2012-04-23 Gravi immodestie in chiesa: scritto rivolto ai sacerdoti e ai fedeli laici

23 aprile 2012

Cari fratelli e sorelle,

il Signore soffre molto a causa della quanto mai diffusa - e sempre più decadente - moda indecente, mediante la quale satana riesce a corrompere tante anime, trascinandole a rovina.

In modo particolare, il mistico dolore del Sacro Cuore di Gesù, Giglio di infinita purezza, si fa lancinante quando queste gravi offese vengono commesse persino in chiesa - che è eminentemente la Sua Casa - alla Sua Reale e Adorabile Presenza nel Sacramento.

Ciò non significa però che una donna che si definisce cristiana possa agire “serenamente” con ipocrisia: abbigliarsi in modo degno in chiesa e, d’altra parte, per strada andare (s)vestita come una prostituta, e così rendersi causa di desideri gravemente peccaminosi suscitati nella mente e nel cuore di non pochi uomini dal suo scandaloso abbigliamento.

 

Carissime sorelle,

permettetemi una domanda: noi, che ci diciamo credenti in Cristo Gesù – il Quale molto ama la donna: ella è tanto preziosa a quel Suo tenero Cuore! – somigliamo di più alla Santa Vergine e Madre Maria – la Quale sempre ha contribuito ad elevare verso l’Alto le persone con cui veniva a contatto nel corso della Sua vita terrena – oppure ad Eva tentatrice?...

 
Mettiamoci con cuore umile e sincero dinanzi a Dio nel segreto della nostra stanza, ed esaminiamoci con cura.

Con amore e santo timore di Dio, teniamo ben presente che è ora, cioè nel corso della vita terrena, che ciascuno di noi decide ed edifica il suo proprio destino eterno (e il grado di gloria in Cielo o di dannazione all'Inferno) mediante le proprie scelte – le quali si attuano tutte, nel bene o nel male, nel tempio interiore del cuore umano – e conseguenti comportamenti operativi.

 

Carissimi tutti,

vi riporto di seguito il pensiero espresso dall’allora Cardinale Arcivescovo della Diocesi Ambrosiana Giovanni Colombo, il 1 Giugno 1971, a riguardo dell’argomento in questione:

 

“Non ogni foggia di vestire risponde alle esigenze del sano pudore e della dignità umana.
Non ogni moda è compatibile con il rispetto cristiano dovuto alla propria persona come tempio dello Spirito Santo (1 Corinzi 6,19).

Non ogni abito si addice alla chiesa sia come casa di Dio e dell’orazione (Matteo 21,13; Isaia 56,7), sia come luogo religioso in cui chi entra ha ben diritto di trovare un ambiente libero dalle provocazioni sensuali e sessuali di cui è rigurgitante la città rimpaganita, e favorevole alle caste e mistiche elevazioni del cuore”.

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

se già in quegli anni il nostro Arcivescovo si esprimeva così, che dire della situazione attuale?...

Non rimane che piegare le ginocchia dinanzi a Gesù nel Santissimo Sacramento, per offrirGli amore e riparazione per questi gravi scandali e le frequenti irriverenze.

 

E’ anche necessario però, quando le circostanze lo richiedono – cioè quando lo scandalo dell’immodestia è grave – avere il coraggio di operare una caritatevole e ferma correzione fraterna.

Ad essa ci ha esortato recentemente il Santo Padre Benedetto XVI nel Suo Messaggio per la Quaresima di quest’anno dal titolo “Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone” (Ebrei 10,24), leggibile sul sito della Santa Sede www.vatican.va .

 

E se a causa di tali interventi di correzione fraterna - compiuti per amore a Dio e con carità e verità verso il prossimo, nella sollecitudine operosa per il suo bene spirituale; come il Papa stesso afferma nel Messaggio prima citato - dobbiamo soffrire rifiuti e serie incomprensioni – e, a volte, persino da parte di sacerdoti e persone consacrate a Dio nel chiostro - beati noi! Siamo piccoli e poveri, ma:

 

“Questa è grazia: subire afflizioni, soffrendo ingiustamente a causa della conoscenza di Dio; che gloria sarebbe, infatti, sopportare di essere percossi quando si è colpevoli? Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme ...” (Prima lettera di Pietro 2,19-21)

 

Carissimi fratelli e sorelle,

non lasciamo che il buonismo quanto mai dilagante affievolisca il nostro fervore nell’umile e devoto servizio di Nostro Signore, il Quale nel Suo incommensurabile Amore per gli uomini rimane notte e giorno nella Santissima Eucaristia.

 

E soprattutto in questi tempi in cui imperversa il relativismo etico – a tal punto che certe persone, che pure frequentano la chiesa, ritengono di potersi regolare secondo il proprio modo di “sentire le cose” persino nella loro relazione con il Dio cristiano, eludendo il Decalogo e la Divina Parola che il Signore Gesù ci dice nel Vangelo a riguardo di determinati casi morali; vedi, ad esempio, il Matrimonio Sacramento indissolubile - teniamoci saldamente ancorati alla Verità di Gesù Cristo, così come Essa ci viene presentata e proposta nel Santo Vangelo – senza sconti, né fuorvianti annacquamenti; né vili silenzi sulle quelle verità che risultano particolarmente scomode e antipatiche all’uomo vecchio, il quale vive intriso di egoismo e superbia, in una indipendenza assoluta e autodistruttiva dal suo Creatore e Padre – e secondo l’interpretazione donataci dall’autentico Magistero della Chiesa.

 

***

 

Infine, umilmente, come loro piccola madre, desidero rivolgermi a tutti gli unti del Signore, regolarmente ordinati in seno alla Chiesa Cattolica, e – col cuore in mano – dire loro:

 

Reverendi e carissimi Sacerdoti,

in quanto ministri della Santissima Eucaristia e pastori del gregge di Cristo, voi siete, insieme ai Vescovi, i primi ad avere il santo diritto e dovere di  formare i cristiani all’amoroso rispetto a Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare e ad istruire noi fedeli laici a riguardo di certe - troppo trascurate, purtroppo, oggigiorno - virtù cristiane:  castità, modestia, rispetto del proprio e dell’altrui corpo – tempio dello Spirito Santo – e delicata attenzione a non divenire occasione di grave colpa al prossimo.

Infatti, spiace dirlo, ma è fuor di dubbio che gli scandali dell’abbigliamento indecente commessi in chiesa sono frequenti, e di gravità oggettiva sempre più manifesta, anche a motivo dell’omertà di coloro che sono stati chiamati da Dio Stesso al santo e non facile compito di pastori del Suo gregge.
D’altra parte, avete, cari Sacerdoti, la mia comprensione perché so bene che ci sono anime che sono particolarmente maliziose ed ostinate in simili cattivi comportamenti; e certe lo fanno persino apposta, di presentarsi in chiesa abbigliate in modo pesantemente indegno: quale abisso di malizia e orgoglio! Difatti, certe donne devono “affermare se stesse” ad ogni costo. Preghiamo in modo speciale lo Spirito Santo per queste nostre sorelle, affinché le illumini presto.

Ma non tutte le anime sono così! C'è anche tanta ignoranza (leggi: mancanza di formazione religiosa) e superficialità. Se solo si avesse il coraggio e lo zelo autentico di una predicazione più incisiva a tale riguardo, senza dubbio questi bruttissimi scandali diminuirebbero grandemente.

Dunque, seminiamo con amorevole audacia, cari presbiteri: seminiamo il bene confidando  fortemente nell’onnipotenza del Cuore del nostro Dio!

 

 

Carissimi unti del Signore, fraternamente e con grande rispetto vi dico:

siate ciò che Cristo Gesù, l’Amato delle nostre anime, desidera ardentemente voi siate: preti santi!

Sarete felici voi stessi ed infiammerete di amor divino il mondo intero!

 

 

Il Poverello di Dio, San Francesco di Assisi, interceda per ciascuno di noi dall’Altissimo Padre del Cielo, grazia, sapienza e la tanto necessaria fortezza per essere davvero e costantemente – ognuno nella specifica vocazione ricevuta in dono dal Signore – sale e luce in questo mondo offuscato ed intristito da sempre più vaste tenebre interiori.

 

 

Alla maggior gloria del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo

nel Santissimo Sacramento dell’altare!

Amen.
 
 
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