Alle mie care sorelle e ai miei cari fratelli anziani

LA VIVA CONFIDENZA NELLA DIVINA MISERICORDIA DEL SACRO CUORE DI GESU'
E IL RIMORSO PER LE COLPE COMMESSE DURANTE QUESTA FUGGEVOLE VITA MORTALE


 

Beata Vergine Maria Immacolata di Lourdes

Sabato 11 febbraio 2017

 

In questo giorno di grazia celeste, impreziosito dalla Festa di Nostra Signora di Lourdes, desidero rivolgermi, col cuore in mano, alle persone anziane, le quali, non di rado, sono tormentate da rimorsi, determinati dalla memoria del male commesso nel corso della vita di quaggiù; tali stati d'animo, delle volte, si intensificano proprio a motivo del fatto che - sia guardandosi allo specchio che per la constatazione dei limiti propri della terza età (ad esempio, problemi motori e di deambulazione) - si è sempre più consapevoli di essere entrati nel vespro della giornata terrena, e che quindi il tramonto della propria esistenza in questo mondo non può essere molto lontano.

 

Mi è capitato più volte di incontrare persone anziane, e di dover purtroppo, con intenso dolore dell'animo, constatare l'insipienza di certi loro atteggiamenti e comportamenti:

- uomini e donne, che perdono il loro tempo - e dire "perdono il loro tempo" è ancor poco; dovrei dire meglio: sporcano le proprie anime - guardando alla tv film erotici e demenziali;

- persone che, forse perché non hanno accettato di invecchiare, sono molto (troppo!) intente alla vanità corporale nei suoi vari aspetti;

- altre che, essendo state carnali per gran parte della loro esistenza, seppur anziane, non riescono (e certe di queste neppure lo vogliono) a svincolarsi dai lacci, seducenti e mortiferi, della sensualità e della lussuria;

- persone troppo preoccupate e ingolfate in ciò che è materiale, e che, al contrario, non percepiscono la santa necessità di varcare la porta di una chiesa, di confessare le proprie colpe a Dio per il mezzo - da Gesù stesso voluto - del sacerdote cattolico; e di dedicare parte del tempo - che il Signore e Creatore, con Divina Bontà, ancora dona loro - alla preghiera del cuore: per sé, per i propri cari e per le tante e tante gravi necessità delle anime, della Chiesa di Gesù Cristo e dell'intera umanità, nel suo faticoso cammino nel tempo.

 

Cari anziani, la stoltezza non si addice alla canizie!

Pertanto - sempre col cuore in mano, come sorella che sinceramente vi ama - vi invito oggi a pregare lo Spirito Santo: Spirito di Sapienza e di Pietà, Spirito di Consiglio e di Santo Timor di Dio, affinché il vespro della vostra giornata terrena sia rischiarato dalla Potenza e Soavità della Divina Grazia.

Tutto passa: solo Dio rimane. Dio e l'anima, che il Signore desidera ardentemente accogliere nel Suo mirabile Abbraccio di Pace, se possibile subito dopo il termine del pellegrinaggio terreno.

Però, per fare che questo si realizzi, è necessario rinsaldare i vincoli di santo amore tra Gesù Redentore e l'anima umana, che si prepara a compiere il grande passo, varcando la porta della morte corporale.

 

DAL RIMORSO AL PENTIMENTO: DAL BUIO DEL CUPO DOLORE ALLA LUCE BENEFICA DELLA DIVINA MISERICORDIA

 

Care persone anziane,

il Celeste Padre sa che la vita di quaggiù, quasi per tutte le Sue creature, non è un rettilineo piano e regolare, percorso dall'anima tenendo sempre la sua mano nella Mano del Signore, in una costante fedeltà e forte amicizia con Lui. Anche tra i grandi Santi, che oggi veneriamo sugli altari, quanti sono anime penitenti (tra essi, amo menzionare il serafico padre, San Francesco di Assisi).

Nessuno come il Signore può scrutare gli abissi del mare, e soprattutto gli abissi del cuore umano.

Egli - il Tre volte Santo - detesta il peccato, ma ama il peccatore, e per questo mai cessa di chiamare l'anima alla conversione in vista della salvezza eterna.

Finché siamo pellegrini in questo mondo, non esistono per Dio anime irrimediabilmente perdute: Gesù Amore - Lui che non ha ricusato di patire la Morte di Croce per ciascuno di noi, che siamo veramente povere creature - fa l'impossibile affinché un'anima - ardente sospiro del Suo Divino Cuore - non si perda per l'eternità.

A questo riguardo, una provvidenziale voce di Dio è il salutare rimorso, mediante il quale ci appaiono chiare alla coscienza le azioni cattive che, purtroppo, nella nostra vita passata abbiamo commesso, deviando dallo stretto e sicuro sentiero della vera Vita, che il Signore Gesù ci indica mediante i Dieci Comandamenti e gli Insegnamenti racchiusi - come gemme di incalcolabile valore - nello Scrigno mistico che è il Suo Santo Evangelo.

Accade così che parole, desideri, propositi ed opere di male da noi compiute, anche se risalenti a vari decenni addietro, ci appaiano dinanzi allo sguardo del cuore come se li avessimo vissuti il giorno avanti. E il demonio, maligno ed omicida nemico, tenta di usare a suo vantaggio, e per la nostra sostanziale rovina, il sentimento doloroso del rimorso interiore, affinché nelle nostre anime si instauri la paura del Giudizio, la diffidenza verso il nostro Padre e Creatore, e, in ultima analisi - ciò che egli maggiormente brama per ottenere il fine sommamente perverso della nostra eterna perdizione: per dare dolore a Dio -, per portarci a disperare.

Delle volte, satana cerca terrorizzarci mostrandoci l'enormità delle colpe commesse e la grande malizia e premeditazione delle stesse; egli, maestro di mortali inganni, giunge persino ad usare dei doni che Dio ci ha elargito nel corso della vita terrena, puntandoli contro di noi come armi appuntite, e tentandoci (sempre per indurci alla disperazione) col dirci che non abbiamo corrisposto a sufficienza e che, quindi, il dono del Signore - cioè: la vocazione al sacerdozio e/o alla vita religiosa, la vocazione sponsale e di genitori, e altri talenti che il Signore ha affidato all'anima - si muta per noi in un ennesimo motivo per il quale Dio ci riproverà e ci allontanerà da Sé, per sempre.

Questi e altri fantasmi il diavolo aizza nel nostro mondo interiore, soprattutto nelle ore buie: quelle del dolore e dell'impotenza, quelle di cocenti delusioni e perduranti amarezze, quelle dell'incomprensione e della persecuzione.

 

Ma, cari anziani - e voi tutti, cari fratelli e sorelle nel Signore -, il Signore è il Dio della Pace! Questo non dimentichiamolo mai.

E allora, ben vengano i dolorosi rimorsi dell'anima, che riconosce la propria miseria e le proprie incongruenze al cospetto di quel Dio che infinitamente la ama e sempre l'accompagna, nelle stagioni prospere e in quelle aride, della vita.

Sì, benvenuto rimorso! se però io, anima cristiana, con l'aiuto della Grazia del Signore, so mutarti in umile presa di coscienza del mio nulla; in sincero pentimento per tutte le volte che ho voltato le spalle all'Onnipotente; e in fiducioso, filiale, immenso abbandono nelle braccia del Padre Misericordioso.

Sì, carissimi: anche il dolore del cuore per i gravi errori del passato può essere grazia, e grazia grande: se però esso non degenera in  ossessione, scrupolo, ansia eccessiva; al contrario, dal mistico scalino dell'umile riconoscimento della nostra povertà e miseria - addolorati di aver fatto soffrire Chi tanto ci ha amati, e ci ama - innalziamoci, con fiducia grandissima, all'invocazione della Divina Misericordia del Cuore Sacratissimo di Gesù.

Questo ci insegnano i Santi e le Sante di Dio, tra cui ora mi è caro nominare Suor Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Suor Maria Faustina Kowalska e Suor Veronica Giuliani, serafina di fuoco.

 

CONCLUSIONE

 

Carissimi tutti, se ci abbandoniamo con intenso amore fra le braccia - e soprattutto sui Sacri Cuori - di Gesù, Maria e Giuseppe, Essi - tanto buoni! - ci assisteranno anche nel momento supremo del nostro passaggio da questo mondo al Padre.

 

Gesù, confido in Te e al Tuo Divino Cuore mi affido!

Maria, Mamma del Cielo: gioia, fiducia e speranza mia!

 

Dio Eterno, Tu sei la stessa Bontà:

a Te, con cuore di piccolo bimbo,

io m'abbandono.

 

 
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