2015-02-21 Offriamo riparazione per...

21 febbraio 2015

 

Annunzia la parola, insisti in ogni occasione, opportuna e non opportuna; ammonisci, rimprovera, esorta con ogni longanimità e dottrina.

 

(2Tm 4,2)

 

O Dio, che nella tua Chiesa hai suscitato i santi Timoteo e Tito perché annunziassero la parola efficace della tua salvezza, dona sempre al tuo popolo pastori che inquietino la falsa pace delle coscienze e le ridestino agli impegni della rinascita battesimale. Per Cristo nostro Signore.

 

(Orazione a conclusione della Liturgia della Parola, nella Messa della memoria dei Santi Timoteo e Tito, secondo il Rito Ambrosiano)

 

 

Care sorelle e cari fratelli nel Signore, Dio sia amato!

Non dico che “tutto va male”, poiché il Signore – il Solo che vede perfettamente il cuore di ogni essere umano – afferma che c’è al presente anche del bene. E, in effetti, ringraziando Dio, esistono ancora persone in cui arde il divino fuoco della carità: anime che consacrano la loro vita a Dio nella preghiera e nel generoso dono di sé.

D’altra parte però, soltanto un cieco nel cuore potrebbe non vedere lo stato di grave decadenza attuale: decadenza dalla quale non è esente neppure la Chiesa Cattolica in cammino sulla terra.

La Chiesa, la mistica Sposa dell’Agnello Immacolato, non può perire: Dio infatti ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno contro di Essa (Matteo 16,18). Ciò però non esclude affatto che nel corso della storia umana, il volto bellissimo della Sposa di Cristo possa essere, anche orribilmente, lordato: dai Suoi nemici e, purtroppo, anche dai figli che Essa, misticamente unita a Gesù Cristo, ha un giorno generato alla vera Fede mediante il mirabile Sacramento del Battesimo.

Anzi, per dirla tutta, stiamo attraversando un tempo particolarmente segnato da scandali ed empietà. Quali le cause? Vorrei ora evidenziarne almeno due, che sono come le mistiche colonne, mancando le quali il tempio spirituale del Cristianesimo – tempio interiore che dovrebbe essere edificato con la Grazia santificante a cui corrisponda la buona volontà della persona, in ogni anima di battezzata/o – diviene simile ad un cadavere: gonfio solamente per la propria putrefazione.

Queste colonne sono:

- il culto alla Santissima Eucaristia;

- la santa e costante cura della vita interiore: la persona credente – in qualsiasi santa vocazione sia stata collocata dal progetto di Dio: sacerdotale, matrimoniale, religiosa – decide nel suo cuore il santo viaggio (Salmo 83,6) della conversione e conseguente ascesa a Dio, fino a raggiungere la misura alta della vita cristiana, la santità: il pieno abbandono di se stessa e di ogni cosa nelle Mani e nel Cuore dell’Amato.

Ora, cari amici, constato (e non da un giorno) che questi due fondamenti sono in profonda crisi, in non pochi ambiti ecclesiali.

Il tempo che stiamo vivendo è così gravato di tanto male morale che alla coscienza dei cristiani oranti e consapevoli, si pone un serio interrogativo: “Che cosa possiamo fare?”

Il peccato dilaga a tal punto che ci si domanda se abbia ancora senso aggiungere la propria testimonianza - cioè nel caso in esame le proprie parole scritte e diffuse ad altre anime con l’intento di indicare loro umilmente la via che a Dio conduce – nel mare di molte – troppe! – parole (tante delle quali profondamente false e foriere di grave rovina interiore) che ci vengono propinate ogni giorno da mille parti.

Nel mio piccolo, in attesa degli eventi del prossimo futuro, ho deciso di interporre un tempo di particolare silenzio, nel quale pregare e  offrire riparazione al Signore Dio – Padre e Figlio e Spirito Santo – anzitutto con l’impegno a vivere costantemente nella Sua Santa Grazia: confidando nel Suo soccorso, che mai viene a mancare ai Suoi figli e figlie, che a Lui si affidano con cuore umile e sincero.

Dal momento che in non pochi membri della Chiesa Cattolica c’è  superbia e una così diffusa anarchia di carattere etico-morale, io, e non io sola – dopo avere messo in atto, nel corso degli anni, vari interventi per cercare di porre un argine alla così diffusa decadenza presente nella Chiesa, e dovendo purtroppo constatare quanta ostinazione sia presente nei cuori di certe persone battezzate: donne e uomini che persino ogni giorno mangiano il Pane Santo, Gesù Cristo - ritengo che ora, in questa Santa Quaresima, sia giunto più che mai il tempo di sostare in adorazione e preghiera riparatrice al Santissimo Sacramento dell’altare.

 

Consapevole della mia povertà e miseria, domando anzitutto perdono a Dio per le mie stesse mancanze e incongruenze.

 

 Cari amici, insieme, offriamo dunque riparazione a Dio:

- per i sacrilegi, le profanazioni, le irriverenze che il Signore Gesù patisce di continuo nel Santo Sacramento del Suo Divino Amore; e perché la Santissima Eucaristia di fatto non è al centro della vita della Sua Chiesa Cattolica;

- per gli scandali e i gravi peccati commessi dai membri del clero e dalle altre anime che Dio ha eletto in modo particolare e chiamato a seguirLo più da vicino mediante i voti religiosi;

- per le eresie, propagate persino da certi vescovi e sacerdoti;

- per tutte le volte che i presbiteri, celebrando la Santa Messa, somigliano più a showman che a sacerdoti: sembrano dimenticarsi che cosa stanno operando - la rinnovazione incruenta dell’unico Sacrificio della Croce - e così trasformano la celebrazione in una specie di teatro profano con battute banali (che vorrebbero far ridere, ma che alla fine dei conti sono soltanto sciocche), applausi alquanto inopportuni e altri intermezzi discutibili, che non fanno se non svilire la sacralità della Liturgia Eucaristica.

Per inciso: Cari presbiteri, con il dovuto rispetto, vi dico che Dio non vi ha chiamato allo stato sacerdotale per far divertire le persone, bensì perché voi, unendovi sempre più intimamente a Lui, cooperiate efficacemente alla salvezza eterna delle anime. Quindi, per cortesia, abbiate riguardo del decoro e della dignità incomparabile che si convengono alla Santa Messa.

- Perché nelle chiese, e anche nelle sacristie, non si sa più così sia il sacro silenzio. Sia, dunque, offerta riparazione per le chiacchiere, mormorazioni, pettegolezzi, risate, telefonate, eccetera che si fanno in chiesa.

Ormai non si contano più le volte che nel corso degli anni non siamo riusciti a pregare nella casa del Signore. Per non parlare dell’incredibile gazzarra (peggio che al mercato) che  delle volte si scatena in chiesa, subito dopo il termine della Santa Messa.

E c’è da dire che, oltre alle varie persone ignoranti e ostinate in merito, il cattivo esempio proviene certe volte persino da preti e suore; l’ultimo in ordine di tempo, non molti giorni fa, nella cappella di un ospedale, ove un sacerdote e una monaca di clausura parlavano ad alta voce, né hanno mutato comportamento quando ci siamo posti in ginocchio per adorare Gesù nel Santissimo Sacramento; anzi, per dirla tutta, quando la monaca ha esortato – seriamente – a pregare per la santificazione dei sacerdoti, quel prete s’è fatto una risatina, alludendo alla possibilità della dannazione eterna nell’Inferno. Preghiamo il Signore per lui e per tutti quelli come lui.

- Perché ormai parole come preparazione e ringraziamento alla Santa Messa, non si sa più neppure che cosa significhino.

Preparazione: essere nella casa del Signore almeno un dieci minuti prima dell’inizio del Divino Sacrificio, così da disporsi interiormente, alla Presenza di Dio, a vivere con profonda devozione la Messa, che è in assoluto la più alta forma di preghiera. Munirsi del Messalino o di sussidi simili, così da poter leggere la Parola che Dio ci rivolge in quel dato giorno, prima dell’inizio del Sacro Rito.

Certe persone hanno poi la cattiva e reiterata abitudine di arrivare a Messa già iniziata (e persino avanzata). Questo è un brutto segno, davvero.

Ringraziamento: com’è possibile che non si avverta più, da parte di moltissimi cristiani, la santa necessità di sostare in preghiera con Gesù, quando solo qualche momento prima Lo si è ricevuto nel Suo vero Corpo e Sangue in Sacramento?

Delle volte, è vero, gli impegni della vita quotidiana non ci consentono di prolungare ulteriormente la sosta in chiesa; ma ciò non toglie che si possa comunque conservare un clima in certa misura raccolto e orante, amorevole verso Gesù Cristo, anche in tale evenienza.

- Per tutte le persone che varcano la porta della casa di Dio con abiti scandalosi e provocanti.

Tra l’altro, a dicembre ultimo scorso, mentre ero in processione per ricevere la Santa Comunione, mi sono ritrovata dinanzi una bambina con indosso dei mini calzoncini; non ho potuto fare a meno di chiedermi: “Se ora è in chiesa così, chissà come sarà da adolescente…”. L’età della bimba esclude certamente la sua responsabilità per un simile inappropriato abbigliamento. Purtroppo, non sono poche oggigiorno le mamme insipienti: preghiamo per loro e per ogni donna, affinché ognuna di noi possa comprendere, con il soccorso dello Spirito Santo, qual è la vera bellezza e che il nostro supremo modello lo troviamo in Maria Santissima (certo, a questo punto mi rendo conto che il discorso andrebbe ampliato e approfondito; infatti, il mio dire non significa che una donna cristiana laica debba vestirsi come una suora; di certo però buongusto, serietà e modestia sono un trinomio che ogni donna credente nel Signore Gesù dovrebbe tenere sempre presente).

Vi risparmio poi le “risposte infernali” (non esagero, nel dire così) che mi sono sentita rivolgere l’anno scorso in alcuni casi in cui, con garbo, mi sono permessa esprimere una correzione fraterna a donne o signorine che erano in evidente abbigliamento scandaloso nella casa di Dio.

- Per l’ennesimo film immorale e volgare proiettato nelle “sale della comunità” in occasione dello scorso Santo Natale.

Come ci disse una volta un sacerdote ambrosiano: questa Chiesa da una parte scaccia il diavolo mediante il Sacramento della Confessione e dall’altra, nel contempo, gli riapre le porte con i film indecenti, diffusi attraverso i cinema parrocchiali…

 

Care sorelle e cari fratelli,

prego lo Spirito Santo che vi faccia comprendere con quale animo – amante e pacato, ma anche fermo - ho scritto questo accorato invito alla adorazione e preghiera riparatrice.

Egli - Divina Persona Amore - illumini i cuori affinché, in particolare in questo sacro tempo di penitenza, possiamo tutti crescere nella fede e nell’amore a Gesù Cristo, Figlio di Dio, e nell’operosa carità ai fratelli e sorelle in Lui (specie i più poveri e sofferenti), così da giungere veramente rinnovati alla Pasqua di salvezza. Amen.

 

Sabrina di Gesù

 

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21 febbraio 2015

 

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

questi contenuti, esposti da Sabrina, sono da noi pienamente condivisi.

 

Il Consiglio direttivo dell’ARESC

 

 

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