2015-10-24 Novena per le anime del Purgatorio

- Considerazioni di carattere spirituale, per il bene nostro e loro -

 

San Luigi Guanella, sacerdote e fondatore

24 ottobre 2015

 

Cari fratelli e sorelle,

oggi inizia ancora una volta, nel tempo che Dio ci concede di trascorrere pellegrini su questa terra, la preziosa novena per i fedeli defunti.

Facciamo in modo che questi nove giorni (24 ottobre - 1° novembre) siano tempo di grande grazia, per tutte le anime del Purgatorio, e di conseguenza anche per noi. Potremo realizzare questo, con l'aiuto della Divina Grazia, se ci impegneremo, con limpida fede e amore vivo, nel suffragare quelle povere anime. La migliore e suprema forma di suffragio è la devota partecipazione al Divino Sacrificio di Gesù Cristo, la Santa Messa; con la Santa Comunione Eucaristica - ricevuta in Grazia di Dio - offerta a loro sollievo.

Eleviamo poi, in questi nove giorni in modo speciale - con cuore umile e attento, colmo di tenero amore per la Mamma celeste e di autentica compassione per le anime penanti - il Santo Rosario: orazione che amo definire preghiera dei miracoli e delle grazie, poiché essa, quando elevata con cuore sincero, è una fonte inesauribile di doni e di soccorsi divini; anzitutto perché la Madre Vergine di Dio - a cui pregando il Rosario ci abbandoniamo come piccoli figli - ci custodisce nella Grazia del Signore; e poi perché secondo la promessa del Divino Maestro, se cerchiamo prima di tutto il Regno di Dio, tutto il resto ci sarà dato in più (riferimento a Matteo 6,33). Ecco, cari amici, il nostro Dio - il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo - ama donarci gli aiuti, spirituali e materiali, che ci occorrono per raggiungere più speditamente la Meta eterna, attraverso le mani immacolate della Madonna Santissima.

Sacrifichiamoci per recare consolazione alle anime sofferenti del Purgatorio, offrendo il digiuno ogni venerdì - come il Sacro Cuore ha chiesto nei Suoi Messaggi - e quelle fatiche e umiliazioni che la vita quotidiana ci presenta.

Offriamo per loro al Dio Misericordioso e Giusto, anche piccole mortificazioni volontarie: ad esempio, la rinuncia a cibi superflui nell'alimentazione umana (birra, bibite, caffè, liquori), alle sigarette, all'uso della televisione; custodiamo i nostri occhi dal guardare turpitudini e la nostra lingua da calunnie, maldicenze e pettegolezzi: cose che tanto male seminano nella comunità (purtroppo, anche quella parrocchiale). Nella casa di Dio, sostiamo per un certo tempo in ginocchio (ognuno a seconda delle proprie reali possibilità) in adorazione riparatrice del Signore Gesù realmente presente nel Santissimo Sacramento dell'altare.

Esorto, in spirito fraterno, in modo speciale, le care persone ammalate ed inferme ad offrire con tanto amore le proprie sofferenze per la sollecita liberazione di molte anime dal carcere di espiazione.

 

Cari amici, questi nove giorni siano per noi tutti significativo sprone ad un sincero esame di coscienza alla luce dei Dieci Comandamenti e dei Precetti di Cristo - la cui sintesi suprema è: "Questo è il Mio Comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come Io ho amato voi." (Giovanni 15,12) - affinché, per amore e in vista del nostro personale incontro con Cristo, Salvatore e Giudice, secondo quanto il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma:

1022 Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, 610 o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, 611 oppure si dannerà immediatamente per sempre. 612

possiamo compiere significativi passi in avanti sulla via della carità evangelica e della fede operosa (attuata mediante le opere di misericordia spirituale e corporale), così che per ciascuno di noi l'ora della morte possa essere incontro gioioso con Colui che abbiamo ardentemente amato, anteponendoLo a tutte le vanità mondane e al nostro stesso "io" egoista e concupiscente.

Rendiamoci ben conto, cari fratelli e sorelle, che il peccato non ci potrà mai donare la vera felicità; inoltre, se trasciniamo l'esistenza quotidiana tenendo una condotta spirituale tiepida - consapevolmente scelta, questa accidia, per ridurre a misura della nostra pigrizia e del diffuso buonismo e quieto vivere, la radicalità delle esigenze spirituali e morali del Santo Vangelo - il risultato sarà una vita triste e una perenne insoddisfazione del cuore.

Cari amici, solo chi ha il santo coraggio di prendere il largo (riferimento a Luca 5,4) confidando - senza alcuna colpevole esitazione - nella Parola di Dio, sperimenterà, in certo modo fin da questo triste esilio, cos'è il Paradiso; in attesa della Festa senza fine, che attende i veri credenti in Cristo: coloro che durante il pellegrinaggio terreno hanno cercato di compiere con tutto se stessi, la Santa Volontà di Dio.

 

Sabrina

 

P.S. Cari sacerdoti, nelle vostre riflessioni omiletiche in occasione delle sacre esequie, vi prego di essere seri e, quindi, di smetterla:

- di ingannare le anime presentando l'Aldilà secondo la Religione Cristiana Cattolica come se esso consistesse nel solo Paradiso, cancellando l'esistenza del Purgatorio e, in modo (oso dire) più che assoluto, dell'Inferno.

Cari ministri di Dio, pacatamente vi rammento che grande è la vostra responsabilità dinanzi al Pastore e Capo supremo della Chiesa, per le volontarie omissioni nella predicazione di argomenti "politicamente scorretti": dei Novissimi non ne parlate pressoché mai.

- di "canonizzare" il defunto con elogi funebri alquanto fuori luogo, come possono testimoniare le persone che hanno conosciuto, direttamente e per lungo tempo, il caro estinto; al riguardo, potrei citare esempi concreti e recenti, ma preferisco stendere un velo di carità su queste omelie ridicole, che ho sentito con le mie orecchie.

Piuttosto esortate i presenti a pregare per i fedeli defunti: tutti; e non sempre e solo per i propri parenti e amici (spesso quanto è meschino ed egoista il cuore umano, anche nel pregare! In tante Sante Messe a cui partecipo, in varie chiese, ci fosse una volta che una persona applichi il Divino Sacrificio a tutte le anime purganti; invece si pensa sempre e solo ai propri defunti).

 

Cari sacerdoti, per favore, presentateci la integrale Dottrina di Gesù Cristo! Questa è vera carità pastorale ed autentica misericordia.

 

Cari amici, non dico di tenere dinanzi a sé nell'angolo della preghiera (com'era una volta nella cella delle Carmelitane) un teschio; ma è certo che una frequente e ben fatta meditazione sulla morte corporale, porterebbe grandi vantaggi alla vita spirituale di ciascuno di noi, richiamandoci fortemente a Chi è Dio - Bene supremo e nostra eterna Felicità - e a chi siamo noi - dei poveri peccatori, e figli immensamente amati, tanto bisognosi di conversione e della Sua salvezza.

Tutto ciò ci porterebbe a vivere con maggiore sapienza, umiltà e carità la vita presente, tenendo fisso (molto più di quanto sia al presente) lo sguardo sull'Amato.

 

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