2014-11-30 Pensieri sul Vangelo della prima Domenica di Avvento, secondo il Rito Romano

 30 novembre 2014

 

“… fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!”

 

(Marco 13,36-37)

 

 

Care sorelle e cari fratelli nel Signore,

lode immensa a Dio Amore che ci concede, ancora una volta, di entrare nel tempo santo dell’Avvento!

Avvento: tempo di grazia, tempo di operosa attesa del prezioso Natale di Gesù Salvatore; tempo forte in cui la Madre Chiesa ci prende per mano e, mediante la Sacra Liturgia, ci indica la via santa da percorrere per disporci non soltanto alla fruttuosa celebrazione del Santo Natale, il 25 dicembre, ma anche all’incontro definitivo con Cristo, che avverrà nel giorno e nell’ora della nostra morte corporale.

 

Oggi – nell’oggi santo della Parola di Dio, il Signore Gesù dice a tutti noi: VEGLIATE!

 

Sì, carissime e carissimi, siamo esortati con tanto amore dal Divino Maestro e nostro Migliore Amico, Gesù Cristo, a stare sempre desti e vigilanti, mediante la vita di Grazia, custodita e sempre più alimentata – mediante la degna e frequente ricezione dei Santi Sacramenti e la costante preghiera del cuore – affinché la nostra umile e semplice esistenza divenga, per dono di Dio, un bellissimo fiore del Cielo.

Gesù Misericordioso ci esorta alla vigilanza perché non sappiamo quando il padrone di casa ritornerà, ma certamente Egli tornerà!

E noi, cari amici, non dobbiamo farci trovare addormentati. Evidentemente il Signore non parla qui del riposo notturno (che il nostro corpo richiede essendo noi creature umane), bensì del sonno mortifero del peccato, che ottenebra e ottunde l’anima, distogliendola – mediante le molteplici e, nel contempo, monotone seduzioni mondane - dal suo fine supremo: il conseguimento della beatitudine eterna in Cielo.

Finché viviamo nel corpo siamo in esilio, lontano dal Signore. Nella tradizione cristiana, la vita terrena è, non di rado, chiamata notte del mondo; infatti, quaggiù noi viviamo di fede e non ancora in visione. La notte della terra – questo breve sabato del tempo, in attesa della Domenica senza termine - si contrappone al Giorno dell’eternità nella gloria di Dio, in Paradiso: Lassù, ove ad illuminarci non ci sarà più il sole, né luce di lampada, bensì Colui che siede sul trono e l’Agnello.

Cari fratelli e sorelle, la nostra vera luce - per non smarrirci nei sentieri del male nel corso del pellegrinaggio terreno verso la celeste Gerusalemme - è la fede. Sì, la fede nel Signore, la quale opera per mezzo della carità. Teniamo accesa - giorno e notte, sempre! - la fiaccola del santo amore, affinché quando Dio ci chiamerà per il giudizio, quell’incontro possa essere pieno di gioia. E se, disgraziatamente, esaminandoci dovessimo constatare che siamo tuttora in stato di peccato grave, non indugiamo stoltamente nel sonno della colpa; al contrario, scuotiamoci presto da tale torpore di male ed accostiamoci - pentiti e decisi a cambiar vita - al Sacramento della Misericordia Divina, la Santa Confessione.

Il Bambino di Betlemme non ci trovi – bussando alla porta del nostro cuore nel prossimo Suo Natale - ancora schiavi delle male passioni, dell’egoismo, dell’odio!

Deponiamo ogni malizia e ipocrisia; rivestiamoci di Cristo - l’Uomo nuovo, il Figlio diletto - e più non seguiamo i desideri e i pensieri cattivi, che portano alla morte dello spirito. Perdoniamo di cuore a coloro che ci hanno in vario modo danneggiato; perdoniamo e saremo perdonati. Preghiamo per i nostri nemici. Scompaia da ogni bocca cristiana la volgarità, la maldicenza, la calunnia; immodestie e abiti scandalosi più non siano, per le donne che dicono di credere in Cristo. In particolare, quale e quanto dolore si arreca al Signore e alla Mamma celeste, Maria Immacolata, quando ci si accosta a ricevere Gesù Eucaristia con abiti indecenti! E quante irriverenze si commettono nella casa di Dio – la chiesa – e persino da certe di coloro che, essendo lì ogni giorno, dovrebbero avere alla Presenza di Dio ben altro contegno!

Cari amici, in questo tempo di grazia, sentiamo la necessità di pregare molto e di coltivare nelle nostre giornate (spesso ricolme anche di tante cose frivole o perlomeno inutili) significativi spazi di silenzio, nei quali parlare cuore a Cuore con Gesù Salvatore.

Non lasciamoci rubare la grazia dell’Avvento da mille esteriorità, e tanto meno dal peccato! Non permettiamo che queste settimane passino invano, senza apportare quel frutto di conversione e di vita nuova nello Spirito Santo, che il Divino Bambino ardentemente attende, per il vero bene di ciascuno di noi, Suoi amati figli e figlie.

In questi santi giorni avventizi, ci soccorra la potente intercessione delle due persone – dopo Gesù Cristo – più meravigliose che la terra abbia mai avuto, i Due Consacrati per eccellenza alla gloria di Dio: Maria di Nazaret e il Suo castissimo Sposo Giuseppe. Così sia.

 

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