2017-11-08 Il mese di novembre, dedicato al suffragio per le anime sante del Purgatorio

Sapienza, capitolo 3:

1 Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio,
nessun tormento le toccherà.
2 Agli occhi degli stolti parve che morissero;
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
3 la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace.
4 Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi,
la loro speranza è piena di immortalità.
5 Per una breve pena riceveranno grandi benefici,
perché Dio li ha provati
e li ha trovati degni di sé:
6 li ha saggiati come oro nel crogiuolo
e li ha graditi come un olocausto.
7 Nel giorno del loro giudizio risplenderanno;
come scintille nella stoppia, correranno qua e là.
8 Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli
e il Signore regnerà per sempre su di loro.
9 Quanti confidano in lui comprenderanno la verità;
coloro che gli sono fedeli
vivranno presso di lui nell'amore,
perché grazia e misericordia
sono riservate ai suoi eletti.
10 Ma gli empi per i loro pensieri riceveranno il castigo,
essi che han disprezzato il giusto
e si son ribellati al Signore.
11 Chi disprezza la sapienza e la disciplina è infelice.
Vana la loro speranza e le loro fatiche senza frutto,
inutili le opere loro.
12 Le loro mogli sono insensate,
cattivi i loro figli,
maledetta la loro progenie.
13 Beata la sterile non contaminata,
la quale non ha conosciuto un letto peccaminoso;
avrà il suo frutto alla rassegna delle anime.
14 Anche l'eunuco, la cui mano non ha commesso iniquità
e che non ha pensato cose malvagie contro il Signore,
riceverà una grazia speciale per la sua fedeltà,
una parte più desiderabile nel tempio del Signore;
15 poiché il frutto delle opere buone è glorioso
e imperitura la radice della saggezza.
16 I figli di adulteri non giungeranno a maturità;
la discendenza di un'unione illegittima sarà sterminata.
17 Anche se avranno lunga vita, non saran contati per niente,
e, infine, la loro vecchiaia sarà senza onore.
18 Se poi moriranno presto, non avranno speranza
né consolazione nel giorno del giudizio,
19 poiché di una stirpe iniqua è terribile il destino.

8 novembre 2017

 

Cari fratelli e sorelle,

oggi termina l'Ottava dei morti.

Questi otto preziosi giorni, in cui la Madre Chiesa, che tanto ardentemente ama tutti i Suoi figli - rinati alla Vita Divina nel Sacro Fonte del Battesimo - esorta ciascuno di noi, credenti in Cristo Gesù morto e risorto, a piamente visitare il campo santo, elevando a Dio, con cuore contrito e fervente, quelle preghiere atte ad ottenere l'indulgenza plenaria alle anime dei defunti che stanno purificandosi nel fuoco del Purgatorio.

 

Si conclude l'Ottava dei morti, ma non abbia fine la nostra devota, umile e costante supplica a favore di tutte quelle anime penanti, le quali indicibilmente soffrono nell'ardentissimo anelito di congiungersi all'Amor Divino, nel Santo Paradiso.

 

 

Dagli “Scritti” di Santa Rosa da Lima, vergine

(Al medico Castillo; ed. L. Getino, La Patrona de América, Madrid 1928, pp. 54-55)

 

Il Salvatore levò la voce e disse:

"Tutti sappiano che la grazia segue alla tribolazione,

intendano che senza il peso delle afflizioni non si giunge al vertice della Grazia,

comprendano che quanto cresce l’intensità dei dolori, tanto aumenta la misura dei carismi.

Nessuno erri né si inganni; questa é l’unica vera scala del Paradiso,

e al di fuori della croce non c’é altra via per cui salire al Cielo."

 

Cari amici!

Ognuno di noi ha le proprie tribolazioni e dispiaceri.

Sappiamo bene che se il Maestro Divino, nel Santo Vangelo, ci ha detto: "Se qualcuno vuol venire dietro a Me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e Mi segua" (Luca 9,23), ciò significa che ogni giorno, ad ogni risveglio, ciascuno di noi ritrova la propria croce, che è sinonimo di dolore: fisico, morale, spirituale.

 

Il rischio che corriamo, cari amici, in particolar modo nel contesto attuale, dominato da sfrenato edonismo, è duplice:

- possiamo ribellarci al Signore, rifiutando la croce, che Egli, in verità, ci porge perché divenga per noi mistica scala alla eterna Salvezza;

- possiamo sconfortarci, e giungere persino a disperare; e questo può accadere particolarmente nel caso di sofferenze grandi e protratte nel tempo.

 

Con il Divino Soccorso, non sia così!

Invece, imparando dalla parabola dei talenti (Matteo 25,14-30), facciamo fruttare anche il dono della quotidiana sofferenza, rendendolo fecondo, per noi e per il vero bene di altre anime: questo faremo offrendo con amore il dolore a Dio, per mezzo del Cuore Immacolato della Madre Addolorata.

In special modo, siamo esortati dal Signore ad offrire le nostre croci quotidiane per implorare la conversione dei poveri peccatori e la liberazione delle anime del Purgatorio.

 

Cari fratelli e sorelle,

in questo mese autunnale, nella misura in cui i nostri impegni ce lo consentono, non manchiamo di compiere delle pie visite al cimitero, pregando per tutti i defunti di tutti i tempi, e segnatamente per le anime abbandonate del Purgatorio e per coloro che, nel fuoco purificante, più patiscono per le maggiori grazie, doni e carismi ricevuti dal Signore in questa fuggevole vita terrena.

Penso, in particolare, alle anime consacrate.

 

La pia visita al camposanto sia, inoltre, per ciascuno di noi lezione di celeste saggezza (Salmo 89):

 

3 Tu fai ritornare l'uomo in polvere
e dici: «Ritornate, figli dell'uomo».
4 Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

5 Li annienti: li sommergi nel sonno;
sono come l'erba che germoglia al mattino:
6 al mattino fiorisce, germoglia,
alla sera è falciata e dissecca.

7 Perché siamo distrutti dalla tua ira,
siamo atterriti dal tuo furore.
8 Davanti a te poni le nostre colpe,
i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto.
9 Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira,
finiamo i nostri anni come un soffio.
10 Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,

ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo.

11 Chi conosce l'impeto della tua ira,
tuo sdegno, con il timore a te dovuto?
12 Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.

13 Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.

 

Pace e bene a tutti!

 


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