2015-02-19 Storture della cristianità attuale

19 febbraio 2015, giovedì

Cari fratelli e sorelle,

quelle che seguono sono semplicemente alcune riflessioni, che nascono dalla ripetuta constatazione, nel corso degli anni, di fatti ed atteggiamenti, che sono, fuor di dubbio, storture da raddrizzare, affinché il Cristianesimo non divenga – non in quanto tale, ma per il modo ridicolo in cui viene espresso, delle volte, da certe persone appartenenti alla Chiesa Cattolica – una caricatura di se stesso.

Infatti, non di rado purtroppo, c’è tanta differenza tra il Cristianesimo – Religione di Cristo Signore – e la cristianità – cioè le modalità concrete in cui i battezzati incarnano (o deformano) la Divina Dottrina.

 

PREMESSA

 

Scrivo quanto segue con carità e pacatezza, nel sincero desiderio della consolazione del Sacro Cuore e dell’autentico progresso delle anime.

 

IMPARIAMO A COMPIERE BENE - CON AMORE - I GESTI CHE MANIFESTANO LA NOSTRA FEDE NELLA SANTISSIMA TRINITA’ E NELLA REALE PRESENZA DEL SIGNORE GESU’ NELL’OSTIA CONSACRATA

 

Evidentemente, o per mancanza di formazione o per carente amore al Signore (o, in certi casi, per entrambe le cose), in non pochi casi, assistiamo a segni di croce, genuflessioni e riverenze al Santissimo Sacramento che sono – per come vengono messe in atto esteriormente; qui non si giudica la fede di nessuno – semplicemente ridicole e infantili (sì, infantili nel senso deleterio del termine).

Ci vorrebbero delle foto o immagini per meglio manifestare ciò che intendo dire, ma d’altra parte penso che chi vive consapevolmente la propria fede in Cristo, può capire a quali scompostezze io mi riferisca.

OMELIE NELLE SACRE ESEQUIE E INTERCESSIONI MELENSE

 

Cari sacerdoti, vi prego: attenetevi alle norme liturgiche, che, in base ad una doverosa forma di prudenza, prescrivono che l’omelia verta sulla Parola di Dio; evitate panegirici fuori luogo sul caro estinto: non tocca a voi “canonizzare” il defunto con lodi eccessive delle quali certi fra i presenti potrebbero - fatti alla mano - mostrare la falsità e inconsistenza. A volte, giungete a dire cose talmente contrarie alla verità dei fatti che può persino presentarsi alla mente l’idea di  uscire di chiesa per rientrarvi al termine del vostro sproloquio.

E cosa dire poi di certe preghiere dei fedeli (di intercessione per i defunti, per cui si applica quella data Santa Messa) che sono più o meno idilliache a seconda del “grado di gradimento” che il defunto in questione riscuote nel tale monastero? Delle volte, colei/colui/coloro a cui certe monache erano legate in modo particolare (per vincoli di parentela o di lecito affetto) vengono descritti come se si avesse, da parte delle monache stesse, la certezza che tali anime sono già beate in Paradiso.

Cari sacerdoti e care religiose: per favore, siamo seri, nelle cose che riguardano Dio e la salute eterna delle anime.

Non sbaglieremo mai nell’esortare i presenti - alle esequie o alla Santa Messa festiva – ad offrire suffragi per le anime del Purgatorio.

Se dinanzi al dramma della morte vogliamo, giustamente, donare consolazione alle persone che soffrono per la dipartita di una persona cara, facciamo però che tale consolazione, soave atto di fraterna carità, sia vera.

Gesù Cristo ci consola e conforta come Lui solo può e sa fare; Egli non ci racconta le favole e non disgiunge mai nel Suo verbo ineffabile, l’amore dalla verità.

 

LE VOSTRE TRADIZIONI AL POSTO DEL COMANDAMENTO DI DIO

 

Sul come siano messe male - cristianamente parlando - molte famiglie, ritengo non sia necessario ora soffermarmi, perché è sotto gli occhi di tutti.

Il Signore ci comanda di partecipare al Divino Sacrificio di Suo Figlio benedetto, nei giorni di festa (cioè di precetto).

Allora mi domando: che senso hanno certe Sante Messe celebrate invece in un giorno feriale, prima di portare i bambini e i ragazzi dell’oratorio in piscina o in gita? Che clima dissipato e fortemente disordinato c’è durante tali Messe!

E inoltre, secondo quanto stavo dicendo poco sopra, è tale e tanta la tiepidezza che si respira in  non poche famiglie “cristiane” che non sarà cosa inusuale che la mamma o il papà dica al/la proprio/a figlio/a: “Sei già andato a Messa mercoledì, non è necessario che tu ci vada oggi (Domenica)”.

Reverendi sacerdoti, non sarebbe meglio proporre ai ragazzi e ai bambini qualche momento di preghiera in chiesa - una visita a Gesù in Sacramento - ma senza celebrare la Santa Messa? Scusate, ma (anche se certamente non è questa la vostra intenzione) Essa sembra, in quei casi, il lasciapassare per la piscina o la gita.

 

CONCLUSIONE

 

Dolce e forte Gesù,

illuminaci con la Tua Divina Scienza,

e rendi i nostri cuori simili al Tuo.

Così sia.    

 

Comments