2015-01

LA VERA SPERANZA

29 gennaio 2015, giovedì

 

O Gesù! Tu sei la sola nostra Speranza.

Tu sei l’unico Vivente in mezzo a tanti morti!

A Te lode, onore e gloria, oggi e per tutti i secoli dei secoli.

 

 

Care sorelle e cari fratelli,

in questi tempi, per certi aspetti tristi, dove trovare speranza? una speranza che non deluda, s’intende.

Dio Amore, nella Sacra Scrittura, così tante volte ci invita alla vera speranza: nella Bibbia, infatti, troviamo il Tesoro inestimabile della Parola - viva ed efficace - del nostro Dio e Padre, che ci ama infinitamente e da sempre.

Vi invito, dunque, con sincero affetto: ogni giorno, ma in modo speciale quando ci sentiamo un po’ giù, attingiamo l’autentico conforto nel Signore nostro Dio.

 

 
 

PREGHIAMO L’UFFICIO DIVINO – OSSIA IL BREVIARIO – COME ATTO DI RIPARAZIONE AL SIGNORE PER I SACERDOTI LONTANI DAL SUO CUORE

16 gennaio 2015, venerdì

Care sorelle e cari fratelli,

di vero cuore ringrazio Dio, che mi ha fatto la grazia di incontrare nel corso della mia vita fino al presente, anime sacerdotali buone e pie: persone in santo cammino verso il Cielo; uomini che cercano sinceramente di corrispondere al grande Amore che Nostro Signore ha loro manifestato chiamandoli all’alta dignità del sacerdozio ministeriale.

Sappiamo però come non tutti i presbiteri, purtroppo, sappiano perseverare nell’arduo – e pur tanto bello e salutare – cammino della virtù.

A volte, mi piace dire che la vita terrena è breve e lunga nel contempo. Se la confrontiamo all’eternità, essa è un soffio. Ma è pur vero che se non moriamo molto giovani, in genere nel corso dell’esistenza ci imbattiamo in varie situazioni in cui la nostra fede è messa alla prova.

Questo vale a maggior ragione per i pastori della Santa Chiesa di Gesù Cristo, i quali – proprio perché sono anime elette da Dio in modo speciale e, nota bene, persone consacrate a cui è connessa la salvezza eterna di molte anime – sono più esposti alle insidie e tentazioni sataniche. Infatti, è scritto: “Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse” (Marco 14,27).

Cari amici, come cristiani abbiamo l’amorevole dovere di essere loro vicini, con la preghiera anzitutto, e sostenendoli con stima e fraterno affetto nel loro non facile ministero. E’ certo, infatti, che quando un presbitero si trova spesso solo, combattuto, calunniato, eccetera - a meno che egli non sia un vero eroe della Fede - sarà più agevole per il demonio insinuarsi.

I sacerdoti cattolici sono tenuti, sotto pena di peccato mortale, a recitare il Breviario ogni giorno. L’abbandono di questa orazione pubblica - rivolta dalla Chiesa a Cristo, Suo Divino Sposo – è (non di rado in casi del genere) il primo, rovinoso passo del sacerdote sul largo cammino verso la perdizione.

Difatti, come ci insegna Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, dottore di Santa Romana Chiesa: “Chi prega si salva, chi non prega si danna”.

L’avversario sa molto bene che se riesce nel suo malefico intento di far tralasciare la preghiera, si ingenererà in quell’anima una crescente tiepidezza e poi, complici di essa, si affacceranno alla mente e al cuore del ministro di Dio, tentazioni contro il Sesto Comandamento e di condurre la propria esistenza secondo logiche mondane, antitetiche al Vangelo di Gesù.

 

Cari amici, per la Carità del Cuore di Cristo, non possiamo rimanere inerti e indifferenti dinanzi a questa triste e dolorosa situazione in cui non pochi sacerdoti si trovano! Noi dobbiamo aiutarli.

Ecco perché oggi sento fortemente di porgere un appello - a voi, amati fratelli e sorelle fedeli laici, come io lo sono – a porre in grande risalto nella nostra giornata di cristiani la preghiera dell’Ufficio Divino. Noi non ne siamo tenuti in senso stretto e, quindi, penso che il Signore gradirà molto questo atto di amore spontaneo da parte nostra.

Mi rendo conto che gli impegni quotidiani di una persona laica non sono tali e quali quelli di un presbitero; pertanto in concreto propongo: preghiamo con il cuore ogni giorno almeno le Lodi mattutine e i santi Vespri, come atto di riparazione a Gesù Cristo, Pastore supremo, per le omissioni commesse da certi preti in difficoltà e come supplica per impetrare dal Suo Cuore Divino - Fornace fiammeggiante Amore - il sollecito ravvedimento di queste anime sacerdotali, e di qualsiasi anima vocata in modo particolare dal Signore, Re eterno degli spiriti angelici e umani.

Così sia.

 

 

 

ALLE MIE SORELLE E AI MIEI FRATELLI CHE VIVONO IN STATO DI PECCATO GRAVE

 

15 gennaio 2015, giovedì

 

Sento fortemente in cuore di scrivere questo:

 

Cara sorella/caro fratello,

che un giorno ricevesti (magari da piccola/o, come me) la grazia inestimabile del Santo Battesimo che ti rese figlia/figlio adottivo del Padre Celeste, ma che poi nel corso della vita ti sei allontanata/o da Lui e dai Suoi amorevoli e santi Comandamenti fino a condurre al presente un’esistenza che contrasta con la Sua Divina Volontà – e molte volte ciò avviene a motivo di una relazione illecita con un’altra creatura – desidero dirti che nella mia semplice, quotidiana preghiera al Signore e alla Sua Santissima Madre, ti penso; sì, ti penso con viva carità e, anche se non ci conosciamo, con l’acceso desiderio del tuo vero e duraturo bene.

 

E’ per questo, oltre che per devoto amore al Sacro Cuore di Gesù, che oggi, riflettendo su come può essere difficoltoso per te rimetterti subito sulla via del bene - il Signore infatti chiede di rompere ogni relazione peccaminosa, senza se e senza ma - ti invito a fare almeno il primo passo verso la Vita: cara sorella/caro fratello, ti invito a chiudere la porta della tua stanza e a rivolgerti a Dio – che, credimi, è davvero il Migliore Amico di noi tutti, uomini e donne – con la preghiera.

 

Anima carissima, se apri la porta del tuo cuore pregando, ti assicuro che, in breve tempo persino se sei umile e sincera, vedrai compiersi meraviglie di Grazia e Misericordia nella tua vita.

 

In una stanza oscura, è meglio accendere una piccola luce che imprecare contro il buio … la preghiera del cuore squarcia le tenebre e allora, ecco, appare – finalmente! – il Sole Divino: Gesù Cristo, nostro Redentore; Colui che ci ha amati fino a spargere tutto il Suo prezioso Sangue per la nostra salvezza.

 

Nel Suo Cuore, ti voglio bene!

 

 

 

PREGHIERA A GESU’: MARIA E MARTA

 

15 gennaio 2015, giovedì

 

Carissimo Gesù, mio Gran Dio e Salvatore amabile,

sostienimi, in questo giorno e sempre, così che io possa, con la Tua Santa Grazia, vivere l’orazione e la carità fino ad esprimerle in compiuta armonia, come il Tuo Divino Cuore desidera che sia per ogni anima cristiana. Amen.

 

 

IL FRUTTO DEL PREZIOSO NATALE DI CRISTO

9 gennaio 2015, venerdì

“Il mio Amato è mio e io sono Sua.”

 (Cantico dei Cantici 2,16)

 

Care sorelle e cari fratelli nel Signore,

nel Mistero dell’Incarnazione il Signore ha sposato l’umanità in tutte le sue espressioni, tranne che nel peccato.

Dio si è fatto Uomo perché l’uomo diventi Dio, cioè partecipe per grazia della natura divina: figlio di Dio ed erede del Regno celeste.

Cari amici! Con umiltà, fede e carità, abbracciamo ogni giorno la Santa Volontà del Signore nella nostra vita; corrisponderemo così al Suo ineffabile ed eterno Amore, soddisfacendo all’ardentissimo anelito del Divino Cuore di Gesù: sposare misticamente ogni anima umana, nel tempo e nell’eternità.

Il Matrimonio con Dio: ecco il fine supremo della vita di ogni donna e di ogni uomo. Questo è, carissimi, il Natale eterno.

Gloria e lode alla Trinità, Oceano di sconfinato Amore e inesauribile Felicità!

 

 

 
LA PREGHIERA DEL CUORE

 

5 gennaio 2015

Cari fratelli e sorelle!

La preghiera, elevata con il cuore, dona sostanza di eternità ai nostri giorni che, inesorabilmente, passano.
Tendiamo al Cielo!
 
 
 

LA SANTA COMUNIONE RICEVUTA IN STATO DI PECCATO GRAVE

 

5 gennaio 2015

 

Reverendi e cari sacerdoti,

all’inizio di questo anno per certi aspetti decisivo, desidero dirvi una cosa fondamentale; veramente fondamentale per voi e per noi, che amiamo Gesù Eucaristia e le anime da Lui redente col Sangue.

Nonostante la nostra quotidiana partecipazione al Divino Sacrificio - in diverse chiese e santuari, ormai da anni - non ho memoria di avere una sola volta sentito insegnare in un’omelia la differenza tra peccato mortale e peccato veniale.

Questo argomento trattato (secondo quanto desidero sottolineare in questo breve scritto) affinché le anime possano esaminarsi e comprendere se possono o no accedere alla Santa Comunione Eucaristica in modo degno, e cioè accetto e gradito a Dio.

Carissimi sacerdoti, vi prego: insegnate ai cristiani questa fondamentale distinzione – poiché davvero molte persone, che pur frequentano la chiesa, non sanno distinguere la destra dalla sinistra – affinché si eviti più che sia possibile il gran male di questa ignoranza che causa, tra l’altro, l’indegna ricezione del Santissimo Pane del Cielo: Gesù Cristo, Vivo e Vero nell’Ostia, consacrata per opera dello Spirito Santo nelle vostre mani di ministri ordinati, in ogni Santa Messa.

Nel mio piccolo, prego ogni giorno per voi, amati pastori del gregge di Cristo Signore.

 

 

 

LA PAROLA DI DIO: LUCE E GUIDA IN QUESTO NUOVO ANNO

Maria Santissima, Madre di Dio

1 gennaio 2015, giovedì

 

Cara sorella/caro fratello, Dio sia lodato!

In semplicità di cuore, ti invito a scegliere nel Santo Vangelo, o più in generale nella Sacra Bibbia, una Parola di Dio che ti sia luce e guida in questo 2015, che oggi ha avuto inizio.

In semplicità di cuore, già ho trovato grande ricchezza nelle Letture che la Madre Chiesa ci propone nell’odierna solennità; in particolare ora faccio riferimento alla Parola proclamata nella Santa Messa secondo il Rito Ambrosiano.

 

Di cuore, vi porgo due spunti, fra i molti possibili:

 

- “Maria, da parte Sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel Suo Cuore” (Luca 2,19). Cara sorella/caro fratello, all’inizio di quest’anno – tempo di grazia - sarebbe cosa molto bella e valida decidere di dedicare almeno un po’ di tempo ogni giorno alla meditazione orante del Vangelo di Gesù; ciò recherebbe molta consolazione al Cuore Sacratissimo di Nostro Signore.

 

- “Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò Se stesso assumendo una condizione di servo” (Filippesi 2,5-7). La vera orazione ci conduce infallibilmente al santo desiderio dell’imitazione del Divino Maestro: il Verbo incarnato, supremo Modello per ogni uomo e ogni donna credente.

In particolare, impegniamoci in questi dodici mesi (che, a Dio piacendo, ci stanno dinanzi) a crescere nell’umiltà e nella  mitezza, proprie del Cuore di Cristo Redentore. Il mondo, spesso così inquieto e confuso, ha tanto bisogno di incontrare lungo il proprio tormentato cammino testimoni di mansuetudine e bontà: cristiani che siano, pur con i loro limiti, segno vivo della Divina Tenerezza del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

 

Cari amici, vi voglio bene e prego sempre per voi, come pure alle vostre preghiere fiduciosa mi affido. Vi ringrazio!

 

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