che dicevano, per questo tutte le loro parole sono piene di sapienza e di ragionevolezza. Alle loro orecchie non arrivavano soltanto le vibrazioni della voce, ma la stessa parola di Dio che parlava nel loro animo. Lo afferma qualcuno di loro con espressioni come queste: L'angelo parlava in me (cfr. Zc 1, 9), e: (lo Spirito) «grida nei nostri cuori: Abbà, Padre» (Gal 4, 6), e ancora: «Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore» (Sal 84, 9).

 

 

 

 FA' CHE SIA SEMPRE FEDELE ALLA TUA LEGGE E NON SIA MAI SEPARATO DA TE."

AI SACERDOTI CATTOLICI, MIEI CARISSIMI FIGLI

 

28 settembre 2016

 

Oggi pomeriggio ho avuto la grande grazia di partecipare alla Messa Santissima in un santuario caro al mio cuore.

Ora, quando il sacerdote è uscito dalla sacristia - parato per salire il santo altare e ivi offrire il Divino Sacrificio del Figlio al Padre - si è acceso nella mia anima l'affetto puro e santo per tutti i sacri ministri ordinati, e mi si è fatto presente, in modo forte e chiaro, alla mente ed al cuore, che il Signore Gesù me li ha affidati come figli: per Sua grazia e nonostante la mia pochezza: http://www.messaggidelsacrocuore.it/gesu-costituisce-sabrina-piccola-madre-dei-sacerdoti

E subito ho pensato: "Che cosa potrei dire oggi ai miei carissimi figli, i sacerdoti del Signore?"; e nell'anima ho ricordato la bellissima orazione che voi, reverendi presbiteri, siete chiamati ad elevare (sottovoce) al Redentore nostro Gesù Cristo, prima di comunicarvi al Suo Divino Corpo e al Suo Sangue Preziosissimo:

 

"Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio Vivo, che per Volontà del Padre e con l'Opera dello Spirito Santo morendo hai dato la Vita al mondo, per il Santo Mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue liberami da ogni colpa e da ogni male, fa' che sia sempre fedele alla Tua Legge e non sia mai separato da Te."

 

Amatissimi figli sacerdoti,

nella semplicità della mia anima, con il cuore in mano, desidero in quest'ora - mentre un'altra notte è scesa sulla nostra bella Italia - dirvi: quanto è felice e consolato il Cuore Sacratissimo di Nostro Signore, ogni volta che un Suo ministro di vero cuore, con umiltà e fiducia, Lo prega con queste parole: "Fa' che sia sempre fedele alla Tua Legge e non sia mai separato da Te."

 

Cari figli miei,

vorrei avere mille lingue per poter con ognuna di esse ripetervi quanto è grande e importante la vostra missione in seno alla Madre Chiesa, mistica Sposa dell'Agnello Immolato: senza di voi non c'è l'Eucaristia!

Vorrei avere mille cuori per pregare con ognuno di essi per ciascuno di voi; soprattutto sono vicina, con la costante orazione, a quelli tra i sacri ministri che stanno attraversando un periodo particolarmente aspro e doloroso; e a coloro tra voi che sono, per i più svariati motivi, caduti nel peccato: uno stato di peccato da cui faticano a rialzarsi.

Figliolini miei amati, coraggio! Il Sacro Cuore di Gesù - l'Uomo Dio, il nostro migliore Amico e Fratello tenerissimo - è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto (Luca 19,10).

Lui stesso è stato tentato da satana nel deserto (Luca 4,1-13): Gesù sa - come Dio e in quanto Figlio dell'uomo - quanto sia fragile la nostra natura umana.

Egli ci ama, figlioli miei, anche quando siamo nel peccato (Parabola del Padre Misericordioso: Luca 15,11-32), e altro non desidera che l'anima si volga nuovamente a Lui con sincero pentimento e proposito di conversione, per poterle ridonare la Gioia del Suo Divino Perdono e della Sua incommensurabile Amicizia.

 

Reverendi carissimi,

voi siete i Suoi unti! Voi siete di Gesù! Il vostro cuore è Suo!

Non dimenticatelo mai: a gloria e lode di Dio, e per la vostra stessa pace e felicità.

Nel Sacro Cuore,

 

Sabrina di Gesù

 



DEVOTA E UMILE SUPPLICA AL CROCIFISSO DEL GARGANO

 

Ma un'altra preghiera non dovete mai trascurare. Vedete quanti dispregi e quanti sacrilegi si commettono dai figliuoli degli uomini verso l'umanità sacrosanta del suo Figliuolo nel sacramento dell'amore? A noi tocca, o Annita, giacché dalla bontà del Signore siamo stati prescelti nella sua Chiesa, al dir di san Pietro, a regale sacerdozio, a noi tocca, dico, difenderne l'onore di questo mansuetissimo Agnello, sempre sollecito quando si tratta di patrocinare la causa delle anime, sempre muto allorché trattasi della propria causa. Tutta la nostra vita, tutte le nostre azioni, tutte le nostre aspirazioni siano tutte dirette a riparazione delle offese che gl'ingrati nostri fratelli continuamente gli fanno.

Ma più in alto ancora deve essere rivolto il nostro pensiero. Vi è un Padre là su, il quale solo può e deve dare tutto a glorificare questo santissimo Figliuolo suo. Al Cuor di questo Divin Padre bisogna bussare con santa e filiale confidenza e pregare che prenda Lui medesimo le difese di Gesù in sacramento o col porre fine al mondo o col dar termine a tante iniquità.

 

(Estratto dal terzo volume dell'Epistolario - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" - Lettera dell'8 marzo 1915, alla sua figlia spirituale Annita Rodote)

 

 

San Pio da Pietrelcina, Sacerdote

23 settembre 2016

 

O soave e fortissimo crocifisso del Gargano!

In Cristo: sacerdote, altare e vittima.

Serafino ardente d'amore per Gesù Sacramentato.

Mirabile confessore e vero padre di anime!

 

O Santo e perfetto religioso,

vero figlio del Poverello di Assisi,

in quest'ora tenebrosa che grava sul mondo,

ci affidiamo con umile e ferma fiducia

alla Tua potente intercessione

presso il Cuore di Gesù Cristo, la Grande Vittima,

ed il Cuore tutto Grazia di Maria Immacolata,

dolce Mamma del Paradiso.

 

O padre Santo! supplica presso il supremo Trono della Maestà Divina: Misericordia!

 

Prega, o glorioso San Pio da Pietrelcina:

per la Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.

Per la conversione di tutti i poveri peccatori;

per le Anime sante del Purgatorio;

per i cristiani perseguitati;

per i sofferenti nel corpo e nell'anima;

per l'intera umanità.

Per la pace.

 

Prega, o venerato padre, anche per tutti noi,

affinché, partecipando, con umile e sincero amore, alla Dolorosa Passione del Signore,

possiamo giungere alla Felicità ineffabile della Vita che non muore,

nel Bel Cielo di Dio Trinità.

Così sia.

 

  

 

LA FAMIGLIA SECONDO IL SACRO CUORE DI GESU'


Condividiamo la stessa Speranza,
lo stesso Ideale,
lo stesso modo di vivere,
lo stesso atteggiamento di servizio.

Ambedue fratelli e servi dello stesso Signore,
senza divisione nella carne e nello spirito,
insieme preghiamo,
insieme ci inginocchiamo
e insieme facciamo digiuno.


Istruiamoci l'un l'altro,
l'un l'altro esortiamoci,
sosteniamoci a vicenda.


Insieme stiamo nella Santa Assemblea,
insieme alla Mensa del Signore,
insieme nella prova,
nella persecuzione, nella gioia.


Nulla nascondiamo l'un l'altro,
non ci evitiamo l'un l'altro,
l'un l'altro non siamo di peso.


Volentieri facciamo visita agli ammalati,
volentieri assistiamo i bisognosi,
senza malavoglia facciamo elemosina
senza fretta partecipiamo al Sacrificio,
senza sosta assolviamo ogni giorno i nostri impegni.


Ignoriamo i segni di croce furtivi,
rendiamo grazie senza reticenze,
benediciamo senza vergogna nella voce.


Salmi e inni recitiamo
a voci alternate
ed insieme gareggiamo
nel cantare le lodi al nostro Dio.


Vedendo e sentendo questo,
Cristo gioisce e ci manda la Sua Pace.
Là dove sono i due sposi,
ivi è anche Cristo.

 

(Lettera di Tertulliano alla moglie)

 

***

22 settembre 2016

 

Care sorelle e cari fratelli, Dio sia consolato!

Purtroppo tante famiglie non sono quelle culle di santità, quelle piccole chiese domestiche che il Signore Gesù desidera:

 

"Io desidero che coloro che sono stati chiamati al vincolo matrimoniale formino la chiesa domestica, ad imitazione della Mia Santa Famiglia."

 

(Estratto da un santo dettato del gennaio 1992:

 

Inoltre, molti anni fa, il Divino Maestro mi disse che satana voleva minare la società degli uomini dalla base, ossia proprio colpendo la  famiglia.

Quanto la vera famiglia - quella costituita secondo il Cuore Amantissimo della Beata ed Eterna Trinità - sia oggi minacciata e contrastata, non è neppur necessario che io lo sottolinei qui e ora, poiché questi terribili attacchi sono davvero - ogni giorno e sempre più - sotto gli occhi di tutti noi, che, come piccoli figli di Dio, cerchiamo di seguire le orme santissime e insanguinate del nostro Salvatore Gesù Cristo.

 

Cari amici! Preghiamo ogni giorno per la famiglia!

Non stanchiamoci mai di implorare il Signore - Eterno, Sublime e Mistico Matrimonio delle Tre Divine Persone: il dolcissimo Padre, il Figlio del Suo Amore, lo Spirito Santo: Loro perenne Felicità - per tutte le famiglie che sono nate dinanzi al Suo santo altare.

Soprattutto, affidiamo alla Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, i coniugi tentati di scindere il vincolo coniugale - sacro vincolo che è Dio stesso a creare nel Sacramento del Santo Matrimonio, mediante il reciproco consenso dell'uomo e della donna, sposi -; e anche coloro che, purtroppo, già hanno compiuto gravi passi negativi, che hanno distrutto l'unità familiare, siano oggetto delle nostre ferventi suppliche: lo Spirito Santo illumini e sostenga questi nostri fratelli e sorelle, affinché si ponga da parte loro ogni buon e santo impegno per vedere di poter ritrovare l'unità nel vero amore e la pace familiare; e, qualora ciò non si rivelasse possibile (ad esempio, per la mala volontà di uno dei coniugi), lo Spirito - Santissima Persona Amore - dia la forza a colui/colei che invece intende permanere fedele alle sacre promesse matrimoniali, di perseverare nell'autentica carità e nella Santa Legge del Signore - Gesù Cristo non ha mai dato a nessuno il "permesso" di essere adultero, o di fornicare, o di commettere atti impuri -: l'uomo/la donna credente in Cristo morto e risorto per noi, sia consapevole che passa la scena di questo mondo (1Corinzi 7,31) e, soprattutto, che il Supremo e Vero Sposo che attende ognuno di noi per l'Abbraccio felicissimo e definitivo in Cielo, è Cristo Gesù Signore.

 

Carissimi,

si perda pure tutto ciò che è mondo e sue vanità; ma non distacchiamoci, per nessun motivo - col peccato mortale - dalla preziosissima ed ineffabile Divina Grazia: la santa amicizia di Dio con la mia anima (ognuno che non sia in stato di peccato grave, può dire così).
Questa è la chiave, umile e sublime, che ci aprirà un giorno, dopo questo faticoso esilio, la Porta del Paradiso.
Così credo; così spero; così sia per la Divina Misericordia del Sacro Cuore. Amen.


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