2013-05-26 Messaggio semplice ai sacerdoti

Dedico il seguente scritto ai presbiteri nostri amici e a tutti i preti della Chiesa Cattolica, mistica Sposa dell’Agnello Immolato.

 

 

Solennità della Santissima Trinità
Domenica 26 maggio 2013

 

Reverendi e carissimi sacerdoti,

da poco rientrata dalla Santa Messa, sento oggi - in questa Festa che ci invita fortemente ad elevare il cuore dagli affetti della terra alle realtà lietissime del Paradiso - di scrivervi; e lo faccio con il cuore in mano.

Quanto desidero dirvi, cari padri e fratelli miei, è semplice:

 

Ho cercato Dio e Lui si è lasciato trovare!

 

Di fatto, voi ed io, sappiamo bene che se ci è stata concessa l’immensa grazia di trovarLo, è perché, in verità, il Padre ci ha amati per primo e ci ha donato il Suo Figlio come Vittima di espiazione per i nostri peccati (1Gv 4,10).

 

Cari presbiteri,

nel Cuore Sacratissimo di Gesù Cristo, vi voglio sinceramente bene.

Ed è, appunto, mossa da questa carità che, in qualità di vostra piccola madre, umilmente vorrei oggi donarvi un’indicazione per giungere più presto nelle braccia dell’Amato Dio nostro, alla santa unione di amore con Lui: pregustazione, fin da questo tribolato esilio, del Banchetto - ineffabile e altamente gioioso - del Cielo.

 

Come voi sapete meglio di me, reverendi padri, c’è il bene è c’è il meglio: ci sono i Comandamenti di Dio e ci sono i consigli evangelici.

Nel caso in questione, c’è lo studio è c’è l’orazione.

Lo studio che, quando verte su realtà che ci sono utili per progredire spiritualmente verso Dio, è cosa buona e consigliabile; e l’orazione, che quando è umile, costante e sincera – mossa da vero amore – ci aiuta a crescere nella personale e preziosissima relazione di amicizia con il Signore, nostra suprema  e amabilissima Meta.

 

So che, in genere, nei tempi presenti, siete oberati da mille impegni. Ragione di più, questa, per gestire bene il tempo, dono dell’Essere Eterno a noi, creature finite e mortali.

 

Cari padri,

se davvero volete trovare Dio, lasciate le letture spiritualmente fuorvianti; studiate il necessario, e poi – soprattutto – andate in chiesa e mettetevi in ginocchio dinanzi a Gesù nel Sacramento: aprite a Lui il vostro cuore; amateLo; adorateLo; chiedeteGli perdono per le mancanze che per l’umana fragilità, come ogni uomo, non avete saputo evitare. Supplicate lo Spirito Santo, Dolce Consolatore e Sublime Avvocato, di purificare il vostro cuore di ministri dell’Altissimo, così che voi possiate realmente bramare più la Gloria Divina che la vostra personale, e rinnegare voi stessi in tutto ciò che non è degno della vostra elezione battesimale e sacerdotale – e, per certi tra voi, anche alla vita religiosa.

 

Ecco, carissimi padri e fratelli in Cristo,

dove Egli si è lasciato trovare da me, povera creatura: non nei libri, non nelle prolungate disquisizioni sul Mistero trinitario, non in molte parole; ma, invece, nel silenzio orante dell’adorazione a Lui stesso, realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare; e nell’ascolto assiduo e amorevole del Verbo di Dio, la Sacra Scrittura, Vangelo in primis, con cuore – per Sua grazia – semplice come quello d’un bambino svezzato.

Dobbiamo voler essere, cari preti, come la Santissima Vergine Maria: tutti umili, aperti e docili; tutti offerti al Divino Volere del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Divina Volontà in cui è racchiuso tutto il nostro autentico bene e sostanziale vantaggio, per questa vita e, ancor più, per la Vita eterna.

 

Carissimi padri,

siate consapevoli, ve ne prego, dell’altissima dignità che Gesù Cristo vi ha conferito chiamandovi ad essere Suoi unti nella Chiesa Cattolica.

Sentitevi il termine - come difatti lo siete - di un Amore eterno, infinito e sempre fedele.

Io vorrei che voi tutti foste felici; e molto più di me è Dio che vi desidera felici e con la pace nel cuore: fari splendenti di santa luce, nella notte del mondo, per tutte le anime a voi, pastori del Suo gregge, affidate.

E’ per questo che nella solenne Festa del nostro magnifico e Unico Dio in Tre Divine Persone, vi ho indicato, con amorevole fermezza di madre, la Santissima Eucaristia: il nostro soave Paradiso in terra.

L’Adorabile Trinità vi benedica e protegga sempre!

 

Sabrina di Gesù

 

 

P.S. Cari presbiteri,
vi chiedo un ricordo al santo altare del Signore per l’ “Associazione Riparazione Eucaristica Sacro Cuore” e per il felice compimento di tutto quanto il Cuore Sacratissimo di Gesù desidera si attui in questa Sua piccola e nuova Opera.
Vi ringrazio!
 
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