2016-08-01 Dopo l'assassinio di padre Jacques Hamel

PREGHIAMO IL SIGNORE PER LE VITTIME DEL TERRORISMO ISLAMISTA E PER LA CONVERSIONE DEI LORO CARNEFICI

 


Sant'Alfonso Maria De' Liguori, dottore della Chiesa

1 agosto 2016

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

dopo l'efferato omicidio di padre Jacques da parte di due jihadisti, da papa Francesco noi cattolici avremmo il diritto di aspettarci parole molto differenti rispetto a quelle che ha pronunciato nel volo di andata del recente viaggio in Polonia: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/july/documents/papa-francesco_20160727_polonia-volo-andata.html

Veramente, cari amici: oltre alle grandi sofferenze morali e spirituali dei tempi presenti, noi cattolici, con un pontefice simile - il quale, diciamolo chiaramente, non è all'altezza del suo grave e difficile compito di pastore della Chiesa universale - ci sentiamo, ogni giorno di più, orfani. In questa situazione, la cosa migliore che possiamo fare è: affidarci ancor più tenacemente, con forte fede e fiducioso amore, al Buon Pastore - l'Uomo Dio, Cristo Gesù - e perseverare nella preghiera, umile e sincera, per il ravvedimento di papa Francesco.

 

Si potrebbero esprimere vari rilievi in merito ai recenti attentati, avvenuti in Europa; riteniamo però che non sia nostro specifico compito - di noi cioè come Associazione di Riparazione Eucaristica - quello di entrare nell'analisi storico-politica.

Ciò che abbiamo in animo, in modo particolare, e che oggi vi manifestiamo, è un intenso appello che rivolgiamo a ciascuno di voi, cari amici, alla preghiera del cuore per le vittime del terrorismo e per i loro familiari; e a pregare per la conversione di tutti coloro che, ingannati dal primo omicida - satana - spargono dolore e morte.

 

Non sempre in questo mondo viene resa giustizia agli oppressi, come fu invece per Nabot: http://www.laparola.net/testo.php?versioni%5B%5D=C.E.I.&riferimento=1Re21

ma la nostra Santa Fede ci assicura la vittoria finale del Regno eterno del Signore nostro e Salvatore Gesù Cristo:

 

Un angelo annunzia la caduta di Babilonia

[1]Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore.

[2]Gridò a gran voce:

"E' caduta, è caduta
Babilonia la grande
ed è diventata covo di demòni,
carcere di ogni spirito immondo,
carcere d'ogni uccello impuro e aborrito
e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.
[3]Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino
della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con essa
e i mercanti della terra si sono arricchiti
del suo lusso sfrenato".

Il popolo eletto deve fuggire

[4]Poi udii un'altra voce dal cielo:
"Uscite, popolo mio, da Babilonia
per non associarvi ai suoi peccati
e non ricevere parte dei suoi flagelli.
[5]Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo
e Dio si è ricordato delle sue iniquità.
[6]Pagatela con la sua stessa moneta,
retribuitele il doppio dei suoi misfatti.
Versatele doppia misura nella coppa con cui mesceva.
[7]Tutto ciò che ha speso per la sua gloria e il suo
lusso,
restituiteglielo in tanto tormento e afflizione.
Poiché diceva in cuor suo:
Io seggo regina,
vedova non sono e lutto non vedrò;
[8]per questo, in un solo giorno,
verranno su di lei questi flagelli:
morte, lutto e fame;
sarà bruciata dal fuoco,
poiché potente Signore è Dio
che l'ha condannata".

Lamenti su Babilonia

[9]I re della terra che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei, quando vedranno il fumo del suo incendio, [10]tenendosi a distanza per paura dei suoi tormenti e diranno:

"Guai, guai, immensa città,
Babilonia, possente città;
in un'ora sola è giunta la tua condanna!".

[11]Anche i mercanti della terra piangono e gemono su di lei, perché nessuno compera più le loro merci: [12]carichi d'oro, d'argento e di pietre preziose, di perle, di lino, di porpora, di seta e di scarlatto; legni profumati di ogni specie, oggetti d'avorio, di legno, di bronzo, di ferro, di marmo; [13]cinnamòmo, amòmo, profumi, unguento, incenso, vino, olio, fior di farina, frumento, bestiame, greggi, cavalli, cocchi, schiavi e vite umane.

[14]"I frutti che ti piacevano tanto,
tutto quel lusso e quello splendore
sono perduti per te,
mai più potranno trovarli".

[15]I mercanti divenuti ricchi per essa, si terranno a distanza per timore dei suoi tormenti; piangendo e gemendo, diranno:

[16]"Guai, guai, immensa città,
tutta ammantata di bisso,
di porpora e di scarlatto,
adorna d'oro,
di pietre preziose e di perle!
[17]In un'ora sola
è andata dispersa sì grande ricchezza!".

Tutti i comandanti di navi e l'intera ciurma, i naviganti e quanti commerciano per mare se ne stanno a distanza, [18]e gridano guardando il fumo del suo incendio: "Quale città fu mai somigliante all'immensa città?". [19]Gettandosi sul capo la polvere gridano, piangono e gemono:

"Guai, guai, immensa città,
del cui lusso arricchirono
quanti avevano navi sul mare!
In un'ora sola fu ridotta a un deserto!
[20]Esulta, o cielo, su di essa,
e voi, santi, apostoli, profeti,
perché condannando Babilonia
Dio vi ha reso giustizia!".

[21]Un angelo possente prese allora una pietra grande come una mola, e la gettò nel mare esclamando:

"Con la stessa violenza sarà precipitata
Babilonia, la grande città
e più non riapparirà.
[22]La voce degli arpisti e dei musici,
dei flautisti e dei suonatori di tromba,
non si udrà più in te;
ed ogni artigiano di qualsiasi mestiere
non si troverà più in te;
e la voce della mola
non si udrà più in te;
[23]e la luce della lampada
non brillerà più in te;
e voce di sposo e di sposa
non si udrà più in te.
Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra;
perché tutte le nazioni dalle tue malìe furon sedotte.
[24]In essa fu trovato il sangue dei profeti e dei santi
e di tutti coloro che furono uccisi sulla terra".

Capitolo 19

Canti di trionfo in cielo

[1]Dopo ciò, udii come una voce potente di una folla immensa nel cielo che diceva:

"Alleluia!
Salvezza, gloria e potenza
sono del nostro Dio;
[2]perché veri e giusti sono i suoi giudizi,
egli ha condannato la grande meretrice
che corrompeva la terra con la sua prostituzione,
vendicando su di lei
il sangue dei suoi servi!".

[3]E per la seconda volta dissero:

"Alleluia!
Il suo fumo sale nei secoli dei secoli!".

[4]Allora i ventiquattro vegliardi e i quattro esseri viventi si prostrarono e adorarono Dio, seduto sul trono, dicendo:

"Amen, alleluia".

[5]Partì dal trono una voce che diceva:

"Lodate il nostro Dio,
voi tutti, suoi servi,
voi che lo temete,
piccoli e grandi!".

[6]Udii poi come una voce di una immensa folla simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti, che gridavano:

"Alleluia.
Ha preso possesso del suo regno il Signore,
il nostro Dio, l'Onnipotente.
[7]Rallegriamoci ed esultiamo,
rendiamo a lui gloria,
perché son giunte le nozze dell'Agnello;
la sua sposa è pronta,
[8]le hanno dato una veste
di lino puro splendente".

La veste di lino sono le opere giuste dei santi.

[9]Allora l'angelo mi disse: "Scrivi: Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell'Agnello!". Poi aggiunse: "Queste sono parole veraci di Dio". [10]Allora mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo, ma egli mi disse: "Non farlo! Io sono servo come te e i tuoi fratelli, che custodiscono la testimonianza di Gesù. E' Dio che devi adorare". La testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia.

 

Angelo e Sabrina

 

P.S. Spiace constatare come spesso i predicatori dei nostri giorni - mentre esortano i penitenti al perdono dei nemici - se ne guardino bene dal parlare della certezza che Dio farà giustizia per i Suoi servi e per tutte le persone che, in questo mondo di esilio, sono in vario modo oppresse e sfruttate. Il misericordismo e il buonismo hanno raggiunto, in certe menti e su certe bocche, un livello (scusate) spiritualmente rivoltante.

Dio abbia misericordia di noi e del mondo intero!

 

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