2015-10-30 Le Comunioni sacrileghe e Halloween:

OFFRIAMO UMILE RIPARAZIONE ALLA SANTISSIMA TRINITA'

30 ottobre 2015, venerdì

Cari soci e cari amici dell'ARESC, Dio sia consolato! Lo sia sempre, e specialmente in questi tempi in cui troppe anime hanno perso l'amore e il santo timore - riverenziale timore - di Dio.

A questo fine, cioè per consolare il Cuore Sacratissimo del nostro Signore e Migliore Amico Gesù Cristo, vi invitiamo ad unirvi spiritualmente a noi nell'offrire, in modo speciale nella giornata di domani, preghiere e sacrifici a Dio per intercessione di Maria, Madre di tutti gli uomini, in riparazione della festa demoniaca che è Halloween.

In particolare, sostiamo in umile e amorevole veglia di preghiera al Cuore Divino di Gesù e al Cuore Immacolato della Madonna Santissima, nella serata e (per chi può farlo) nella notte tra sabato 31 ottobre e Domenica 1° novembre, stupenda Solennità di tutti i felici cittadini del Cielo, i Santi e le Sante di Dio.

Con l'occasione, desideriamo mettervi in guardia, cari fratelli e sorelle - e soprattutto ci rivolgiamo ai giovani, che frequentano le discoteche o altri ambienti simili - dal reale e grave rischio - dalle conseguenze interiormente devastanti - connesso alle pratiche magiche, che proprio nella notte di Halloween vi vengono propinate come se fossero un gioco innocuo, attraverso l'opera dei maghi e delle maghe, servi e serve di satana.

Con sincera carità, ci permettiamo ricordarvi che ogni pratica magica è in abominio al Signore nostro Dio ed è un esporsi, molto pericoloso, all'influsso del maligno.

 

Inoltre, a pochi giorni dalla conclusione del Sinodo sulla famiglia, apprendiamo che purtroppo - tra l'altro, anticipando in modo indebito il pronunciamento che spetta solo a Papa Francesco e che egli esprimerà (supponiamo tra alcuni mesi) in un apposito documento - certi sacerdoti si arrogano già il falso diritto di concedere ai divorziati risposati civilmente di accostarsi alla Santa Comunione eucaristica. Ciò viene da loro giustificato a partire dai punti 84-85-86 della Relatio finalis del Sinodo, mentre in realtà in quei tre punti non si parla, almeno esplicitamente, della concessione della Santa Comunione eucaristica ai divorziati risposati.

Ricordiamo che il Sinodo dei Vescovi è un organo consultivo e non definitorio; quindi, attendiamo in preghiera lo scritto di Papa Francesco.

La Dottrina Cattolica in merito è chiara: coloro che perseverano in peccato grave manifesto non possono lecitamente ricevere la Santissima Eucaristia; e se consapevolmente lo fanno, commettono un orrendo sacrilegio. Tale è il caso dei divorziati civilmente risposati che - sarà bene rammentarlo nell'attuale grande confusione - davanti a Dio non sono marito e moglie, ma due conviventi: due persone che vivono come coniugi - more uxorio - ma che non lo sono davanti a Dio: il matrimonio da essi contratto in comune non è sigillato in Gesù Cristo; è una realtà profana, non sacra; e tanto meno un sacramento.

Ribadiamo una volta di più che chiunque si trova in stato di peccato mortale e non intende convertirsi - cioè non si pente delle proprie colpe e non prende il serio proposito di cambiare vita, passando dal male al bene, dal dominio del peccato a quello della Grazia - non può validamente ricevere i Santi Sacramenti di Eucaristia e Confessione. Non è la Santa Chiesa a privarlo del bene immenso che noi cristiani cattolici riceviamo dalla valida ricezione dei Santi Sacramenti, ma è la persona stessa che se ne auto-esclude con la sua scelta consapevole di rimanere nel male morale.

I divorziati civilmente risposati, i conviventi, gli omosessuali che intendono continuare a compiere atti contro natura e che magari convivono col proprio partner: tutti questi fratelli e sorelle - per i quali eleviamo suppliche di vero cuore, affinché lo Spirito Santo li illumini e dia loro la fortezza necessaria per tornare a Dio - fin tanto che non decideranno seriamente di convertirsi a Cristo Signore e al Suo Vangelo, non possono accedere ai Santi Sacramenti.

Questo è, cari amici: questa è la vera teologia morale, l'autentica Dottrina della Chiesa di Gesù Cristo.

Questa è la vera Misericordia: Dio non nega a nessuno che sia sinceramente pentito - per quanto gravi siano le colpe commesse - la Sua Divina Pietà. Ma sia chiaro che il Signore non "butta addosso" il Suo Perdono a coloro che non vogliono lasciare il male e lo stato peccaminoso in cui vivono. E quando un sacerdote - o fosse pure un vescovo - vi insegna il contrario, sappiate che (forse in buona fede) vi sta ingannando: invece di indicarvi la vera Via e condurvi verso la salvezza, ministra in tenebre e vi aiuta ad ostinarvi nel peccato, con gravi conseguenze per la sua propria anima e per le vostre: se gli date retta, comunicandovi al Santissimo Corpo di Nostro Signore Gesù.

 

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero!

 

 

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