2017-09

LA SANTA PUREZZA, VIRTU' PREZIOSISSIMA

"NESSUN FORNICATORE, O IMPURO, O AVARO AVRA' PARTE AL REGNO DI CRISTO E DI DIO."


Dalla Lettera agli Efesini (capitolo 5):

1 Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, 2 e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.
3 Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; 4 lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! 5 Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio.
6 Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. 7 Non abbiate quindi niente in comune con loro. 8 Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; 9 il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. 10 Cercate ciò che è gradito al Signore, 11 e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, 12 poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. 13 Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. 14 Per questo sta scritto:
«
Svègliati, o tu che dormi,
déstati dai morti
e Cristo ti illuminerà
».
15 Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; 16 profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. 17 Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio. 18 E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito, 19 intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, 20 rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.


***


Dalla Lettera ai Galati (capitolo 5):

16 Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; 17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
18 Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. 19 Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, 20 idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21 invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. 22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23
 contro queste cose non c'è legge.
24 Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25 Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. 26 Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.


***

Illibata trascorra la nostra vita,

o Dio, che infondi lo Spirito della Tua Santità

nell'umile nostra argilla.

 

(Antifona al Magnificat - Liturgia vigiliare vespertina della I Domenica dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore - Rito Ambrosiano)

 

 


Ogni nuovo giorno...

 

Ogni nuovo giorno

è un dono del Signore.

 

Con la Sua Santa Grazia

offriamoLo a Lui con amore.

 

E se è un giorno di sofferenza,

pensiamo alle mistiche, atroci

sofferenze di Gesù,

 

e umilmente offriamo

le nostre croci

in riparazione a Dio.

 

(Scritto del 27 settembre 2017 - Memoria liturgica di San Vincenzo de' Paoli, padre dei poveri e fondatore mirabile)



Se desideriamo consolare Gesù...

 

San Vincenzo de' Paoli

27 settembre 2017

Dio sia amato!

 

Cari fratelli e sorelle,

se desideriamo consolare Gesù, promettiamoGli, oggi stesso,

di rimanere fedeli alla Santa Dottrina Cattolica. Ad ogni costo.

   



Agli sposi cristiani: amarsi in Cristo Amore


Dalla Prima Lettera ai Corinzi, di San Paolo Apostolo (capitolo 7):

29 Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; 30 coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; 31 quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!

 

San Vincenzo de' Paoli

27 settembre 2017

Carissimi sposi cristiani,

qual sposa come voi, mi permetto oggi - con il cuore in mano e nel sincero desiderio della vostra autentica felicità - di dirvi: ascoltiamo il grande Apostolo Paolo. Egli, come ministro di Cristo Signore, ci ammonisce: "Passa la scena di questo mondo!".

 

Lo Spirito Santo possa presto - e sempre più! - illuminare gli occhi delle vostre anime; specie quelli dei fratelli e delle sorelle che, pur avendo contratto Matrimonio al santo altare del Signore, di fatto vivono la loro unione in modo gravemente difforme dalla grazia di tale sacramento: nella lussuria e adottando pratiche anticoncezionali - o addirittura abortive - che degradano e disonorano la loro intimità coniugale.

 

Cari sposi, l'esistenza di quaggiù, se paragonata all'eternità, è un soffio, un'ombra che passa; come la rugiada, che all'alba svanisce.

 

Umilmente, supplico Dio Amore, affinché - tutti noi che abbiamo ricevuto il grande dono della vocazione matrimoniale in Cristo - possiamo sempre amarci, nella Sua Divina Grazia, con casto fervore.

Nostro santo vincolo sia la Carità ineffabile del Sacro Cuore: sì da poter condividere un giorno - quando Dio vorrà - la Santa ed Eterna Gioia della Trinità Beata, in Paradiso.



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