2013-06-22 Il glorioso mistero dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo

22 giugno 2013, sabato

 

“… mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi.” (Atti degli Apostoli 1,9)

 

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore,

la Risurrezione di Gesù da morte e la Sua gloriosa Ascensione al Cielo, ove regna per sempre alla destra del Padre, costituiscono i misteri della Sua personale glorificazione.

 

Ci chiediamo subito: qual è la via percorrendo la quale l’Uomo Dio Cristo Gesù è giunto ad essere il Re dell’intero universo?

La risposta è scritta nella Sacra Bibbia:

 

1) “Asceso in alto ha portato con Sé prigionieri,

ha distribuito doni agli uomini.

 

Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.” (Efesini 4,8-10)

 

2) “Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:

egli, pur essendo nella condizione di Dio,

non ritenne un privilegio

l’essere come Dio,

ma svuotò se stesso

assumendo una condizione di servo,

diventando simile agli uomini.

Dall’aspetto riconosciuto come uomo,

umiliò se stesso

facendosi obbediente fino alla morte

e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò

e gli donò il nome

che è al di sopra di ogni nome,

perché nel nome di Gesù

ogni ginocchio si pieghi

nei cieli, sulla terra e sotto terra,

e ogni lingua proclami:

“Gesù Cristo è Signore!”,

a gloria di Dio Padre.”

(Filippesi 2,5-11)

 

Dovremmo fermarci  spesso e a lungo a meditare queste Sante Parole di Dio.

 

Attraverso di esse Egli vuole dirci:

 

- Colui che è salito al Cielo con il Suo vero Corpo glorificato è il medesimo Gesù che noi adoriamo nel grembo purissimo di Maria Vergine e piccolo Neonato nella grotta di Betlemme; è lo stesso che volle sperimentare la fatica del lavoro umano, nella bottega del Suo padre putativo, San Giuseppe, il carpentiere. E’ il medesimo, ancora, che, percorrendo le nostre strade, predicò il Regno di Dio e la Legge nuova dello Spirito; è quella Misericordia Viva che “passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con Lui” (Atti 10,38).

E, soprattutto, Gesù risuscitato e asceso al Paradiso è il Santissimo Crocifisso, l’Uomo dei dolori, Colui che “ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie” (Isaia 53,4).

 

- Gesù di Nazaret è la Parola eterna del Padre fatta Carne per la redenzione di tutti gli uomini e le donne di ogni tempo e luogo. Egli è l’unico vero Salvatore del mondo ed è l’Unico – essendo l’Uomo Dio - che ha potuto adempiere e portare a compimento, con perfezione assoluta, tutto quanto ha insegnato con le Parole di grazia che uscivano dalla Sua bocca (Luca 4,22).

 

Egli disse un giorno:

 

“E’ venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato.

In verità, in verità Io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.” (Giovanni 12,23-24)

 

Il Divino Redentore è il Seme che muore per amore e dà frutto in eterno: Gesù Crocifisso è il mistico e vero Albero della Vita (Apocalisse 22,2) che dona salvezza e vita immortale a tutti coloro che credono in Lui e Lo amano. Ad ogni cuore che sinceramente si riconosce povero, piccolo e peccatore, e con fiducia di figlio si apre al soave abbraccio della Divina Misericordia.

 

Cari amici, se anche noi siamo alla ricerca della Verità e dell’autentico significato della nostra vita umana sulla terra, e della via da percorrere per raggiungere la vera Felicità, ecco che il Divino Maestro, con Bontà ineffabile, a tutti la indica con chiarezza:

 

“Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire, mi segua, e dove sono Io, là sarà anche il mio servitore.” (Giovanni 12,25-26)

 

Come sappiamo, quando il Signore Gesù ci dice di odiare la nostra vita, ciò significa il rinnegamento di noi stessi – del nostro io egoista - che la sequela di Lui comporta (Matteo 16,24; Luca 9,23), cioè la rinuncia per Suo amore a tutte quelle cose cattive che sfigurano in noi l’immagine divina (Genesi 1,26), che ogni uomo e ogni donna porta in sé.

 

L’Apostolo Paolo, nella sua lettera ai Galati (5,19-21), scrive:

 

“Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere.

Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.”

 

E continua:

 

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé.” (5,22)

 

Cari fratelli e sorelle,

siamo giunti sul principio dell’estate 2013: non sappiamo ciò che essa riserverà a ciascuno di noi; lo sa Dio, e noi ci affidiamo a Lui con umile e gioiosa fiducia di figli.

E’ bene però che ognuno di noi si fermi a riflettere in preghiera (sarebbe alquanto significativo sostare dinanzi a Gesù eucaristico) sul modo in cui intende, per parte sua, trascorrere questa stagione, così bella – per i molteplici doni che Dio ha posto in essa - e nel contempo - a causa dell’umana malizia e volgarità presenti in molti cuori - così carica di pericoli e gravi insidie per l’anima in cammino verso il Cielo.

 

Cari amici, chi vogliamo servire?

A chi desideriamo assomigliare?

A Cristo o a satana?

 

Non dimentichiamo che “il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!” (1Giovanni 2,17)

 

Ascoltiamo ancora l’Apostolo Paolo che ci indica la via buona e santa che ci condurrà alla Felicità eterna:

 

“Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.” (Colossesi 3,1-4)

 

Cari fratelli e sorelle,

in semplicità di cuore e con sincera vicinanza in Cristo Gesù, auguro a ciascuno di voi di poter vivere, per Grazia e con buona volontà, un’estate ricca di bene e di scelte conformi alla sublime dignità di figli di Dio che abbiamo ricevuto mediante il mirabile Sacramento del Battesimo: grazie ad Esso siamo realmente entrati a far parte della grande famiglia di Dio: “Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù.” (Efesini 2,19-20)

 

Dio solo sa quante cose vorrei scrivervi, carissime/i, soprattutto per concretizzare come sono chiamati a vivere i figli della Luce! Certo è che tante e validissime indicazioni le troviamo, senza timore di inganno, nel Vangelo e nelle Lettere dei Santi Apostoli.

Mi permetto quindi fraternamente invitarvi, in questi mesi estivi in modo particolare, a soffermarvi su di essi: facciamone, cari soci e cari amici, oggetto di frequente meditazione, specialmente in quei punti (che non sono pochi) in cui ci viene espressamente richiesto che la nostra fede nel Signore si traduca in opere di amore e di santità, che ci vengono insegnate, da Cristo e dai Suoi Inviati, con estrema chiarezza e limpida carità.

Ci conceda la Divina Bontà di vivere un’estate ricca di Grazia, gioia e pace.

Con la Sua Santa Grazia, siano questi tre mesi che sia poi dolce ricordare perché avranno segnato un nostro ulteriore passo in avanti verso Dio Amore: nella adorazione a Lui Sacramentato, nell’esercizio della carità fraterna, nella contemplazione delle bellezze del creato, nel raccoglimento della frequente orazione …

E il Misericordiosissimo Cuore di Gesù sia, ancora una volta, nostro dolce Avvocato presso il Padre celeste, affinché possiamo essere preservati dai pur meritati castighi. Amen.

 

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo!

 

 

Sabrina di Gesù

 

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