2014-03-15 Nel deserto della Santa Quaresima

15 marzo 2014, sabato notte

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore, Dio sia adorato notte e giorno nel Santissimo Sacramento dell'altare!

Solo il Signore sa quante cose vorrei comunicarvi da questo sito, ma ciò che al presente mi manca è il tempo.

Vi confido che poco fa pensavo a tutti voi, che seguite con amore il Sito prezioso di Gesù www.messaggidelsacrocuore.it e questo sito dell'ARESC, e, rispondendo ad una ricorrente ispirazione del cuore - in questa notte in cui molte, molte anime trafiggono il Sacro Cuore di Gesù con i gravi peccati - desidero dirvi:

- nel deserto di questo mondo ciascuno di noi è esposto a varie tentazioni. Certo, come ci insegnano i maestri di spirito, fuggire le occasioni pericolose di peccato è quanto mai importante per ogni anima che sinceramente desideri avanzare nel cammino di santità. Però è evidente che delle tentazioni si presenteranno sempre all'anima - con il perfido intento di portare alla rovina quella persona che vi acconsentisse - finché saremo in questa terra di esilio: non ne saremo mai del tutto esenti.

Sacramenti - degna ricezione degli stessi - preghiera e sacrificio sono armi spirituali potentissime contro le seduzioni del nemico infernale.

E' pure di fondamentale importanza corrispondere alla Divina Grazia - nella quale solamente abbiamo la vittoria - con la nostra umile e ferma determinazione di voler essere e rimanere in Cristo. Nell'ora in cui il tentatore si avvicina per traviarci, come già fece nell'antico giardino con l'incauta Eva, rispondiamo - come Cristo Signore nel deserto - con la Parola di Dio; oppure diciamo, di tutto cuore:
 
"Rinunzio. Amo Cristo!".
 

- Il peccato, entrato nel mondo con la superba disobbedienza dei progenitori, ha avuto come frutto - uno dei suoi tristi frutti - il dolore.

In questi tempi in cui viviamo c'è davvero tanta sofferenza. E, fra l'altro, vedo tante persone sole. Magari, a causa del loro lavoro o della famiglia, hanno molti conoscenti; ma quasi nessuno - o persino proprio nessuno - al quale poter aprire il loro cuore dolente e sfiduciato.

A ogni anima tribolata, e in special modo, a queste persone sole, desidero stanotte dire tutta la mia fraterna e affettuosa vicinanza nel Cuore Sacratissimo di Gesù Cristo: vicinanza che si fa anzitutto costante preghiera per ognuna di loro; e che la Madonna, dolce Madre, vi dia, care anime, quella amorevole e tenera, purissima carezza, che lenisce le pene del cuore, che da nessun altro ricevete sulla terra.

 

- Alle persone sole, ai malati, agli anziani, a coloro che stanno vivendo la dolorosa esperienza della perdita di una persona cara o del fallimento del proprio Matrimonio, o altre croci, col cuore in mano, oggi desidero dire: Cara sorella/caro fratello, la fede è una notte e, quando molto si soffre, può essere una notte oscura. Non dimenticare mai però, che solo di notte si vedono le stelle - ogni notte il dolcissimo Padre le accende nel cielo e io sosto ammirata a guardarle, pensando a Lui Creatore -. Con ciò voglio dirti, carissima/o, che se siamo discepoli del Signore Gesù, se davvero desideriamo esserlo, dobbiamo tenere costantemente dinanzi agli occhi dell'anima nostra - e soprattutto in questo tempo santo, austero e fecondo della Quaresima - il Suo mirabile Mistero Pasquale: Gesù Amore è morto per tutti noi, e il terzo giorno è risorto!

Così, anche noi, miei cari: supplichiamo lo Spirito Santo, dolcissimo Consolatore, affinché possiamo essere interiormente illuminati a comprendere che in ogni prova che la vita ci presenta è nascosta - a patto che noi ci abbandoniamo al Signore come un piccolo bambino in braccio a sua madre - la Divina consolazione e una promessa di spirituale fecondità.

Prendiamo ad esempio la forzata solitudine (che, purtroppo, vivono persino non poche persone sposate, dato che il loro Matrimonio non si è realizzato come profonda comunione di persone in Dio): cara sorella/caro fratello, riempi di preghiera l'isolamento in cui ti trovi e vedrai che la tua diverrà una solitudine pacificata, pacificante e persino gioiosa. Pregando umilmente e col cuore consolerai il tuo Dio e gioverai a te stesso/a e alle anime per le quali preghi (ti raccomando di non dimenticare i sacerdoti, i poveri peccatori e le anime del Purgatorio).

Troppo spesso, cari amici, andiamo mendicando dalle creature quell'amore che, in pienezza, solo Dio può donarci, e ci dimentichiamo che la nostra anima in Grazia ha come Ospiti e Amici supremi il Padre Celeste, il Figlio Amato e lo Spirito Amore.

Coraggio! Dio ci ama. Ci conceda in questi tempi difficili - con la fede viva e l'amore ardente - di continuare a vedere le stelle, anche se la notte è sempre più buia.

Ricordati: alla fine non c'è il nulla. C'è il Padre che ti attende sulla soglia del Cielo. Viviamo in modo tale da poterLo - con immensa gioia! - abbracciare.

Con il cuore,

 

Sabrina di Gesù

 

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