2018-10-14 Nel giorno della canonizzazione di Papa Paolo VI

La Chiesa garante degli autentici valori umani

18. Si può prevedere che questo insegnamento non sarà forse da tutti facilmente accolto: troppe sono le voci, amplificate dai moderni mezzi di propaganda, che contrastano con quella della Chiesa.

A dir vero, questa non si meraviglia di essere fatta, a somiglianza del suo Divin Fondatore, "segno di contraddizione", ma non lascia per questo di proclamare con umile fermezza tutta la legge morale, sia naturale, che evangelica.

Di essa la Chiesa non è stata autrice, né può, quindi, esserne arbitra; ne è soltanto depositaria e interprete, senza mai poter dichiarare lecito quel che non lo è, per la sua intima e immutabile opposizione al vero bene dell’uomo.

Nel difendere la morale coniugale nella sua integralità, la Chiesa sa di contribuire all’instaurazione di una civiltà veramente umana; essa impegna l’uomo a non abdicare alla propria responsabilità per rimettersi ai mezzi tecnici; difende con ciò stesso la dignità dei coniugi.

Fedele all’insegnamento come all’esempio del Salvatore, essa si dimostra amica sincera e disinteressata degli uomini che vuole aiutare, fin dal loro itinerario terrestre, "a partecipare come figli alla vita del Dio vivente, Padre di tutti gli uomini".

(Lettera Enciclica "Humanae Vitae" - II. Principi dottrinali: 

 



 XXVIII Domenica per annum, 14 ottobre 2018


Sia lodato Gesù Cristo!

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

condividiamo oggi la santa letizia della Madre Chiesa, mistica Sposa del Divino Agnello, per la glorificazione, anche su questa terra, del Beato Paolo VI.

Molte cose si potrebbero dire in merito alla sua vita e al suo pontificato.

Nel mio piccolo, desidero rendere vivissime grazie al Divino Fondatore della vera Chiesa - l'Uomo Dio, Cristo Gesù - per il santo coraggio che Papa Paolo VI ha avuto nel professare la Verità della retta Fede, in tempi di tumultuoso cambiamento; e questo egli fece pur essendo chiaramente consapevole che, ribadendo la retta morale cattolica nel delicato ambito della sessualità umana, sarebbe inesorabilmente andato incontro ad una incruenta - ma non per questo meno dolorosa - crocifissione morale e spirituale.

 

In sintesi: nella profetica Lettera Enciclica "Humanae Vitae", il Santo Padre Paolo VI insegna agli sposi cristiani, e a tutta la Chiesa, che nell'atto coniugale - mediante il quale l'uomo e la donna, sposi in Cristo, si uniscono in casta intimità - non è lecito disgiungere, con premeditata malizia, il valore unitivo dal valore procreativo dell'atto stesso.

E questo non perché la vera Chiesa di Gesù Cristo sia oscurantista e nemica dell'autentica sessualità umana; bensì perché, come egli stesso scrive:

Fedele all’insegnamento come all’esempio del Salvatore, essa si dimostra amica sincera e disinteressata degli uomini che vuole aiutare, fin dal loro itinerario terrestre, "a partecipare come figli alla vita del Dio vivente, Padre di tutti gli uomini".

 

Difatti, nell'"Appello finale" della suddetta Enciclica, Paolo VI scrive:

 

"l’uomo non può trovare la vera felicità, alla quale aspira con tutto il suo essere, se non nel rispetto delle leggi iscritte da Dio nella sua natura e che egli deve osservare con intelligenza e amore."

 

Questa è, cari amici, l'ardua, fondamentale, salvifica e vitale missione che la Chiesa Sposa ha ricevuto in dono dal Signore Gesù: insegnare integralmente, con autentico amore, l'immutabile Verità di Cristo, Dio e Salvatore, onde aiutare ogni uomo e donna di buona volontà a trovare e, quindi, a percorrere, la Via che conduce alla Vita eterna (Giovanni 14,6).

 

Sabrina di Gesù

 
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